• Collegamento a Facebook
  • Collegamento a Youtube
  • Collegamento a X
  • Collegamento a Pinterest
  • Collegamento a Instagram
info@andreatemporelli.com
Profezia privata
  • HOME Andrea Temporelli
  • SCRITTURA
    • AUTORE
      • PROFEZIA
      • AUTORITRATTO
    • SCRIVANIA
      • ZIBALDONE
      • OFFICINA
    • SCAFFALE
      • LIBRI
      • ATELIER
  • SCUOLA
    • INVENTARE
      • FINESTRA
      • LIM
    • INSEGNARE
      • LAVAGNA
      • CATTEDRA
    • APPRENDERE
      • QUADERNO
      • ZAINO
  • ARGOMENTI A-Z
    • APPUNTI
    • ARCHIVIO ATELIER
    • ARTICOLI E SAGGI
    • BIBLIOTECA SCOLASTICA
    • DIDATTICA
    • LIBRI
    • LEZIONI
    • MATERIALI MULTIMEDIALI
    • MATERIALI DIDATTICI
    • POESIE E RACCONTI
    • PROMESSI SPOSI
    • SCUOLA CREATIVA
    • TEMPORELLI
  • SCRIVI
  • POLICY
  • Fare clic per aprire il campo di ricerca Fare clic per aprire il campo di ricerca Cerca
  • Menu Menu
Boredom [noia], di Anneli Di Francis, 2016, oil on canvas, 80x116cm

La noia e l’interesse

6 Novembre 2017/0 Commenti/in DIDATTICA/da Andrea Temporelli

(L’opera scelta come copertina è di Anneli Di Francis.
Cliccare sull’immagine per la visualizzazione completa)

Uno dei principali ostacoli che l’esperienza scolastica si trova ad affrontare è la noia. La noia è l’incubo di studenti, docenti e genitori. I primi entrano a scuola spesso già annoiati: l’elenco delle materie e degli argomenti da affrontare invece di eccitarli li atterrisce. I secondi si sentono incalzati dai terzi affinché svolgano lezioni accattivanti, possibilmente entusiasmanti, in modo da abbattere il senso di fatica: perché apprendere dovrebbe essere un gioco. E invece lo era forse nella scuola dell’infanzia e in parte nella scuola primaria, ma via via che il percorso scolastico si compie, il prodotto finale è sotto l’occhio di tutti: giovani perlopiù spenti, demotivati, senza opinioni. Annoiati.

No, lo so bene che questa descrizione è falsa, stereotipata. Ma sappiamo bene tutti che in buona parte coglie nel segno.

Che si può fare contro la noia? Come si può accendere l’interesse?

Cominciamo a capire di che stiamo parlando. La noia è il senso di frustrazione che deriva dall’essere esclusi da un’attività piacevole. Annoiarsi significa non essere immersi in azioni che si sentono significative. Ma ci si può annoiare anche in una festa. La noia è dunque il sentimento della perdita di tempo: credo non ci sia nulla di più mortale, per il nostro essere, che questa percezione; infatti molti cercano di sconfiggere la noia con l’efficientismo esasperato, l’impegno fanatico, la dedizione totale. E invece ci si può annoiare anche quando lottiamo contro il tempo, soffochiamo la nostra consapevolezza in un “darsi da fare” ottuso. E siamo alla nevrosi. La noia è dunque il senso di estraneità rispetto a un contesto, di cui si è forzatamente parte, percepito come privo di significato.

La parola interesse significa invece, etimologicamente, essere in mezzo, partecipare. Siamo interessati quando lo spirito interagisce con il contesto sulla spinta del desiderio, della curiosità, dell’attenzione. Ciò avviene quando non ci sentiamo separati con noi stessi e con il reale, quando ciò che accade è avvertito come la ghiotta occasione per ottenere un incremento vitale, ovvero un’espansione del Sè, delle proprie potenzialità. L’interesse è mosso da una promessa di gioia, di potenza d’amore, di apertura cosmica.

La scuola, luogo “separato”, andrebbe percepita come un potente portale per l’accelerazione delle esperienze e la realizzazione di inesplorate potenzialità di vita.

E invece gli studenti entrano nelle scuola come fossero istituti penitenziari: provano un senso di reclusione, di separazione dalla realtà.

Un primo passo da compiere, dunque, è quello di creare spazi fisici che siano accoglienti, possibilmente allegri. Naturalmente l’ambiente deve poi essere realmente abitato da un’allegria pedagogica che, a dispetto dei nostri pregiudizi, va estesa anche nel ciclo conclusivo della scuola secondaria. Qui, ovviamente, occorre educare a un senso del divertimento più maturo, consono all’età.

