Bene la vita disse

Racconto

 

Divenne grande un’estate il ragazzo

prendendo sulle spalle il padre, dopo

l’acqua del ‘51.

 

Poi venne inverno Continua a leggere

Stanze occidentali

Stanze occidentali

 

1.

Senza musica, l’osso della pagina.

E dietro due pupille micidiali.

Anni senz’anima, anonimo il luogo.

Sera di giovinezza, qui ora e sempre. Continua a leggere

Festa del perdono

Festa del perdono

Ospedale del vento

 

Nelle città

a volte viene un vento

a nascondere il volto nelle giacche,

sale dalle caviglie

con un tiepido sbuffo d’ospedale,

piega la testa alla gente che passa Continua a leggere

La scena

La scena

 

Al primo lampo sono andati via

rapidi come a un cenno convenuto,

lo hanno lasciato solo nella piazza

ad affrontare il tuono. Sopra i tetti Continua a leggere

Mirror, di Tonia Erbino, dettaglio, olio su tela, 2015

Controstoria

Controstoria

 

Gli cresce sulla testa

una trama di stanze

e per trovarlo

bisogna scendere tutte le scale,

sentire l’umido della cantina.

Perde i giorni a cercare

l’equilibrio tra la pagina e il padre, Continua a leggere

Fino a che sia limpido

Fino a che sia limpido

 

C’è un dettaglio importante in ogni storia

e un passaggio segreto anche per lui

da cui filtra la scena

di età in età come uno sparo Continua a leggere

Primo giorno di scuola, di Giovanni Miuccio, matita, 23x32 cm

Verifica della storia

VERIFICA DELLA STORIA

(da Il cielo di Marte)

 

Sì, va bene, l’amore e tutto il resto,

ma qui fanno domande

precise, perché vivere non basta Continua a leggere

Nel nome della madre

Nel nome della madre

 

I

«Prega, prega così. Anche senza fede»

E lui obbediente

pregava forte e male

nel buio bisbigliando: Continua a leggere

Monologo di Lapo

«Io non scrivo più da tempo, da quando conobbi Davide. Probabilmente, se non avessi conosciuto Davide, non avrei smesso di scrivere, e sarei diventato un autore. “Autore” per Davide era quasi una bestemmia. Per Davide dire “autore” era come dire “scribacchino”. Sì, io sarei diventato un autore, se non avessi conosciuto Davide, un buon autore, un onesto mestierante consapevole delle proprie virtù. Ma se si incontra il più bravo di tutti, se si incontra un vero poeta, bisogna rinunciare. Se incontri un autore ti metti a scrivere anche tu, si dice la gente. Ma se incontri un poeta vero, se sei sufficientemente bravo da capire che lui è un poeta vero, non puoi che metterti a tacere. E io incontrai Davide, che era il migliore. Diventammo presto amici. Un autore, mi diceva, è convinto di conoscere la propria arte, ma un poeta invece sa di non sapere un bel nulla. Un poeta, disse, non concettualizza la propria arte, è un dilettante. È vero, risposi, perché capii che lui aveva un’idea altissima della poesia, che non è qualcosa di dominabile. Il vero poeta è un dilettante, mi ripetei da allora in poi, e smisi di scrivere, perché io ero troppo pieno delle teorie di cui mi ero imbevuto, delle poetiche che avevo studiato, delle visioni dell’arte che ci insegnavano, fino a farci nascere contraffatti, fino a farci nascere autori e non più poeti. Un vero poeta non ha alcuna concezione dell’arte, diceva Davide. E adesso che l’unico poeta che abbia mai conosciuto è morto, mi vergogno di essere ancora in vita io. Perché merito di essere sopravvissuto al suo genio? Io non posso essere, adesso, accondiscendente con me stesso, perché ho conosciuto Davide. Davide era intransigente con sé stesso. Non si concedeva la minima inesattezza, non si perdonava nessuna sillaba di troppo. Detestava quelli che parlavano senza aver prima pensato a lungo, e fino in fondo, il loro pensiero. Continua a leggere

Respiro - il dono, di Giuseppe Inglese

La cura

Il medico in silenzio

controlla l’emorragia, non reprime

i lamenti. È paziente.

Contiene la sua scienza Continua a leggere