Ci sono momenti. Racconto inedito di Simone Cattaneo

Oggi sono nove anni che Simone ci ha lasciato.

Come non bastassero i ricordi, mi è arrivato da questo aldilà che ci troviamo da un po’ di tempo a vivere un dono: otto racconti inediti di Simone, ritrovati dal nipote. Ne parla anche Davide, pubblicandone parzialmente uno.

Ci sono momenti in cui i ricordi sopravanzano le parole, che rimangono nude a guardarsi. Stupite e mute. Stupide e matte. E in quei momenti, in momenti come questo, tacere e ascoltare è un piacere doloroso.

I morti a volte ci massaggiano la schiena, ci modellano il fiato, ci fanno male e bene. Sempre alle spalle, irraggiungibili. Sempre a spingerci un po’ più in là, fin dentro l’inizio.

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Fotografia di Giorgio Mazzon

In calmissima luce. Per Giorgio Mazzon

Conobbi Giorgio Mazzon, se non ricordo male, nel giugno 2012, quando a un reading poetico interpretai alcuni miei testi circondato e protetto dai suoi Guerrieri silenti e disarmati, opere composte a partire da legni e altri materiali raccolti dal Po o dal mare. Così, mi hanno chiesto di partecipare a un libro in memoria dell’artita: In calmissima luceContinua a leggere

Rubinetteria Frattini di San Maurizio d'Opaglio (NO)

Italia ’57 (una fotografia)

Questa poesia, tratta da Il cielo di Marte, è un testo a me particolarmente caro, perché nasce da una fotografia (qui riprodotta come copertina) attraverso la quale mi rispecchio in mio padre – per misurare la distanza, ovviamente, anche nel momento in cui collassa nella somiglianza…

Fa riferimento nello specifico alla fabbrica di rubinetti di San Maurizio d’Opaglio e incide la mia poetica, come accennato qui, nelle postille. Continua a leggere

Il mago Merlino

Autodafè dello stregone

Mantengo la tradizione e pubblico una poesia che mi riguarda, inserita nella raccolta Sofegón carogna (Rovigo, Il Ponte del Sale 2011). L’autore, Maurizio Casagrande, si rivolge al sottoscritto con varie allusioni (stregone e mago rimandano ovviamente al mio vero cognome, il riferimento a Marte allude al mio libro di poesie edito da Einaudi, e così via). Non ricordo se l’accusa di aver «poco cervello» si riferisca a qualche questione particolare, ma credo che i versi che seguono mi denigrino complessivamente per il progetto dell’opera comune e, in generale, per l’avventura di Atelier. Continua a leggere

Un'altra storia

È un’altra storia, adesso

Questo che segue è il brano che ho letto ieri nell’evento teatrale per Simone Cattaneo. Si tratta di un brano cruciale alla fine del mio romanzo, quando la storia (e il romanzo stesso) si rompe e inizia, appunto, qualcosa d’altro. Chi era presente, e ancor più chi era con me in faccia al lago buio, dopo cena, saprà captare ancor meglio tra le righe, spero, ciò che è accaduto, ciò che accade ancora adesso: l’evento in cui siamo immersi.

Del canto di Davide, nella pienezza della vita

“Faccio un salto per cambiare la storia. Così. Proprio adesso. Continua a leggere

Diceria del poeta

Diceria del poeta

«Poiché per lungo tempo ti ho aspettata

e vanamente alle solite vie,

ho deviato il percorso

ho visitato luoghi oltre le mura

giurando e spergiurando

di vincerti con le mie fantasie. Continua a leggere

Taglia e incolla

Zmorovič prigioniero di sé stesso

Un altro brano a suo tempo tagliato dal romanzo Tutte le voci di questo aldilà.

Intanto Silvio aveva raggiunto l’aula per il ricevimento.

«Professore buongiorno», disse l’illustre genitore. Continua a leggere

Padri e figli

Padri e figli

Padri e figli

Si nasce sempre da padri malcerti.

E non basta una vita alla parola

come un dialetto storpia

che si impasta con quella più pulita

imparata per fare innamorare Continua a leggere

La statua di Attila Jozsef

Attila József

Figlio di un operaio (che abbandonerà presto la famiglia, lui di appena tre anni, terzogenito) e di una lavandaia (che morirà nel 1919 piegata dalla fatica), Attila József conoscerà gli stenti della povertà, gli slanci delle utopie e le frustate della delusione (alcuni suoi versi vengono tacciati di vilipendio alla religione, altri saranno ritenuti offensivi per la patria; ma presto verrà espulso anche dal partito comunista clandestino). È una sorta di poeta decadente (ma non rassegnato) che vive le tensioni di un’epoca straziata: conoscerà Vienna e Parigi con le loro lusinghe avanguardiste, sognerà un futuro radioso, ma nemmeno l’amore lo riscatterà dalla sua classe sociale. Poeta politico (anche in tempi recenti la sua statua è divenuta simbolo della resistenza al regime) e lirico, si spezzerà di fronte a tutte queste prove e, schizofrenico, ad appena trentadue anni deciderà di farla finita, distendendosi sui binari di una ferrovia.

Ma voi, lettori, non siate così accondiscendenti con voi stessi al punto da attribuire ai suoi problemi il gesto estremo: leggete queste poesie giovanili, per verificare come lucidamente abbia previsto “il mare di sangue” da attraversare. Non è vissuto abbastanza per assistere alla realizzazione storica del dolore, frutto inevitabile della sua epoca. Ma, da poeta, egli, nella sua vicenda personale, lo aveva già pregustato – e divorato fino al duro torsolo di verità. Continua a leggere

Rifiutato

Fuori catalogo (4)

Tornando a loro, lasciarono automaticamente e in perfetta sintonia che gli sguardi planassero dalle fotografie sulle pareti alla scrivania. Elio si sentì quasi in dovere di giustificarsi di non avere nulla di interessante, davanti a sé, da esibire, tanto che invece di tergiversare, esibì la situazione. «Al momento non ho nulla di speciale tra le mani. Stavo anzi dando un’occhiata a qualche proposta di esordienti, a qualche suggerimento di alcuni nostri autori…» Max pensò che quello fosse l’attimo perfetto per dire: “Ah, sì? Che magnifica coincidenza! Io sarei venuto qui proprio per parlarti di un inedito che mi è capitato tra le mani e che mi ha, credimi, folgorato…”, ma tentennò come al solito ed Elio, con un perfetto anticipo da stopper d’altri tempi, gli porse la lettera che aveva poco prima adocchiato e tenuto a portata di mano, dicendogli perentorio: «Leggi.» Continua a leggere