Un'immagine dal film "Ritorno al futuro"

Viaggiatori nel tempo con la grammatica

Seconda parte della lezione dedicata alla struttura della frase. Scopriremo come la struttura astratta (SVOL) in effetti non sia la più naturale; come esistano lingue più mobili di altre; che cosa significhi che la pratica delle lingue classiche “apre la mente”; infine, come il passaggio dalla visione lineare alla visione strutturale dell’enunciato sia un prodigio, capace di renderci viaggiatori nel tempo.

Non ci credete? Non pensate che lo studio della grammatica ci dia questo potere? Eppure la vostra mente già ne conosce il segreto, e ne fa uso. Continua a leggere

Apri la mente con la grammatica

Dal tempo allo spazio: la grammatica apre la mente

Lo studio della grammatica permette di prendere possesso di alcune strutture che sono già in noi, ma di cui non abbiamo perfetta coscienza. Anche per questo ha un valore formativo straordinario. Addirittura, si usa dire che “apre la mente”: obbliga infatti a ragionare, allena il pensiero astratto.

Con il metodo che ho elaborato in questi anni, analisi grammaticale e analisi logica si compenetrano. Ci si abitua a non separare le parole, ma a valutarle all’interno dei rapporti che si stabiliscono nello specifico enunciato da analizzare. Gli strumenti digitali sono in tal senso dei semplici facilitatori, ma non da poco.

Un metodo nuovo ovviamente non implica uno stravolgimento dell’oggetto. Nell’etimo della parola si cela il termine “via”, “cammino”: attraverso le videolezioni che vado pubblicando si apre dunque un sentiero che collega i nodi fondanti della disciplina secondo uno schema diverso, che ci sembra decisamente più efficace. Continua a leggere

La frase è un sistema solare

La frase è un sistema solare

Lo sapevate che alcune parole sono stelle, altre pianeti, altre satelliti, altre portali spaziotemporali, altre costellazioni, altre infine semplici comete?

Attraverso questa immagine astronomica possiamo favorire la comprensione delle parti del discorso, che abbiamo già schematizzato, ma che adesso dobbiamo comprendere nel loro funzionamento all’interno del sistema-frase. Ogni enunciato, infatti, può stravolgere le classificazioni, piegare una categoria verso usi alternativi. Più della memoria, dunque, nell’analisi grammaticale e logica è fondamentamentale il ragionamento.

Con questa videolezione passiamo in rassegna tutte le parti del discorso e ci annotiamo i criteri da seguire per distinguerle: Continua a leggere

La grammatica in uno schema

Tutta la grammatica in un foglio

A seguito della lezione di lancio del Corso di grammatica con metodo digitale, rendo qui disponibile lo schema essenziali delle parti del discorso.

Tutti gli strumenti del corso si affineranno e si adatteranno durante il corso stesso: stiamo adottando un metodo nuovo, e l’esperienza in classe detta continuamente nuove soluzioni. Questo “foglio” però resiste all’uso da tempo e mi pare didatticamente molto utile.

Lo trovate nella sottocartella “Grammatica” e si intitola Parti del discorso – schema essenziale.

Di seguito, poi, la videolezione che spiega come utilizzare questo schema.

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Grammatica

Corso di grammatica, metodo digitale

Tra i tanti progetti che mi frullano per la testa e mi accompagnano da anni, c’è quello di un corso di grammatica. Molte ragioni nutrono questo mio desiderio, ma potrei riassumerle in una: l’esperienza ventennale che ha dettato varie forme di sperimentazione, che ora vorrebbero “quagliare” in una struttura più definita. Alla base di questa esperienza c’è il metodo adottato nelle sezioni “digitali” della mia scuola.

I tempi forse sono maturi. Di sicuro, è proprio nei momenti di difficoltà che occorre rompere gli indugi, e tra DAD, DID e chissà che altro, con lezioni comunque da preparare per classi costrette a casa o anche solo per alcuni alunni, vale la pena almeno provarci.

