• Collegamento a Facebook
  • Collegamento a Youtube
  • Collegamento a X
  • Collegamento a Pinterest
  • Collegamento a Instagram
info@andreatemporelli.com
Profezia privata
  • HOME Andrea Temporelli
  • SCRITTURA
    • AUTORE
      • PROFEZIA
      • AUTORITRATTO
    • SCRIVANIA
      • ZIBALDONE
      • OFFICINA
    • SCAFFALE
      • LIBRI
      • ATELIER
  • SCUOLA
    • INVENTARE
      • FINESTRA
      • LIM
    • INSEGNARE
      • LAVAGNA
      • CATTEDRA
    • APPRENDERE
      • QUADERNO
      • ZAINO
  • ARGOMENTI A-Z
    • APPUNTI
    • ARCHIVIO ATELIER
    • ARTICOLI E SAGGI
    • BIBLIOTECA SCOLASTICA
    • DIDATTICA
    • LIBRI
    • LEZIONI
    • MATERIALI MULTIMEDIALI
    • MATERIALI DIDATTICI
    • POESIE E RACCONTI
    • PROMESSI SPOSI
    • SCUOLA CREATIVA
    • TEMPORELLI
  • SCRIVI
  • POLICY
  • Fare clic per aprire il campo di ricerca Fare clic per aprire il campo di ricerca Cerca
  • Menu Menu
Sinjavskij e Daniel'

L’arte trasfigura sempre la realtà ed è perciò stesso eversiva. (Il caso Sinjavskij)

11 Luglio 2022/2 Commenti/in ARTICOLI E SAGGI/da Andrea Temporelli

Si può diventare i primi dissidenti russi della storia inconsapevolmente, per semplice amore della letteratura. E, si badi, non di letteratura impegnata, non a causa di opere scritte con intenzioni politiche. La letteratura, infatti, è eversiva in sé stessa. Questo ci ricorda la vicenda di Andrej Sinjavskij e di Julij Daniėl’, coscritti classe ’25 che negli anni Sessanta, sulla spinta dei venti riformisti durante la leadership di Chruščëv, pubblicarono all’estero, sotto pseudonimo, romanzi e racconti. Il fatto di per sé non rappresentava reato: vennero pretestuosamente accusati di propaganda reazionaria soltanto per la loro poetica non allineata al realismo imposto dall’ideologia socialista. Il Kgb riuscì a individuarli, dopo anni di fallimentari ricerche, perché durante il funerale di Pasternak, per un breve tratto, portarono sulle spalle la bara dello scrittore: chi erano quei due, così in sintonia, così devoti alla letteratura?

Il potere impone la sua verità, magari senza nemmeno dichiararla apertamente e completamente. Chi non si adegua a tale dogma, è di per sé un eversivo. Così, il processo del ’65-’66 che li condannò, assunse il valore di un attacco alla letteratura: per la prima volta le prove del reato erano i testi degli scrittori, e non più pretesti di altra natura, come nel caso dello stesso Pasternak o, per restare in anni ancor più a ridosso del processo a Sinjavskij e Daniel’, nel caso del poeta Iosif Brodskij. Al fatidico momento della lettura della condanna, entrambi dichiararono di non riconoscersi nella sentenza. Da quel momento, si registrò ufficialmente in seno al regime che un’altra interpretazione dei fatti era possibile, esisteva.

Sinjavskij dovette scontare anni di lavori forzati nei gulag, fino al ’71. Non gli fu impedito poi di emigrare a Parigi, e alla Sorbona divenne professore di Letteratura russa. Durante gli anni di reclusione elaborò Passeggiate con Puškin, mimetizzandone intere parti nelle lunghe lettere inviate alla moglie. L’opera, tra l’altro, venne accolta male, tra i Russi, per l’approccio poco convenzionale al grande poeta: il suo acume critico dissacrante e provocatorio nasceva dalla sua stessa vena creativa, e la rottura con la comunità russa emigrata in Europa diventò poi inevitabile. In prigionia scrisse anche Una voce dal coro (pubblicato ancora con lo pseudonimo di Abram Terz, già utilizzato per i precedenti libri), una sorta di Zibaldone in cui registra anche pensieri degli altri condannati, e riflessioni sul tempo, sul carattere della Russia e del suo folklore, sulla letteratura – spaziando da Ammiano Marcellino alle fiabe, dalle canzoni cecene raccolte e trascritte a intuizioni su Shakespeare o Majakovskij.

