Il flusso nel tempo / presente

La bara salvagente di Queequeg

Il libro, bara di Queequeg

È lo scrigno in cui si deposita il dono della solitudine − dono lieto o doloroso, sedimentazione di pena e piena felicità. È la cella in cui la solitudine impossibile dell’uomo si fa possibile perché il monologo narcisistico oppure l’annegamento nella moltitudine oppure il rispecchiamento con l’Altro si cristallizzano in forma compiuta, di parola che […]

Sì, va bene, l’amore e tutto il resto, / ma qui fanno domande / precise…

1

FINESTRA

2

LIM

3

LAVAGNA

4

ZAINO

5

CATTEDRA

6

QUADERNO

Guarda come rimango anch’io fedele / all’opera comune / di vivere la vita fino in fondo…

18

anni

72

fascicoli

8288

pagine

Da una provincia dell’Impero

“quando qualcuno, tra decenni, tenterà di impalcare una storia plausibile della poesia del nuovo millennio, dovrà avere il coraggio di dirlo, che Borgomanero è stata come la Parigi di Joyce, come la Vienna di Klimt, come la New York del Moma; che l’appartamento all’ultimo piano dell’anonima palazzina in corso Roma ha avuto un ruolo pari a quello delle Giubbe Rosse a Firenze, canonico bar dove i futuristi facevano a botte con i vociani ed Eugenio Montale discuteva, sornione, con Mario Luzi.”

(Davide Brullo)