Un naufrago fra le parole

Come si arriva alla poesia?

Ciascuno, su questo tema, avrebbe la propria storia da raccontare.

Chi ha cominciato nell’adolescenza a buttar giù versi per mettere ordine al proprio subbuglio interiore, chi ha cominciato più tardi sulla spinta di letture intellettualmente mature, chi non ricorda nemmeno come sia successo. Continua a leggere

Dissipatio

Dissipatio

Non riesco a invidiare il successo degli altri. Ciò che invidio, semmai, è la capacità di tollerare la mercificazione della propria opera.

Per ogni dettaglio che squalifica anche solo un rigo di ciò che scrivo, provo una fitta di dolore. Anche solo una virgola sbagliata mi procura angoscia. (Non mi riferisco, ovviamente, al refuso, all’incidente di distrazione, all’errore – umanamente amabile.) Per ottenere il successo, invece, è necessario scendere a compromessi: adattarsi alle esigenze dell’editor, assecondare il pubblico, restare entro ritmi produttivi adeguati, e così via. Io, per me, continuerei a riscrivere la stessa opera. Continua a leggere

L'autore non è un testimone del tutto credibile

Il testimone infido

Le teorie letterarie che uno scrittore porta con sé sono un carico che lo condiziona fino a un certo punto. Quando scatta l’ispirazione, infatti, il sacco viene rovesciato avanti a sé e tutto torna in discussione. Per lo scrittore conta sempre e soltanto l’esperienza della scrittura.
Può darsi persino che, terminata l’opera, l’armamentario teorico risulti in parte fuorviante. Occorre dunque diffidare, almeno un poco, delle spiegazioni che un autore ci fornisce, quand’anche fossero in perfetta buona fede. Continua a leggere

Scrivere, come pregare

Abitudine e ispirazione

Scrivere tutti i giorni, o quasi. Forzare l’attesa con l’abitudine. Come abitare un rito.

Come pregare senza fede. Continua a leggere

Le insidie dell'equilibrio

Scomfort

Una volta mi affidavo all’arena dell’opera comune per proiettarmi in nuovi orizzonti. Ingozzavo suggerimenti, sprofondavo in ammirazioni, spartivo ambizioni, spiavo desideri, mi fendevano critiche, assorbivo silenzi, addomesticavo paure, accettavo sfide, sorbivo veleni, e a mia volta colpivo, cospiravo, ispiravo, difendevo, curavo, travisavo e amavo.

Quella era la mia esaltante scomfort zone.  Continua a leggere

Eruzione

Non c’è più tempo

Non c’è più tempo. La disciplina non basta più. Occorre darsi inizio, prima che.

Ormai tutto è definitivo. Non potrebbe essere altrimenti. Continua a leggere

Vecchi libri

Mi hanno assegnato il Salone del Libro

Mi hanno virtualmente e virtuosamente assegnato la cura del Salone del Libro, quindi è giusto che dichiari qui il mio programma, per il prossimo biennio.

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Tariffe di una casa di tolleranza

Marchettificio letterario

Cultori delle Belle Lettere, candidi lettori, ingenui principianti, vergini studentelli, professori perbenisti, venerati maestri, scalpitanti pretendenti, ferventi educande, consapevoli mestieranti & Compagnia Bella, ponete mente allo stato dell’arte: Continua a leggere

Riluttanti al successo

Nell’epoca della riproducibilità di massa e della sovraesposizione sociale anche del privato (tanto che, di fatto, ogni segreto evapora, pornograficamente), l’opera d’arte rischia di perdere un suo tratto distintivo: la resistenza all’usura. L’eventuale capolavoro presto riconosciuto come tale finirebbe, proprio a causa del suo successo, per consumarsi. La sua emblematicità sarebbe corrosa in tempi rapidissimi. Continua a leggere