Assaggi di libri (3)

Dulcis in fundo, due libri delle edizioni Aguaplano (che non conoscevo). Per ragioni diverse, si tratta di libri che otterranno spontaneamente tutta la mia attenzione.

Il primo è per me prezioso in partenza perché ho molto apprezzato, tre anni fa, il romanzo del suo autore, Fabio Greco (ho recensito Il nome dell’isola qui). Ed è un altro libro di poesia: Ragli Continua a leggere

Scorcio della mia biblioteca

Assaggi di libri (2)

Isidoro Aiello invece mi ha spedito i suoi Crittogrammi: non è il primo suo libro che leggo. Ma ricordavo anche un altro Aiello, suppergiù coetaneo, che mi mandò a suo tempo un libricino delle edizioni Lietocolle: è un’altra persona, ma ancora una volta mi chiedo quanto numerosi siano, i poeti… (E, l’ho già detto, sarei felice se tutti scrivessero poesie: il problema resta semmai l’eccesso di pubblicazioni, e la pretesa di essere autori).

Ma questi pensieri sono un’interferenza: nulla hanno a che fare con il libro che tengo ora in mano, di una semplicità e pulizia grafica disarmante e preziosa. Continua a leggere

contenuti

Assaggi di libri (1)

Ho ovviamente un percorso di letture personale da compiere, tra il metodico e il capriccioso. Ho accumulato negli anni titoli in particolare di narrativa a cui mi dedicherò, spero, per il resto della vita, con particolare riguardo per gli autori prediletti.

In questi giorni però ho ricevuto anche diversi omaggi. Sono sempre commosso, in questi casi – e non è un’affermazione ruffiana.

I libri sono sempre preziosi, anche e talvolta soprattutto quelli che vengono dalle periferie della grande editoria. Racchiudono spesso il senso di un percorso originale, sofferto. O anche libero e sbarazzino. Continua a leggere

Il Cielo di Marte

Quarta di copertina

In questi giorni, mentre inseguivo scadenze già scadute, ho avuto la sorpresa di una bella visita: ho potuto riabbracciare Paolo Zoboli, che non rivedevo da una vita – e non è solo un modo di dire, per me. Si è parlato ovviamente di scuola e di libri, e non solo di figli e conoscenti comuni.

Tra l’altro, dalla visita ci ho guadagnato anche qualche bel volume.

Per sdebitarmi, ho approfittato del fine settimana per rovistare nell’autorimessa e recuperare anch’io qualche libro. In particolare, avevo promesso a Paolo una copia del Cielo di Marte Continua a leggere

Scorcio sul lago del romanzo

Poesia/Morte

Ringrazio Matteo Veronesi e Giselda Pontesilli per questa profonda lettura del mio romanzo. Sarebbe tempo di scrivere altro, per rovesciare determinate prospettive o illuminare alcune latenze, ma attendo il varco giusto, nel fitto della vita. Intanto mi alleno, prendo appunti, ascolto…

Il Künstlerroman, il “romanzo d’artista”, che ha per protagonista un artista o un poeta, e che attraverso le vicende e le vicissitudini, le oscillazioni e le sfumature, della narrazione ne mette in evidenza, e ne scompone dialetticamente, le idee estetiche e le scelte creative, ha – da Goethe a Mann, da Rilke a D’Annunzio – una lunga tradizione. Continua a leggere

'In_comprensione', di Giulia Gellini. Tecnica mista, cm 35x50, 2016

Dichiarazione d’amore da uomo a uomo

Quello che trovate qui sotto è quanto generosamente ha voluto scrivere, col suo inconfondibile stile, Gian Ruggero Manzoni sul mio ultimo (in tanti sensi) libro di critica sulla sua pagina Facebook. Lo rilancio qui perché credo che l’elogio che fa del mio lavoro valga più per lui che per me. Mi spiego. Tanti complimenti sul mio testo risulteranno forse persino retorici (lo ammette lo stesso Manzoni), ma il fatto che provengano da una persona con cui ho anche amabilmente discusso, in passato, trovandomi pure in disaccordo (e in quel disaccordo sapido che nasce da qualche oscura somiglianza, da radici intrecciate, o quantomeno da un comune amore), è indice di una caratura morale e intellettuale che dà speranza. Finché sarà possibile una fraterna “guerra per amore”, ci sarà sempre pensiero critico, e letteratura schietta.

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La scena del risveglio del protagonista, dal film Matrix

Nella pancia di Matrix

In questi giorni di tregua dalla scuola mi sto concedendo un po’ di ozio (attività in famiglia, letture, preparazione di lezioni…).
Colgo l’occasione per ripensare al percorso compiuto quest’anno con il sito e rilancio alcuni vecchi articoli, cui sono particolarmente affezionato. Questo era apparso il 24 giugno.

Questa intervista a cura di Davide Brullo è apparsa su “La voce di Romagna” del 18 giugno. Nel pubblicarla, Davide ha voluto togliere il suo nome, dai pochi esemplari che mi ero permesso di avanzare: qui sotto invece lo trovate là dove deve essere.

Magmatico, radicale, radioso: Andrea Temporelli ha scritto una delle opere critiche più avventate e vigorose del tempo presente. Lo abbiamo stanato dalla sua solitudine

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La pienezza del vuoto

La pienezza del vuoto nel mio romanzo

In questi mesi, a quasi un anno dall’uscita di Tutte le voci di questo aldilà, una delle domande più frequenti che mi hanno posto diversi lettori riguarda il personaggio di Davide Scardanelli: “Perché nel romanzo non compaiono i suoi versi sublimi?” Se ho ben decifrato il messaggio che mi manda lo stesso Davide (ma non sono un esperto di tiptologia), la risposta dovrebbe essere più o meno questa: Continua a leggere

Il mio carro funebre ha perduto una ruota, di Raimondo Izzo (tecnica mista, 19.5x16x0.6 cm)

La qualità dei nemici

(L’opera scelta come copertina è di Raimondo Izzo.
Cliccare sull’immagine per la visualizzazione completa)

Chi non ha nemici è sospetto. Anche se uno, dal suo punto di vista, può sentirsi in pace con tutti. Di più: talvolta – spiace dirlo – si potrebbero valutare le imprese di una persona considerando la schiera dei suoi avversari. Eppure, in questi anni, sento che la quiete tormentata che mi agita scioglie tensioni e contrasti. La solitudine lascia scivolare la presa ideale degli avversari, e la lotta si fa danza. A tal punto che tutto si rovescia: l’avversario si fa amico, l’unico da abbattere divento io stesso.

Questi pensieri mi sono venuti risistemando, tra gli scaffali, un libretto, di cui vi ricopio l’Amena noterella introduttiva (con dedica), giusto per chiudere i conti. Ricopiarla qui significa per me sorridere di quel che fu, perdonare, dimenticare. Continua a leggere