Unlikely #27, fotografia digitale di Giuseppe Colarusso (cm 50x35)

Dieci aforismi

Non c’è più bisogno di leggere, se tutto è già stato scritto

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La voce, di Wanda D'Onofrio

La voce, l’ascolto, lo sguardo

Ma la voce, uno come fa a sentirsela? Metti che si ascolti in una registrazione, che magari compaia in un vecchio filmato del compleanno del figlio: riconosce il ciuffo dei bei tempi, ha le stesse movenze di adesso, in fondo, e nemmeno le battute sono poi tanto cambiate, ma no, protesta, quella non può essere la sua voce, quella è un birignao qualunque. Eppure sì, assicurano i parenti, sei proprio tu! Continua a leggere

Area 51 - La nuova poesia

Sordo alla nuova poesia

Sono diventato sordo: non riesco quasi più a percepire il suono della nuova poesia.

Una volta, ero letteralmente affamato di libri di poesia. La scoperta di un nuovo autore scatenava un desiderio smodato. Percepivo ogni stile diverso con violenza, come un profumo che stordisce fino allo svenimento. Ogni voce ridisegnava la mia geografia interiore. E iniziava sempre un feroce combattimento. Continua a leggere

Simone Cattaneo, il poeta

Per Simone Cattaneo

Simone Cattaneo era un amico. È un grande poeta. È stato un punto di riferimento per la mia generazione. È ed è stato molte cose, insomma, ma non deve essere congelato nel mito, rimosso nelle celebrazioni, usato per giustificare alcunché – nemmeno il perdersi dell’opera comuneContinua a leggere

Poetica del sorriso

Poetica: arrivare a dire

Non si può definire la poesia, perché tale definizione viene sempre rimandata, si apre continuamente a nuovi contesti: la parola non prende forma nel vuoto. E anche la critica deve prendere coscienza di questa umiltà, che diventa principio metodologico. Continua a leggere

Tirata d'orecchie

Qualche bella tirata d’orecchi

La prima, ovviamente, è per me ed è la più importante, perché mi accingo a sentenziare laddove avrei soltanto da mettermi, zitto, a imparare. Nessuno può permettersi di camminare senza farsi mille scrupoli sul confine tra la sacrosanta vergogna e l’umiliazione.

Ma la seconda è per gli insegnanti, che mancano di personalità e non sanno tenere la classe, che danno il cattivo esempio arrivando in ritardo e impreparati alle lezioni, che trattano l’aula come un palco per sublimare la frustrazione, dal momento che altrove, invece, nessuno darebbe loro ascolto (per fortuna). E che talvolta durante i consigli di classe correggono le loro verifiche, e poi si giustificano (“Ma io stavo ascoltando”) esattamente come i loro peggiori allievi. Continua a leggere

La reputazione sul web

Attenti alla vostra reputazione

Spiegavo l’altro giorno a un bravo ragazzo, vittima della sua nomea, che poteva essere certo dell’attenzione riservata nei suoi confronti a scuola, perché gli adulti che lo seguono sono pronti a cogliere e valorizzare qualsiasi suo gesto di riscatto. E, tuttavia, mi toccava insegnargli il peso della reputazione, che incombe su ogni giudizio occasionale. I trent’anni di differenza tra di noi mi sono risultati chiari quando mi sono sentito automaticamente parlare non solo di reputazione in generale, ma nello specifico di web reputation. Continua a leggere

John Keats

Sulla natura del genio

Il poeta è la più impoetica delle creature di Dio, perché non ha identità

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Puntini da unire

L’opera orfana dell’autore

Da qualche decennio a questa parte le opere letterarie (i romanzi, le raccolte di poesia) sono castelli di sabbia che resistono appena qualche stagione. Perché? Perché non c’è più una critica letteraria autorevole. Perché il Mercato impone i suoi (dis)valori. Perché i letterati sono monadi e non combattono più nell’agone condiviso. Perché gli sbocchi novecenteschi – esiziali – di ogni letteratura nazionale sono spazzati via dalla cultura globalizzata. Perché la quantità di opere meritorie è oggettivamente esorbitante (ovvero: si muore per eccesso di benessere). Perché non ci sono più destinatari, ovvero una comunità di riferimento. Perché viviamo in un Presente piatto ed edonistico, cioè senza memoria. Perché ogni identità (la letteratura in sé, il lettore, il critico, l’autore, il testo…) è in crisi.

Trovate la spiegazione che più aggrada, ma il dato non cambia: non sappiamo scegliere quali doni tramandare. Continua a leggere

Scemo chi legge

La beatitudine dei non lettori

Miei adorati, fidatevi di me: non leggete. Non sprecate tempo. Non cercate di vivere più vite, prendete possesso dell’unica che avete: la vostra.

E vivetela stando nell’unico tempo che esiste: il presente. Carpe diem: ogni occasione lasciata è persa. Mica penserete davvero, del resto, di poter espandere il vostro tempo. Fate surf sui vostri piaceri. Attardarvi nei regni dell’oltremondo con Dante, sugli oceani con Conrad, o specchiarvi con Capote negli occhi di un assassino non vi servirà a nulla. Tanto, qualora vi trovaste malauguratamente davanti a un demonio, con buona pace di Dante vi caghereste addosso senza profferir verbo. E su una nave in tempesta non trovereste un trinchetto terzarolato manco se vi ci impiccassero. E nello sguardo di un assassino non c’è mai nulla da vedere, se non la vostra paura. Continua a leggere