La morte di un angelo, fotografia di Wanda D'Onofrio

Quattro poesie

(L’opera scelta come copertina – cliccare sulla immagine per la visualizzazione completa – è di Wanda D’Onofrio)

Queste quattro poesie sono accomunate dalla presenza dell’angelo, presenza alla quale mi è già capitato di accennare qualcosa. La prima era apparsa solo in Così pregano i poeti. Raccolta di preghiere in forma poetica (San Paolo, 2001) e dev’essere stata scritta uno o due anni prima almeno; le altre tre fanno parte della raccolta Terramadre (2012).

Degli angeli ciascuno è tremendo
R.M. Rilke Continua a leggere

Anonimo, di Tiziano Masini

Il Grande Autore Sconosciuto

(L’opera scelta come copertina – cliccare sull’immagine per la visualizzazione completa – è di Tiziano Masini)

Benché non avesse pubblicato pressoché nulla, a parte un manipolo di poesie su rivistine ciclostilate, il Grande Autore Sconosciuto, che il più delle volte coincideva con il Giovane Autodidatta Solitario (d’ora in poi, amichevolmente, Gas) era in attesa della sua necessaria consacrazione. E per consacrazione, nel suo caso, intendeva esattamente l’assunzione nell’olimpo dei classici. Il fatto che non avesse ancora scritto una paginetta dei suoi capolavori era in fondo un dettaglio. La sua occupazione principale era quella di smaniare per la pubblicazione, di predisporre i contatti e le occasioni per preparare l’evento, di progettare i suoi scritti — di tutti i generi: poesia anzitutto, certo, ma anche racconti, romanzi, pièce teatrali, saggi critici, radiodrammi, sceneggiature: la sua fantasia non aveva limiti. E si stupiva di come il mondo della cultura potesse ancora andare avanti senza di lui. Anche quella rivista così combattiva intraprendente e lungimirante, perché non aveva ancora chiesto a lui di rispondere all’inchiesta carina che stava portando avanti da qualche numero? Continua a leggere

Normal Madness, di Maurizio Milanesio

I poeti sono tutti pazzi

(L’opera scelta come copertina – cliccare sull’immagine per la visualizzazione completa –
è di Maurizio Milanesio. La riproduzione è vietata)

Il mio romanzo, che intreccia varie storie d’amore, dominate da due vicende, una relativa a una coppia di sposi senza figli e l’altra con protagonisti due giovani, si apre con un prologo e si chiude con un epilogo, che rispetto alla storia si pongono come delle specie di ali, in cui si sviluppano dei ragionamenti sull’attività poetica. Vi propongo qui di seguito il Prologo.

Dove si allerta il lettore intorno al male della poesia e alle follie degli scrittori, mettendolo duramente alla prova, per iniziarlo alle amene vicende del presente libro

Continua a leggere

Gioconda Punk, di Emanuele Taglieri

Antichi contro Moderni

Sono assediato dai libri. Quelli che mi procuro sono sempre più di quelli che riesco a leggere. E la vita, per fortuna, non dà tregua, quindi comincio a credere che molti, troppi, rimarranno intonsi. Come recuperare terreno, come risolvere il problema? E, soprattutto, perché non riesco a limitarmi ai libri davvero fondamentali, ma inseguo il presente, e cerco autori che magari pochissimi conoscono?

Su questo, cercherò di dire qualcosa domani, ho bisogno di andare a rileggere (!) il saggio di un poeta. Intanto, ho immaginato i due professori del mio romanzo che discutevano proprio su tale argomento. Continua a leggere

Benvenuti!, di Nicola Bucci

Coro di poeti al bar Boni

Ieri dicevo di aver recentemente conosciuto un poeta che, di diritto, entra nel mio romanzo.

Anzi, ne era già parte. Sì, ne sono sicuro, era uno di quelli che al bar Boni ha partecipato all’improvvisazione corale che ho registrato. Non saprei dire esattamente quale sia il suo verso, fra quelli riportati, forse era addirittura il tizio che ha dato il via al coro. Dario, hai per caso un alibi? Oppure, confessa: hai parlato con Silvio, quella sera? Perché non ci siamo conosciuti direttamente lì? Se hai altri dettagli da ricordarmi, prenderò volentieri in considerazione la possibilità di ampliare il capitoletto del mio romanzo che adesso trascrivo (e magari qualche altro lettore si ricorda un passaggio dell’improvvisazione che mi è sfuggito?): Continua a leggere

Una bevuta di birra in compagnia

Di un poeta che diventa un personaggio del mio romanzo

Dopo la sorpresa del personaggio del mio romanzo che ha deciso di uscire dal libro e rivelarsi in carne e ossa, ci mancava solo qualcuno che, senza chiedermi nulla, avesse deciso di intraprendere la strada opposta.