Eppure il lager ti dà una sensazione di massima libertà. (Forse soltanto la cella d’isolamento ne dà una ancora più forte).

Come si possono annotare, senza eroismo, pensieri simili?

Amo il ritmo rallentato della vita che si fa qui, in confronto a quello cui, da liberi, ci dobbiamo sottomettere volenti o nolenti: per non perdere l’autobus, per non far tardi in ufficio, al cinema. E’ per questo che, nel lager, il pensiero scorre come in modo più naturale, senza tutte quelle astuzie della ragione che servono solo ad eccellere sugli altri. Ci si affretta solo in casi precisi, isolati, ma in un senso più vasto si smette completamente di aver fretta (per andare dove?). E l’esistenza spalanca più larghi i suoi occhi azzurri.

Nella sua condizione di separatezza, scandita solo dal tempo naturale e sfumato delle stagioni o dalle incombenze più rituali e ordinarie (“Misuro la vita dal numero di volte che mi hanno rasato i capelli”), lo scrittore vede assecondata la sua stessa indole contemplativa. Del resto, negli anni dell’esilio francese, Sinjavskij non esiterà a ricordare il pericolo, per tutti i dissidenti, di diventare conformisti, in seno alla calda e tollerante democrazia occidentale. E analogamente Brodskij parlerà dei suoi stessi anni di reclusione come di un periodo proficuo letterariamente, senza in alcun modo far leva su quell’esperienza per riscuotere maggiori crediti morali.

Quindi paradossalmente, nella prigionia, l’impotenza si rovescia in forza immaginifica e in tal modo il presupposto sovversivo di Sinjavskij (quel codice grottesco al limite del realismo magico riconducibile a Gogol’) anziché attenuarsi si rafforza:

L’arte non è raffigurazione, ma trasfigurazione della vita. L’immagine stessa nasce per un’esigenza di trasfigurazione: l’immagine si sposta dall’oggetto, spingendolo a modificarsi, a prendere un’altra direzione. Noi notiamo l’”immagine” soltanto quando essa ha trionfato di ciò che si sforza di raffigurare. Un tavolo d’oro è un’immagine. Un bosco verde non è un’immagine: ci vuole un rumore verde.

Anche quando descrive la realtà, l’artista la trasfigura, la sottrae alla trasparenza degli eventi che scorrono per restituirle l’opacità originaria. Distinguere il “qui e ora” dall’ “aldilà”, l’orizzonte trascendente dal secolo, la natura dal sovrannaturale, è semplicemente un errore che ci conduce a un dissidio insanabile, a un vicolo cieco esistenziale.

Cristina Campo (Gli imperdonabili, Adelphi, 1987, p. 232) parlava in termini di “vita spirituale” e di “corpo”, cercando nella liturgia la loro rinnovata congiunzione:

Chi resterà a testimoniare dell’immensa avventura, in un mondo che confondendo, separando, opponendo o sovrapponendo corpo e spirito li ha perduti entrambi e va morendo di questa perdita? Nel tempo vaticinato in cui i vecchi vedranno visioni e i giovani sogneranno sogni, forse unicamente i poeti, che hanno dimora simultanea nella vecchiaia e nella fanciullezza, nel sogno e nella visione, nel senso e in ciò a cui il senso allude perennemente. E’ un poeta, il solo peta religioso oggi vivente, Andrej Sinjavskij, ad aver chiuso in due parole la gesta perduta della quale sembra divenga sempre più imperativo ricordarsi: “Non si tratta di superare la natura ma di sostituirla con un’altra natura a noi ignota”

Così Sinjavskij nella sua opera tenta di smarcare l’autore non solo dai suoi personaggi, ma dall’opera stessa e, se pensiamo all’uso dello pseudonimo, persino dalla figura biografica dello scrittore:

In sostanza, il mio “io” non mi interessa affatto. Una cavia, nient’altro. Catturare nel mio sangue, nella mia testa, delle idee che circolano, delle leggi.

