'In_comprensione', di Giulia Gellini. Tecnica mista, cm 35x50, 2016

Dichiarazione d’amore da uomo a uomo

Quello che trovate qui sotto è quanto generosamente ha voluto scrivere, col suo inconfondibile stile, Gian Ruggero Manzoni sul mio ultimo (in tanti sensi) libro di critica sulla sua pagina Facebook. Lo rilancio qui perché credo che l’elogio che fa del mio lavoro valga più per lui che per me. Mi spiego. Tanti complimenti sul mio testo risulteranno forse persino retorici (lo ammette lo stesso Manzoni), ma il fatto che provengano da una persona con cui ho anche amabilmente discusso, in passato, trovandomi pure in disaccordo (e in quel disaccordo sapido che nasce da qualche oscura somiglianza, da radici intrecciate, o quantomeno da un comune amore), è indice di una caratura morale e intellettuale che dà speranza. Finché sarà possibile una fraterna “guerra per amore”, ci sarà sempre pensiero critico, e letteratura schietta.

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La scena del risveglio del protagonista, dal film Matrix

Nella pancia di Matrix

In questi giorni di tregua dalla scuola mi sto concedendo un po’ di ozio (attività in famiglia, letture, preparazione di lezioni…).
Colgo l’occasione per ripensare al percorso compiuto quest’anno con il sito e rilancio alcuni vecchi articoli, cui sono particolarmente affezionato. Questo era apparso il 24 giugno.

Questa intervista a cura di Davide Brullo è apparsa su “La voce di Romagna” del 18 giugno. Nel pubblicarla, Davide ha voluto togliere il suo nome, dai pochi esemplari che mi ero permesso di avanzare: qui sotto invece lo trovate là dove deve essere.

Magmatico, radicale, radioso: Andrea Temporelli ha scritto una delle opere critiche più avventate e vigorose del tempo presente. Lo abbiamo stanato dalla sua solitudine

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La pienezza del vuoto

La pienezza del vuoto nel mio romanzo

In questi mesi, a quasi un anno dall’uscita di Tutte le voci di questo aldilà, una delle domande più frequenti che mi hanno posto diversi lettori riguarda il personaggio di Davide Scardanelli: “Perché nel romanzo non compaiono i suoi versi sublimi?” Se ho ben decifrato il messaggio che mi manda lo stesso Davide (ma non sono un esperto di tiptologia), la risposta dovrebbe essere più o meno questa: Continua a leggere

Il mio carro funebre ha perduto una ruota, di Raimondo Izzo (tecnica mista, 19.5x16x0.6 cm)

La qualità dei nemici

(L’opera scelta come copertina è di Raimondo Izzo.
Cliccare sull’immagine per la visualizzazione completa)

Chi non ha nemici è sospetto. Anche se uno, dal suo punto di vista, può sentirsi in pace con tutti. Di più: talvolta – spiace dirlo – si potrebbero valutare le imprese di una persona considerando la schiera dei suoi avversari. Eppure, in questi anni, sento che la quiete tormentata che mi agita scioglie tensioni e contrasti. La solitudine lascia scivolare la presa ideale degli avversari, e la lotta si fa danza. A tal punto che tutto si rovescia: l’avversario si fa amico, l’unico da abbattere divento io stesso.

Questi pensieri mi sono venuti risistemando, tra gli scaffali, un libretto, di cui vi ricopio l’Amena noterella introduttiva (con dedica), giusto per chiudere i conti. Ricopiarla qui significa per me sorridere di quel che fu, perdonare, dimenticare. Continua a leggere

Messaggio nella bottiglia

Un messaggio in bottiglia

Sul nuovo numero della rivista “Atelier” compare questo ampio saggio, che prende in esame il mio volume di saggi Smarcamenti, affondi e fughe. Ringrazio direttori e redattori della rivista per l’attenzione e le belle parole, a tratti persino esagerate.

Andrea Temporelli: un messaggio in bottiglia
di Giulio Greco

1. Smarcamenti

Smarcamenti, affondi e fughe (Borgomanero, Ladolfi, 2016, pp. 402, 20 euro) di Andrea Temporelli non va inteso come riedizione di saggi e neppure come un compendio teorico, ma come un vero e proprio manuale di “poetica militante” o forse “militare”, come suggerisce l’editoriale n. 21 del marzo 2001.
Il testo raccoglie il pensiero e l’anima battagliera del cofondatore di «Atelier»: gli editoriali, le interviste narrate, le lettere aperte, pubblicate sulla rivista. Continua a leggere

Revolution, di Emanuele Taglieri

Silenzio dalla Repubblica delle Lettere

(L’opera scelta come copertina è di Emanuele Taglieri.
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Nel riflettere, sul suo sito, in merito a una mia intervista e al libro Smarcamenti, affondi e fughe, Salvatore Anfuso ha riaperto la discussione intorno alla morte della poesia.

No, fermi tutti, specialmente quelli che passano di qui perché interessati alla poesia. So che della “morte della poesia” non ne potete più. Non ne posso più nemmeno io. E allora, perché ho ripreso l’insensata, esangue sigla? La poesia è viva, vivissima. Peccato che si sia trasformata in un fiume sotterraneo, che circoli esattamente dove più nessuno sappia ascoltarla, inverarla. Insomma, la poesia (italiana) è morta perché si è persa, perché vive nell’anonimato: non fatemi ripetere quanto è scritto nel programma di questo sito. Continua a leggere

Un passo oltre l’inizio

 

Chi soffre non è profondo
M. De Angelis

Ricapitoliamo, ancora una volta, la situazione.
I poeti non credono nella parola, ma nel prestigio editoriale. Continua a leggere

THE LONELY TREE, di Wanda D'Onofrio, fotografia digitale, 40x30 cm

Cercansi opere di solitudine e profezia

(L’opera scelta come copertina è di Wanda D’Onofrio.
Cliccare sull’immagine per la visualizzazione completa)

Se un uomo rinuncia alla poesia per il potere,
avrà molto potere.

Se un uomo si vanta delle sue poesie,
verrà amato dai cretini. Continua a leggere

Quiz di Ferragosto

Per Ferragosto vi propongo il giochino che ho inserito nel mio romanzo. Viene dal capitoletto Di un enigma, di alcune comparse e della voce che tormenta Laura, con cui si apre la seconda parte. Riuscite a trovare la soluzione?

Max era nel suo studio, con un giornale in mano, concentrato sulle sue faccende e con un’aria piuttosto depressa. Come al solito, del resto. La casa era in ordine, pulita. Laura si abbandonò sulla poltroncina.
Prese in mano una rivista, cercando il modo di ingannare il tempo. Si soffermò su un gioco: Continua a leggere