Il secondo passo, poi, spetta allo studente spesso. Se l’interesse nasce dal sentirsi preso in mezzo, è bene sfatare un pregiudizio: l’interesse non precede l’attività, ma nasce dal cuore dell’attività stesso. Occorre lasciarsi prendere, buttarsi nello studio: l’interesse vien studiando. Prima occorre scoprire la materia o l’argomento, poi, eventualmente, ci si sentirà coinvolti. Pensiamo: se siamo già interessati a qualcosa, è perché siamo già “in mezzo all’argomento”, a causa di precedenti esperienze, di preconoscenze, magari persino di pregiudizi positivi. L’interesse nasce dall’attrito con l’oggetto, non può scaturire a priori, a freddo. La domanda giusta, dunque, è questa: “Come fai a sapere se quell’argomento non ti interessa, se non lo studi?”.

Il terzo passo comunque va compiuto dal docente. Ma si tratta ancora di un passo naturale. Al di là di ogni “trucco del mestiere”, è esperienza di tutti che un docente appassionato riesce a trasmettere la passione per la materia. La regola del contagio funziona ancora. Come presentare in modo accattivante una lezione di grammatica? Ebbene, la grammatica c’est moi. Il sapere si concretizza anzitutto nel docente, non perché sia depositario assoluto della conoscenza, ma perché è animato dall’interesse per la conoscenza e delle strategie per acquisirla. Il docente deve vincere la noia anzitutto in sé stesso. Se il docente è annoiato, annoierà gli studenti. Non c’è scampo.

Solo in seguito ha senso preoccuparsi delle strategie e delle tecniche per aggirare la noia. Il docente infatti deve effettivamente porsi il problema di come far impattare l’oggetto della conoscenze e l’allievo. Magari farà consapevolmente leva sulle esperienze pregresse o sui pregiudizi degli alunni, in modo da “portarli dentro” al tema. Oppure proverà a negoziare, susciterà un bisogno, predisporrà un testo di lancio per “mettere in moto” gli studenti.

Già che ci siamo, torniamo su un’annosa questione. La lezione frontale è spesso additata come la causa della noia scolastica. Sappiamo tutti, per esperienza, che non è così: dipende, lo abbiamo già detto, dall’atteggiamento del docente. Molti studenti del resto si annoiano mentre sono attivi, attivissimi, esattamente come tanti adulti superimpegnati. E tuttavia è bene sapere che la lezione frontale, che non scompare mai, ma semmai si fa puntiforme, permea momenti diversificati dell’attività didattica, ecc., presta inevitabilmente il fianco (da sempre, ma tanto più con i giovani di oggi, abituati a forme di apprendimento rapide e superficiali) alla passività. Per cui le lezioni vanno ripensate all’interno dello spettro di tutte le metodologie disponibili, nell’ottica complessiva della cooperazione. Cooperare significa infatti già di per sé “essere presi in mezzo” alla relazione di apprendimento, condividere, risultare interessanti e quindi significativi, per sé stessi e per gli altri.

A chiudere il cerchio, intervengano infine i genitori. Anche loro non dovrebbero risultare “estranei” alle esperienze scolastiche, dovrebbero lasciarsi coinvolgere. Come? Favorendo, in qualsiasi modo, la ricaduta fuori della scuola degli apprendimenti. Si può passare dal semplice dialogo (“che cosa è successo a scuola?”), alla collaborazione (“Proviamo a studiare/informarci insieme? Mi ripeti la lezione”?), per giungere alla più sofisticata applicazione delle competenze allenate a scuola (“Tu che studi spagnolo, mi tradurresti questo sito? Mi formatti tu il computer? Mi correggi o mi dai questo suggerimento su questo testo che mi serve per il lavoro?”).

Mi pare tuttavia di sentirli borbottare, in sottofondo, molti genitori: “Ma come, dovremmo completare noi il lavoro dei professori e dei nostri figli? Che noia!”

 

Tags: TEORIE DELLA DIDATTICA
Condividi questo articolo
  • Condividi su Facebook
  • Condividi su X
  • Condividi su WhatsApp
https://www.andreatemporelli.com/wp-content/uploads/2017/11/Boredom.jpg 548 800 Andrea Temporelli https://www.andreatemporelli.com/wp-content/uploads/2015/09/andrea-temporelli-logo-header-website.png Andrea Temporelli2017-11-06 07:00:232017-11-05 13:46:30La noia e l’interesse
Potrebbero interessarti
Insegnaregratuito da pexels.com Rigenerare la scuola
Govoni, Autoritratto La grammatica è la rivoluzione
I pericoli dell'impegno I pericoli dell’impegno
Insegnaregratuito da pexels.com Insegnare: dalla teoria alla pratica
Apri la mente con la grammatica Dal tempo allo spazio: la grammatica apre la mente
Ragione e pensiero altogratuito da pexels.com Pilastri educativi: Ragione
Liberaci dai contenutigratuito da pexels.com Signore, liberaci dai contenuti
Vacanza e relaxgratuito da pexels.com Difesa della vacanza
0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Sentitevi liberi di contribuire!

