L'autore non è un testimone del tutto credibile

Il testimone infido

Le teorie letterarie che uno scrittore porta con sé sono un carico che lo condiziona fino a un certo punto. Quando scatta l’ispirazione, infatti, il sacco viene rovesciato avanti a sé e tutto torna in discussione. Per lo scrittore conta sempre e soltanto l’esperienza della scrittura.
Può darsi persino che, terminata l’opera, l’armamentario teorico risulti in parte fuorviante. Occorre dunque diffidare, almeno un poco, delle spiegazioni che un autore ci fornisce, quand’anche fossero in perfetta buona fede. Continua a leggere

Scrivere, come pregare

Abitudine e ispirazione

Scrivere tutti i giorni, o quasi. Forzare l’attesa con l’abitudine. Come abitare un rito.

Come pregare senza fede. Continua a leggere

Le insidie dell'equilibrio

Scomfort

Una volta mi affidavo all’arena dell’opera comune per proiettarmi in nuovi orizzonti. Ingozzavo suggerimenti, sprofondavo in ammirazioni, spartivo ambizioni, spiavo desideri, mi fendevano critiche, assorbivo silenzi, addomesticavo paure, accettavo sfide, sorbivo veleni, e a mia volta colpivo, cospiravo, ispiravo, difendevo, curavo, travisavo e amavo.

Quella era la mia esaltante scomfort zone.  Continua a leggere

Eruzione

Non c’è più tempo

Non c’è più tempo. La disciplina non basta più. Occorre darsi inizio, prima che.

Ormai tutto è definitivo. Non potrebbe essere altrimenti. Continua a leggere

Vecchi libri

Mi hanno assegnato il Salone del Libro

Mi hanno virtualmente e virtuosamente assegnato la cura del Salone del Libro, quindi è giusto che dichiari qui il mio programma, per il prossimo biennio.

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Tariffe di una casa di tolleranza

Marchettificio letterario

Cultori delle Belle Lettere, candidi lettori, ingenui principianti, vergini studentelli, professori perbenisti, venerati maestri, scalpitanti pretendenti, ferventi educande, consapevoli mestieranti & Compagnia Bella, ponete mente allo stato dell’arte: Continua a leggere

Riluttanti al successo

Nell’epoca della riproducibilità di massa e della sovraesposizione sociale anche del privato (tanto che, di fatto, ogni segreto evapora, pornograficamente), l’opera d’arte rischia di perdere un suo tratto distintivo: la resistenza all’usura. L’eventuale capolavoro presto riconosciuto come tale finirebbe, proprio a causa del suo successo, per consumarsi. La sua emblematicità sarebbe corrosa in tempi rapidissimi. Continua a leggere

Uomo di spalle, fotografia di Davide Nesti

L’ultimo omaggio ai viventi

Non posso saperlo davvero, ma ho la sensazione di aver appena scritto l’ultima pagina critica dedicata a uno scrittore vivente. Una postfazione per un libro, addirittura. Non basta: la lettura dell’opera di un amico.

Non riesco a immaginare nulla di più osceno e temerario.

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Taglia e incolla

La loggia dei manager editoriali

Che considerazione avreste per un falegname che vi costruisce un tavolo inclinato o una sedia che non sta in piedi? Ebbene, sappiatelo, molti dei libri di poesia pubblicati in Italia, anche dalle maggiori case editrici, è scritta da persone che non saprebbero infilare tre endecasillabi decenti di fila. Figuriamoci scrivere un sonetto senza zeppe. E molti romanzieri di fama, senza i loro amati editor, rischierebbero tanti bei segnacci rossi, sui loro temini. Continua a leggere