Unlikely #27, fotografia digitale di Giuseppe Colarusso (cm 50x35)

Dieci aforismi

Non c’è più bisogno di leggere, se tutto è già stato scritto

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Per l’uomo, agire non è essenzialmente re-agire, ma agire da re

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La poeticità è come la cicca. Sembra naturale, sta in bocca a tutti, perde sapore subito, nuoce alla salute. E se ti finisce sotto le scarpe, non te ne liberi più.

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Non uno scrittore d’evasione, ma nemmeno uno scrittore impegnato. Uno scrittore di reclusione, semmai, che non segue normative nel testo e non ha committenti oltre alla propria coscienza. L’impegno si mette nel modo di vivere, nel modo di scrivere non c’è legge che preceda la scrittura stessa.

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Scrivere è falsificare.
Leggere è inverare.

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La realtà esiste solo in seconda battuta.
La realtà è un racconto.

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Ci sono tre tipi di scrittori: quelli che fingono, quelli che fingono di fingere, quelli che fingono di non fingere

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Il sublime è l’intuizione della corruttibilità del bello

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Si scrive per chiudere i conti con una storia e poterne vivere un’altra.

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Chi si firma è perduto

 

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