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

L’amore e tutto il resto

Tag

ANEDDA ATELIER BUFFONI CAPRONI CRITICA LETTERARIA CUCCHI DE ANGELIS DIARIO ESORDI FIORI GIUDICI GRAMMATICA IL CIELO DI MARTE INTERVISTE L'AMORE E TUTTO IL RESTO LEOPARDI LETTERATURA LETTERE APERTE LUZI MAGRELLI MANZONI MAPPE CONCETTUALI MERLIN MONTALE NARRATIVA CONTEMPORANEA PASOLINI PENSIERO POESIA CONTEMPORANEA POETICA POLEMICHE E PROPOSTE PUSTERLA RABONI RICCARDI SCARPA SCRITTURA SCUOLA SERENI SMARCAMENTI TEMPORELLI TEORIE DELLA DIDATTICA TERRAMADRE TUTTE LE VOCI DI QUESTO ALDILA' VITA DA PROF VIVIANI ZANZOTTO

Download

AUTORE

Marco Merlin
MRLMRC73D04B019R
c/o Web’s River
Via Santa Maria 7
28010 Barengo [NO]

SCRITTURA

Pangea
Zibaldone
Il primo amore
Teatro delle Selve
Letteratura on-line

SCUOLA

Don Bosco Borgomanero
Life Skill's Italia
Rai Scuola
Educare.it
Nodemos
Istituto Luce

WEB AGENCY

© Copyright - Andrea Temporelli
  • Collegamento a Facebook
  • Collegamento a Youtube
  • Collegamento a X
  • Collegamento a Pinterest
  • Collegamento a Instagram
Collegamento a: Kafka, “Un medico di campagna” Collegamento a: Kafka, “Un medico di campagna” Kafka, “Un medico di campagna”Franz Kafka, illustrazione di Antonello Silverini Collegamento a: Insegnare italiano: finalità Collegamento a: Insegnare italiano: finalità Finalitàgratuito da pexels.comInsegnare italiano: finalità
Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto

Questo sito utilizza i cookie. Continuando a navigare nel sito, accetti il l'utilizzo dei cookie.

LEGGIAPPROFONDISCIACCETTO

Cookie and Privacy Settings



Come usiamo i cookie

Ti chiediamo che i cookie siano accettati sul tuo dispositivo. Utilizziamo i cookie per sapere quali siano le interazioni col nostro Sito Web, per arricchire e valorizzare l’esperienza di navigazione e per personalizzare il tuo rapporto con il nostro sito web.

Clicca sui titoli delle categorie per saperne di più. Puoi anche modificare alcune delle tue preferenze. Tieni presente che il blocco di alcuni tipi di cookie potrebbe influire sulla tua esperienza nel nostro sito Web e sui servizi ad esso connessi.

Cookie essenziali del sito Web

Questi cookie sono strettamente necessari per fornirti i servizi disponibili nel nostro sito Web e per utilizzare alcune delle sue funzionalità.

Poiché questi cookie sono strettamente necessari per fornire il sito Web, non è possibile rifiutarli senza influire sul funzionamento del nostro sito. È possibile bloccarli o eliminarli modificando le impostazioni del browser e imporre il blocco di tutti i cookie su questo Sito Web.

Cookie di Google Analytics

Questi cookie raccolgono informazioni che vengono utilizzate in forma aggregata per aiutarci a capire come viene utilizzato il Sito Web o l’eventuale efficacia delle nostre campagne di marketing o per aiutarci a personalizzare il Sito e la tua applicazione al fine di migliorare la tua esperienza.

Se non vuoi che monitoriamo la tua visita sul nostro sito puoi disabilitare il monitoraggio nel browser qui:

Altri servizi esterni

Usiamo anche diversi servizi esterni come Google Webfonts, Google Maps e fornitori di video esterni. Poiché questi fornitori possono raccogliere dati personali come il tuo indirizzo IP, ti consentiamo di bloccarli qui. Tuttavia sii consapevole del fatto che questo potrebbe ridurre pesantemente la funzionalità e l'aspetto del nostro Sito. Le modifiche avranno effetto una volta ricaricata la pagina.

Impostazioni di Google Webfont:

Impostazioni di Google Map:

Video Vimeo e Youtube incorporati:

Privacy Policy

Per ulteriori informazioni e dettagli sulle impostazioni e in merito alla privacy leggi la nostra informativa estesa.

Privacy e Policy del sito di Andrea Temporelli

Accettare le impostazioniNascondi solo la notifica