Questo è infatti ciò che mi è successo poco tempo fa, quando ho conosciuto di persona Dario Bertini, a Pavia. Me ne sono tornato a casa con le belle impressioni suscitate da un ragazzo simpatico, a modo, intelligente, molto informato, che sa prendere con leggerezza sé stesso senza misconoscere il valore delle proprie passioni. Continua a leggere

Tramonto su Marte di Maurizio Farina

Da Novara a Marte, andata e ritorno

Per gli strani casi della vita, mi è capitato di avere tra le mani solo da pochi giorni un’antologia poetica del 2008 in cui erano pubblicate anche alcune mie poesie. Il libro si intitola Documenti di viaggio. Dodici poeti novaresi, è stato curato da Gianni Marchetti ed è stato pubblicato per le edizioni di Torino Poesia. La scheda critica sui miei testi si può adesso leggere qui.

Mi è sembrato curioso imbattermi poi in un’opera di un artista, pure novarese, che si ispira al “pianeta rosso” (ricordo che il mio primo libro di poesia si intitola proprio Il cielo di Marte). Ve la propongo come copertina dell’articolo. Si intitola Tramonto su Marte; l’artista è Maurizio Farina.

Qui sotto, invece, eccovi alcune poesie (non mie) dal libro. Gli autori che mi accompagnano nel volume sono Roberto Bacchetta, Annamaria Balossini, Eleonora Bellini, Giorgio Caione, Bruna Dell’Agnese, Leonardo Di Bari, Aldo Ferraris, Federico Italiano, Giuliano Ladolfi, Gianni Marchetti e Davide Vanotti. Continua a leggere

Kosovo 1999, Fatmir Trashani

Ballata del mese di maggio

(L’immagine in evidenza di questo articolo viene da qui)

Riprendiamo l’esperienza raccontata ieri. Dopo la prima lettura ci siamo limitati a riconoscere la struttura della ballata, qui con un ritornello che effettivamente si ripete dopo la prima stanza, per essere sostituito invece alla fine. Poi, per mettere a fuoco meglio le diverse impressioni, abbiamo riletto, senza fretta:

Pristina rosa, rosa dolorosa,
stelo ubriaco e vulva spappolata,
dei figli che tu spandi
ne farò marmellata. Continua a leggere

Pudore, di Marta Ferro

L’imbarazzo del prof

(L’immagine in evidenza di questo articolo è un disegno di Marta Ferro)

A scuola per anni non ho mai parlato apertamente della mia attività letteraria, né in classe né con i colleghi. Non che fosse un argomento tabù, ma di fatto non ho mai raccontato nulla. Qualcuno, ovviamente, finiva per intercettare qualche notizia, ma un’allusione di tanto in tanto scappava come una scintilla perdendosi nell’aria e tutto finiva lì. Qualcuno un giorno addirittura appese in bacheca in corridoio alcuni miei testi apparsi in rivista, con tanto di fotografia. Ci fu chi mi fece notare, perfettamente in buona fede, quanto mi assomigliasse, il poeta. Del resto il nome, a chiare lettere, non era il mio.
Con il tempo, però, almeno tra i colleghi di più lungo corso, la consapevolezza della mia attività e del mio nom de plume si è consolidata. Tuttavia, soltanto pochi, due o tre, in rare occasioni mi hanno chiesto qualcosa di più specifico. Con una persona soltanto sono entrato nel merito più spesso, a partire da riflessioni e da scambi di opinioni intorno alla letteratura contemporanea da affrontare agli ultimi anni del liceo. Forse qualcuno ha pensato che il mio riserbo fosse una buona ragione per frenare la curiosità. Trovo comunque abbastanza normale che i miei colleghi ignorino i miei libri o li abbiano, al più, sentiti nominare.
Comunque, negli ultimi anni mi è capitato in qualche classe di uscire allo scoperto. All’improvviso. Forse l’ho fatto per trovare un ultimo espediente buono per sorprenderli, per spezzare qualche momento eccessivamente inerte. Così è stato recentemente nell’attuale Quinta Ginnasio.

“Oggi, visto che dovremmo trattare la ballata, analizzeremo una mia poesia”. Continua a leggere

Grande Cantiere, di Roberto Lalli

Lavori di scavo

L’antologia poetica è un genere letterario davvero particolare, su cui si dovrebbe svolgere un lungo discorso. Un decennio fa, anzi quasi due ormai, si è scatenata anche una stagione di antologie dedicate ai “poeti nati negli anni Settanta” che sollevò un certo dibattito. Fu quello, secondo alcuni, il periodo che ha visto entrare ufficialmente sulla scena tanti autori, che hanno avuto il privilegio, o la condanna, di un battesimo collettivo.

Ma non è di questo che vorrei parlare ora. Risistemando alcuni file, mi sono imbattuto in una di quelle antologie, che ebbe vita solo in digitale, ancorché sotto il prestigioso marchio della Rai, che la chiese per il web direttamente a Giuliano Ladolfi. Era il 2004. Non mi sembra che quel pdf sia ancora disponibile in rete; in ogni caso, mi piace rimetterlo a disposizione dei lettori qui, nella solita cartella dove si può rovistare in cerca di qualcosa di utile: Continua a leggere