All’amico Daniel’, invece, il regime stesso impose un nuovo pseudonimo, obbligandolo a lavorare unicamente come traduttore per poter vivere. Quando poi riuscì a far passare attraverso le maglie del controllo un ultimo intervento, con cui prese parte a un dibattito intorno ai dissidenti russi all’estero, accusati di non aver tempra sufficiente per restare in patria, riprese voce proprio in difesa di coloro che erano emigrati affrontando la fatica di restare sé stessi pur se strappati alle proprie radici, ricordando altresì come, per coloro che erano rimasti, sarebbe stato facile invece incolpare per la propria mediocrità o il proprio fallimento letterario il sistema (si trattò di un’evidente difesa dell’amico, allora bersaglio della polemica). A seguito di tale intervento il regime gli tolse persino lo pseudonimo, cosicché a lui non rimase per sopravvivere che diventare un traduttore fantasma, un traduttore di opere firmate da altri.

Ma cancellare l’identità vuota di uno scrittore è impossibile. Glielo avrà ricordato, c’è da crederlo, l’amico Sinjavkij, o Terz, o chi per esso, il giorno in cui poté rientrare finalmente in patria e visitare la sua tomba.

Tags: LETTERATURA, POETICA
Condividi questo articolo
  • Condividi su Facebook
  • Condividi su X
  • Condividi su WhatsApp
https://www.andreatemporelli.com/wp-content/uploads/2022/07/Sinjavskij-e-Daniel.gif 454 800 Andrea Temporelli https://www.andreatemporelli.com/wp-content/uploads/2015/09/andrea-temporelli-logo-header-website.png Andrea Temporelli2022-07-11 01:25:202022-07-11 01:25:22L’arte trasfigura sempre la realtà ed è perciò stesso eversiva. (Il caso Sinjavskij)
Potrebbero interessarti
Il Trionfo della Storia sul Tempo, di Anton Raphael Mengs (1772) I promessi sposi: introduzione (lettura)
Angelus Novus, Paul Klee, 1920 Esodi ed esordi. Passi di poesia dentro il principio
Le virtù fondamentali di uno scrittore
Caronte Il critico è Caronte
Jove decadent. Després del ball, di Ramon Casas Contro l’arte decadente
Scrivere non è mestiere
Si legge ancora poesia?gratuito da pexels.com Leggere, scrivere, creare
Ubriachi all'osteria, in un'opera di Adriaen Brouwer (ca.1605-1638) I promessi sposi: capitolo XIV (lettura)
2 commenti
  1. Maria Grazia
    Maria Grazia dice:
    11 Luglio 2022 in 9:58

    La vicenda è presentata da Enzo Mauro ( Feltrinelli, Lo scrittore senza nome) : ci immette in una vicenda di interesse notevole sia letterario che storico con una convincente prova editoriale, optando, da giornalista quale è sempre stato, per il ruolo di scrittore, narratore, lucido ed incisivo, antiretorico. Nella nota finale ci racconta in modo storico, oggettivo, non ponendosi mai come protagonista della ricerca che lo ha appassionato per anni ed anni, la genesi di questo libro partecipato e doloroso: una scelta di rispetto e professionalità appropriata al tema, che l’autore definisce “racconto della disperazione e della dignità, dal fondo dell’abisso totalitario sovietico. Ma anche un’indagine sul potere.. di una vita impedita da ricostruire pezzo per pezzo, completando quel ritratto dimezzato che è sulla tomba al cimitero di Vangan’kovo”. Julij Daniel’( 1925- 1988) infatti, lo scrittore senza nome, privato dell’identità, è nel mondo letterario solo un’ombra.

    Rispondi
    • Andrea Temporelli
      Andrea Temporelli dice:
      11 Luglio 2022 in 11:05

      Grazie, Maria Grazia, per l’integrazione. Ho visto il libro, ma non l’ho letto. Segnalarlo è comunque importante (info, per esempio, qui)

      Rispondi

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Sentitevi liberi di contribuire!

