Fahrenheit 451, di Lorenzo Perrone

Una rimozione colossale

Qualunque cosa fosse, la tradizione si è spezzata. Dal piccolo mondo della poesia parlavo anni fa dell’anello spezzato di una generazione rimossa – e mi adattavo al lavoro di critico per tentare un’impossibile riparazione. Ora, allargando lo sguardo, osservo la tranquilla, inesorabile rimozione non soltanto del primo ventennio (ormai ci siamo) del nuovo secolo, ma dell’intero secondo Novecento.

Gli autori e i libri di quest’epoca non fanno storia. È in atto una rimozione colossale.

Qualche esempio spiccio, aneddotico. Continua a leggere

Annibale Carracci, Il Mangiafagioli,

L’invenzione della realtà

Appartengo alla Mtv generation, cresciuta nel mondo dei video musicali, videogame e film d’azione.
Il mio immaginario è totalmente diverso da quello delle generazioni precedenti. Tutto è veloce e “pronto per l’uso”; ma così la concentrazione, e la capacità di approfondire le cose si è persa. Niente richiede sforzo e anche la cultura diventa un prodotto da fast food che va giù velocemente, riempie ma non contiene i nutrimenti necessari, proprio come lo zucchero che dà vigore per un momento ma il cui effetto svanisce subito.
Per apprezzare una cena dai sapori sottili accompagnata da un buon vino serve una preparazione.
Johan Silverhult

Se ne rendono conto molto bene gli insegnanti, che anno dopo anno si trovano di fronte ragazzi sempre più intuitivi ma irrequieti, incapaci di concentrazione e di perseveranza su obiettivi a medio e a lungo termine. E se ne rendono conto molto bene i genitori, impegnati a seguire figli terribilmente precoci, che gestiscono risorse spaventosamente potenti con competenze che loro stessi non possiedono neppure adesso, da adulti. Continua a leggere

Gufo

Il cipiglio del gufo (di Tiziano Scarpa)

È lo sguardo dell’arte – che ha poi come suprema committente la morte – a catalizzare i vari destini che compongono la sciarada narrativa del Cipiglio del gufo, l’ultimo romanzo di Tiziano Scarpa. Continua a leggere

Scontro fra Muse e Sirene

Le Muse, le Sirene e gli Angeli

1. La letteratura e l’arte sono la memoria dell’umanità.

2. La memoria degli uomini, lo sappiamo, è più vasta e misteriosa della breve esperienza individuale. Comprende la memoria della specie, in cui ci sono terre d’oblio, improvvise agnizioni, terribili rimozioni, mostri dell’immaginazione, paure ancestrali, simboli occulti, archetipi. Il nuovo e l’antico si rispecchiano e si deformano. Il nuovo è l’antico. “C’è qualcosa di nuovo oggi nel sole, / anzi d’antico: io vivo altrove”, recitiamo seguendo l’aquilone di Pascoli. E già siamo in quel luogo originario di cui parla anche De Angelis: “In noi giungerà l’universo, / quel silenzio frontale dove eravamo / già stati”. Nella costellazione tracciata dalle opere, la nostra singolarità si apre al genere umano: al fondo dell’io, affermava Caproni, troviamo il noi. Per questo i classici continuano a parlarci, a scolpire la nostra identità. Sono la nostra memoria a lungo termine, da preservare con cura, mentre il presente ci consuma e le voci contemporanee combattono per scampare alle fiamme della fatuità. E la battaglia è davvero cruenta, perché si è fatta globale: le voci sono tanto molteplici e confuse che la letteratura sembra non essere più sostenibile, perché non più in grado di generare memoria. Continua a leggere

Le letteratura italiana non esiste più

La letteratura italiana non esiste più.

Questo non è un giudizio, è una constatazione.

