Come tornare a casa

Come tornare a casa

Ho tra le mani Come tornare a casa, l’antologia collettiva che inaugura la collana “Opale”, che curerò per Ladolfi editore. Il senso dell’iniziativa è stato spiegato qui. Nel frattempo, ho già avviato il lavoro con i due primi poeti scelti per i titoli successivi. Si tratterà, ovviamente, sempre di autori di primissimo piano della poesia contemporanea, che hanno alle spalle un percorso ormai pluridecennale che non è stato ancora sufficientemente messo in luce, appunto, con uno sguardo complessivo – un po’ come accadeva con i numeri monografici che curai per Atelier.

Per i lettori esperti di poesia sarà un’occasione per recuperare in gran parte testi che, come capita nella poesia, sono a loro tempo stati pubblicati in edizioni introvabili da anni. Continua a leggere

Iosif Brodskij

Una poesia di Brodskij

24 dicembre 1971

a V.S.

Tutti a Natale siamo un poco Magi.
.    Nei negozi c’è fango, e ressa. Per
un barattolo di chalvà al caffè
.    di assediare botteghe son capaci,
avvolte nei pacchetti, intere folle;
.    ognuno per se stesso Re e cammello. Continua a leggere

Veduta del lago d'Orta

Due poesie (e una nota critica)

Sul numero 100 di Atelier sono state ospitate due mie poesie. Si tratta di testi estratti da un manipolo di inediti (almeno in volume) e che non hanno alcun legame particolare. Eppure, al critico Daniele Maria Pegorari, che si è occupato di redigere una nota critica su questi versi, sono bastati queste due prove per indovinare una costellazione, per perimetrare con perizia una poetica, specialmente per la precisazione finale: chapeauContinua a leggere

L'arte di insegnare

L’allievo e il professore

Gira in rete una storiella educativa graziosa, che annoto volentieri anche qui.

Vorrei dedicarla in particolare a Chiara, Roberto e Miriam. Anni fa erano seduti di fronte a me, adesso sono al mio fianco. Ora tocca a me imparare da loro.

L’allievo e il professore

Un anziano incontra un giovane che gli chiede:
– Si ricorda di me? E il vecchio gli dice di no.
Allora il giovane gli dice che è stato un suo studente. E il professore gli chiede:
– Ah sì? E che lavoro fai adesso?
Il giovane risponde:
Beh, faccio l’insegnante. Continua a leggere

opera di Vilhelm Hammershøi (Copenaghen, 1864 -1916)

La poesia

Entra nella mia casa come se niente fosse. Mi guarda senza fare domande. Si distende sul divano. Sembra annoiarsi un po’, ma sorride. Continua a leggere

Cheloidi

Queste mie poesie, inedite in volume, sono apparse, nel dicembre 2013, sul numero 72 di Atelier.

Rappresentano, come implicitamente suggerito dal titolo, qualcosa di anomalo, di mostruoso, all’interno di quanto mi è capitato finora di scrivere. Continua a leggere

I fratelli Romolo e Remo

Fratelli contro fratelli (di Umberto Saba)

STORIA D’ITALIA. Vi siete mai chiesti perché l’Italia non ha avuta, in tutta la sua storia – da Roma ad oggi – una sola vera rivoluzione? La risposta – chiave che apre molte porte – è forse la storia d’Italia in poche righe. Continua a leggere

La maschera del demonio

Stile e personalità

“L’arte vuol tutto, e chi più è, più metta.”
Alberto Cantoni

 

In una novella intitolata Il demonio dello stile, Alberto Cantoni (1841-1904) ragiona sull’arte del racconto, sotto la maschera del Bar. Ferd. Acerra che offre suggerimenti a una principiante su alcuni temi possibili per le prime prove di quest’ultima. Ma le raccomandazioni del letterato sono soprattutto per lo stile. Continua a leggere

Incontro di Ettore con Andromaca, dipinto di Gaspare Landi (1756-1830)

Visioni della battaglia gloriosa

Che fatica, questa fine di scuola! E ancora c’è lavoro da sbrigare. Anche per questo non ho avuto modo di aggiornare queste pagine – ma ho già idee e appunti su molte questioni che mi piacerebbe sviluppare prossimamente.

Intanto, ecco una poesia, legata a un aneddoto di quest’anno. Per un’attività in classe, al liceo, mio figlio mi ha chiesto una poesia che parlasse del figlio. Gli stavo proponendo testi di poeti noti, mi sembrava ovvio. Lui invece ha voluto un testo mio – forse per comodità, ho pensato maliziosamente. Così ho ripescato da Il cielo di Marte questa poesia, che si riferiva ai giorni in cui attendevo la sua nascita. Gli ho spiegato al volo qualcosa in merito alla struttura della canzone, con rime ben distanziate e dissimulate, ecc., e l’ho imboccato appena su qualche passaggio più difficile: i “delitti obbrobriosi” sono cronaca di quegli anni; le “civiltà in declino” e i nuovi “popoli oppressi” sono un riferimento alla situazione geopolitica, nei rapporti tra Europa e resto del mondo in particolare; i “traditori” sono certi presunti amici in ambito letterario, ai tempi in cui mi occupavo di “Atelier”; il “corpo dato in pasto” è quello, evidentemente, della madre dopo il parto; e così via, fino alle immagini della lotta tra padre e figlio, tra gioco infantile e previsione degli scontri adolescenziali.  Continua a leggere

Stiamo diventando tutti uguali?

E alla fine divennero tutti uguali

Qualcuno era partito da toni vertiginosi, che fecero parlare di nuovo orfismo; altri nacque come campione della linea lombarda, svezzato con un certo espressionismo sperimentale; altri furiosamente abitava il linguaggio con estro psicanalitico, prima di trovare una dizione tersa e persino sapienziale.

Strano che alla fine tutti (e altri poeti ancora si potrebbero accostare, con appena qualche forzatura in più) si siano messi a scrivere libri composti per lo più da poesie brevi, spesso di un solo periodo, che diventano tasselli di un diario compatto di riflessioni. Poesie scarsamente caratterizzate da elementi strutturali forti, appena distinguibili in qualche scelta lessicale o qualche inflessione sintattica tipica.

Ecco, qui sotto vi presento una poesia di Milo De Angelis, una di Maurizio Cucchi, una di Cesare Viviani. Continua a leggere