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Enrico Testa

Poeti contemporanei: Enrico Testa

A presidio della poesia di Testa (docente universitario e critico) vi è una sorta di possibile equivoco, come una prova d’ingresso per la lettura. Prendiamo in esame anzitutto La sostituzione. L’involucro formale non ne rivela il carattere; le strutture metriche e retoriche non seguono la musica dei pensieri, profonda, che sovviene a questi versi. La poesia ci viene incontro, per parafrasare il titolo di una raccolta, in controtempo. Continua a leggere

Giorgio Caproni, fotografia di Dino Ignani

L’ultimo Caproni (di Daniele Piccini)

Dopo quella di ieri, ecco una nuova lettura di Giorgio Caproni.

(La fotografia in copertina è di Dino Ignani.
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L’ultimo Caproni: la caccia, l’ónoma, Dio

di Daniele Piccini

La prima volta che Giorgio Caproni mise al centro di una sua poesia il tema della caccia nell’accezione allusiva e subito intensamente metafisica che sarà del Franco cacciatore (Garzanti, Milano 1982) fu in un testo del maggio 1961, Il fischio, apparso sulle pagine della rivista “Critica d’oggi” (4, gennaio 1962) e infine accolto nel volume Congedo del viaggiatore cerimonioso & altre prosopopee (Garzanti, Milano 1965). È qui anticipato il fruttuoso campo metaforico che il libro del 1982 passerà poi in eredità, come metafora centrale, spunto narrativo trainante dell’intera raccolta, al successivo Il Conte di Kevenhüller (Garzanti, Milano 1986). Continua a leggere

Giorgio Caproni, fotografia di Dino Ignani

Caproni: l’agnizione e la clausola (di Luigi Ferrara)

Trovo davvero inconcepibile, e desolante, che il nome di Giorgio Caproni, uscito in questi giorni nella traccia della prima prova di maturità, suoni nuovo a tanti studenti. Per quanto personalmente lo ritenga un autore sopravvalutato, resta comunque tra le voci più importanti e acclarate della poesia del secondo Novecento. Vi ripropongo alla lettura, dunque, qualche saggio in tema.

(La fotografia in copertina è di Dino Ignani.
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GIORGIO CAPRONI. L’AGNIZIONE E LA CLAUSOLA

di Luigi Ferrara

Quando nel 1975 pubblicò Il muro della terra, il più radicale dei suoi libri, quello elaborato con una speciale attenzione all’approfondimento del suo testimoniale e fervido discorso in versi, Giorgio Caproni introdusse una geografia poetica del tutto nuova: spazi vertiginosamente vuoti, impercettibili eppure interminabili zone di confine tra questo mondo e un altro, algidi territori neutri in cui l’io si dissolve e Dio seguita a non mostrarsi. Come in altri liguri, Boine, Sbarbaro, Montale, ci troviamo di fronte ad un paesaggio dalle acute risonanze metafisiche, ma ottenute da Caproni per omissione, mediante una strategia minimalista sfociata nella cancellazione dei vividi scorci genovesi e livornesi rappresentati nelle prime raccolte con affettuoso, memorabile realismo lirico e l’attitudine «a far festa alle cose» (G. Spagnoletti). Continua a leggere

Il critico Roberto Galaverni

Generazioni a confronto (1/3)

Generazioni a confronto
Convegno nazionale di Firenze (18 febbraio 2005)
a cura di Gianluca Didino

Parte Prima

Giuliano Ladolfi: Buon giorno a tutti e benvenuti al convegno Generazioni a confronto. Dopo poco più di un anno dall’organizzazione dell’incontro, svolto il 5 dicembre 2003 a Palazzo Vecchio sul tema Oltre il Novecento, i cui atti sono stati pubblicati sul n. 32 della nostra rivista, «Atelier» e l’Associazione «Sguardo e sogno» hanno avvertito l’esigenza di promuovere nel salone della Regione Toscana, grazie all’impegno di Paola Lucarini Poggi, un ulteriore dibattito. Continua a leggere

planisfero e tombino

Globale e locale in poesia

Per quanto possa essere suggestionato da un’idea planetaria della letteratura, è ovvio che qualsiasi tradizione sussiste solo nella pluralità dialettica delle tradizioni e niente meglio dell’arte dimostra il principio per cui è il particolare la radice dell’universale.

Così, ben vengano le iniziative per promuovere le linee regionali della poesia (il poeta Gianni Priano, per esempio, in questi giorni andava pubblicando immagini di studi sulla “linea ligure e genovese”) o la rilettura di scrittori poco noti. E ho già più volte ribadito la nobiltà intrinseca anche della poesia minore. Continua a leggere

L'arca di Noè di Lorenzo Perrone

Il canone del Novecento

(L’opera scelta come copertina – cliccare sull’immagine per la visualizzazione completa – è di Lorenzo Perrone)

A proposito di Luzi, si accennava al canone del Novecento. Affermare che il poeta fiorentino è un punto fermo tra i “classici” contemporanei era in fondo una provocazione, perché a tutti è noto quanto sia arduo stabilire gli autori “da antologia scolastica” fra i protagonisti della letteratura di fine Novecento, senza nemmeno pretendere di arrivare al primo decennio del nostro secolo.

Qualche tempo fa, in modo semiserio, avevo proposto il mio canone privato. Oggi rivedrei sicuramente qualcosa, ci sono autori che adesso mi sembrano sopravvalutati e altri che rivaluterei; tuttavia, a grandi linee, mi sembra di poter sottoscrivere ancora questo ragionamento. Continua a leggere

Dettaglio su numeri della rivista Atelier

Atelier – Un passo oltre

Copertina della rivista Atelier, n. 41

Atelier 41marzo 2006 – L’urgenza della contemporaneità Continua a leggere

La rivista di poesia Atelier

Atelier – Le origini

Copertina della rivista Atelier n. 1

Atelier 1 – aprile 1996 – Gli artigiani della parola Continua a leggere