Non si tratta di ripetere ipocritamente che gli scrittori, oggi, sono mediocri, che i libri sono merce determinata dal mercato, che il genio italico si è perduto con la deriva geopolitica del nostro Paese. Autori ambiziosi, guidati da un’immagine alta di letteratura, ancora ce ne sono, per quanto siano misconosciuti e costretti, nella migliore delle ipotesi, a resistere in qualche nicchia (ma la tendenza è addirittura quella di darsi alla macchia). Romanzi che non siano solo storie, ma anche oggetti linguistici pulsanti, corpi verbali attraversati da una musica propria, azzardi esistenziali, ancora se ne trovano – se si ha voglia di cercare. Continua a leggere

Toscanello

Esperimento di lettura di un libro di poesia

Non so chi diavolo sia Michele De Virgilio, che pure è stato così gentile da contattarmi sui social e da proporsi per una recensione su questo sito. No, non è l’attore, ma un giovane poeta (sì, lo so, l’epidemia non si arresta) nei cui versi mi sono imbattuto. Ma tento con lui l’esperimento di una “non-recensione”, di una lettura vera, lineare, contraddittoria. Vada come vada, questa sarà pura fenomenologia letteraria.  Continua a leggere

La poesia è finita

La poesia è finita

Lo certifica anche Cesare Viviani. Ma ovviamente non è vero, perché la poesia non può finire. A essere finita è dunque una società, quella che lo stesso Viviani ha in parte sperimentato, e di cui patisce la nostalgia. Quella che alimentava la tradizione, che poi si è interrotta. Così oggi ci sono anche poeti di successo, libri in versi che vendono, tutto un pullulare di artisti. Ma in questo spettacolo niente si sedimenta: restano calici vuoti, incontri effimeri, promesse vane.

Io la società (elitaria, aristocratica) in cui la poesia poteva trovare un margine di significato e di prestigio non l’ho mai esperita. Ne ho percepito il vento, l’ultimo respiro. E ho provato a salvarne una cellula staminale. Non posso concedermi il privilegio della nostalgia, dunque. Sono abituato al vuoto, resto insensibile alle lusinghe dell’happy hour.

Per questo, mi fanno compagnia alcune precise riflessioni che Cesare Viviani ha raccolto nel suo libretto. Ve ne ripropongo un paio: Continua a leggere

Acero

La gentilezza dell’acero (poesie di Quattrone)

Essermi occupato per molti anni di poesia anche come critico e in particolare attraverso l’attività di una rivista specializzata, mi ha dato il privilegio di seguire il percorso di diversi autori, e in particolare di alcuni poeti minori – laddove minori, come intendeva Eliot, non significa inessenziali rispetto all’epoca o incapaci di trovare accenti personali e spunti di perfezione assoluta.

Tra i tanti “poeti nel limbo” mi fa piacere rileggere in questi giorni Alessandro Quattrone, autore della raccolta La gentilezza dell’acero (Passigli, 2018). Senza pretesa di lucidità valutativa, l’impressione che ne ricavo è di una riconoscibilità che tuttavia marca un passo di maggiore emblematicità, forse anche grazie a una saggezza creaturale che si fa ancor più evidente. Continua a leggere

Ronaldo alla Juve?

L’effetto Bruscolotti (su Ronaldo alla Juve)

Così, le rovesciate a volte sono strepitose, anche fuori dal campo. In queste ore, infatti, l’odiato e ammirato nemico sportivo, Cristiano Ronaldo, sta flirtando con la Juve. E odio e amore si riscoprono vicini, due estremi di un cerchio che tende a chiudersi.

Ovviamente, non so come andrà a finire. Appartengo in questo caso al gruppo degli scettici, non tanto per prudenza economica o per scaramanzia, ma perché avrei qualcosa da discutere sull’indiscutibile campione. Continua a leggere

Bordocampo

Misuro la povertà del Paese

Misuro la povertà del Paese, in questo mese di Mondiali senza Italia, dai campetti di provincia dove i miei figli chiudono la stagione sportiva.

La scena è spesso deprimente, con genitori incarogniti che insultano l’arbitro e allenatori che puntano a vincere il torneo della salamella anziché preoccuparsi di insegnare calcio. I più educati sono gli immigrati: silenziosi, in disparte, sempre pronti a essere guardati con sospetto. Continua a leggere