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

L’amore e tutto il resto

Tag

ANEDDA ATELIER BUFFONI CAPRONI CRITICA LETTERARIA CUCCHI DE ANGELIS DIARIO ESORDI FIORI GIUDICI GRAMMATICA IL CIELO DI MARTE INTERVISTE L'AMORE E TUTTO IL RESTO LEOPARDI LETTERATURA LETTERE APERTE LUZI MAGRELLI MANZONI MAPPE CONCETTUALI MERLIN MONTALE NARRATIVA CONTEMPORANEA PASOLINI PENSIERO POESIA CONTEMPORANEA POETICA POLEMICHE E PROPOSTE PUSTERLA RABONI RICCARDI SCARPA SCRITTURA SCUOLA SERENI SMARCAMENTI TEMPORELLI TEORIE DELLA DIDATTICA TERRAMADRE TUTTE LE VOCI DI QUESTO ALDILA' VITA DA PROF VIVIANI ZANZOTTO

Download

AUTORE

Marco Merlin
MRLMRC73D04B019R
c/o Web’s River
Via Santa Maria 7
28010 Barengo [NO]

SCRITTURA

Pangea
Zibaldone
Il primo amore
Teatro delle Selve
Letteratura on-line

SCUOLA

Don Bosco Borgomanero
Life Skill's Italia
Rai Scuola
Educare.it
Nodemos
Istituto Luce

WEB AGENCY

© Copyright - Andrea Temporelli
  • Collegamento a Facebook
  • Collegamento a Youtube
  • Collegamento a X
  • Collegamento a Pinterest
  • Collegamento a Instagram
Collegamento a: Il nome di Valeri nel vento Collegamento a: Il nome di Valeri nel vento Il nome di Valeri nel ventoDiego Valeri Collegamento a: Vincono sempre i mediocri? Noterella antipatica e sincera Collegamento a: Vincono sempre i mediocri? Noterella antipatica e sincera Vincono sempre i mediocri? Noterella antipatica e sincera
Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto

Questo sito utilizza i cookie. Continuando a navigare nel sito, accetti il l'utilizzo dei cookie.

LEGGIAPPROFONDISCIACCETTO

Cookie and Privacy Settings



Come usiamo i cookie

Ti chiediamo che i cookie siano accettati sul tuo dispositivo. Utilizziamo i cookie per sapere quali siano le interazioni col nostro Sito Web, per arricchire e valorizzare l’esperienza di navigazione e per personalizzare il tuo rapporto con il nostro sito web.

Clicca sui titoli delle categorie per saperne di più. Puoi anche modificare alcune delle tue preferenze. Tieni presente che il blocco di alcuni tipi di cookie potrebbe influire sulla tua esperienza nel nostro sito Web e sui servizi ad esso connessi.

Cookie essenziali del sito Web

Questi cookie sono strettamente necessari per fornirti i servizi disponibili nel nostro sito Web e per utilizzare alcune delle sue funzionalità.

Poiché questi cookie sono strettamente necessari per fornire il sito Web, non è possibile rifiutarli senza influire sul funzionamento del nostro sito. È possibile bloccarli o eliminarli modificando le impostazioni del browser e imporre il blocco di tutti i cookie su questo Sito Web.

Cookie di Google Analytics

Questi cookie raccolgono informazioni che vengono utilizzate in forma aggregata per aiutarci a capire come viene utilizzato il Sito Web o l’eventuale efficacia delle nostre campagne di marketing o per aiutarci a personalizzare il Sito e la tua applicazione al fine di migliorare la tua esperienza.

Se non vuoi che monitoriamo la tua visita sul nostro sito puoi disabilitare il monitoraggio nel browser qui:

Altri servizi esterni

Usiamo anche diversi servizi esterni come Google Webfonts, Google Maps e fornitori di video esterni. Poiché questi fornitori possono raccogliere dati personali come il tuo indirizzo IP, ti consentiamo di bloccarli qui. Tuttavia sii consapevole del fatto che questo potrebbe ridurre pesantemente la funzionalità e l'aspetto del nostro Sito. Le modifiche avranno effetto una volta ricaricata la pagina.

Impostazioni di Google Webfont:

Impostazioni di Google Map:

Video Vimeo e Youtube incorporati:

Privacy Policy

Per ulteriori informazioni e dettagli sulle impostazioni e in merito alla privacy leggi la nostra informativa estesa.

Privacy e Policy del sito di Andrea Temporelli

Accettare le impostazioniNascondi solo la notifica