Ecco, qui di seguito, la videolezione introduttiva al corso: Continua a leggere

Montale e Contini - Eusebio e Trabucco

Eusebio e Trabucco (e la fortuna di Montale)

Nella sua grandezza poetica, Montale è stato anche abile e fortunato, per la gestione della propria carriera. Ne parlo nella videolezione qui sotto (terza e ultima parte).

Tra i vari aspetti che mi intrigano, nella faccenda, c’è in particolare il rapporto con Gianfranco Contini, probabilmente il più grande critico del Novecento (ma non vorrei suscitare altre reazioni, proponendo una nuova “centralità” nel canone). Trovo che il carteggio fra i due (curato da Dante Isella, secondo sul podio e allievo dello stesso Contini, parimenti legato a un altro grande poeta del Novecento: Vittorio Sereni…) sia bellissimo. Ma, a parte questo, si potrebbero rinvenire molti segnali delle ripercussioni che l’azione critica di Contini ha esercitato nello stesso svolgimento della poesia montaliana.

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Montale Luzi Sereni Rilke Eliot

Montale e il paesaggio del Novecento

Dunque il grande arco della poesia montaliana è alle spalle, lontano, in parte diroccato. Alcune pietre splendono ancora, altre sono slavate, infestate da rampicanti. Stanno lì, monumentali, a delimitare un’epoca lontana – sebbene continui a rigurgitare i suoi replicanti nel nostro presente. Continua a leggere

Eugenio Montale

Montale è ancora il maggior poeta del Novecento?

Montale è ancora il maggior poeta del Novecento? Così lo presento inevitabilmente ai miei studenti, perché, di fatto, la sua posizione è centrale per tutti i manuali, le antologie, i discorsi sulla poesia del secolo scorso. Eppure, ogni volta che ne parlo, avverto ormai il distacco da una figura che appartiene a qualcosa che, appunto, è passato. “Il secolo scorso”. No, non è una questione di numeri. La distanza che avverto nei confronti di Montale è antropologica, psichica, poetica. Malgrado il fatto che sia ancora mancato un reale battesimo per il continente che sento di abitare (in effetti, quand’è girata l’epoca?), la poesia campeggia pacificamente alle mie spalle.

Sì, Montale è ancora il maggior poeta italiano del Novecento (e nella videolezione qui sotto vi spiego perché).

Ma a me interessa il terreno incognito che mi circonda. Sempre che non mi sia perso in un personale delirio. Sono l’ennesimo prigioniero di una storia che non vuol finire, di una narrazione abbandonata dal suo autore? Continua a leggere

Gabriele D'Annunzio

La pioggia nel pineto, di Gabriele D’Annunzio

Gabriele D’Annunzio, piaccia o no, è insieme a Pascoli un “padre del Novecento”. Per decenni la poesia ha subito il suo magistero, sia a livello immaginifico sia a livello linguistico-formale.

Così a scuola, anche semplicemente in terza media, anche quando non lo affronto direttamente come autore o non inserisco nel programma qualche suo testo, mi capita spesso di dover leggere almeno La pioggia nel pineto, la sua poesia più celebre. Continua a leggere

I promessi sposi: capitolo XXXVIII (lettura)

Fine e inizio sono tanto distanti quanto prossimi, come gli estremi che chiudono un cerchio: il matrimonio finalmente si farà. Ma ogni ritorno è un arricchimento (con quanti colpi di scena ancora, per giunta!), per cui vale la figura della spirale: non si tratta solo di chiudere ma, a sua volta, di riaprire, di rilanciare su un altro livello. No, tranquilli, qui la storia finisce davvero, ma sfuma nella Storia, mentre prenderemo congedo dai nostri personaggi. E all’ultima riga, potremo così salire sulla scena anche noi lettori, invocati dall’autore. Continua a leggere