Articoli

Leo Spitzer

Leggere, leggere, leggere

«Leggere, leggere, leggere»: questo era essenzialmente il metodo per Spitzer. Tuttavia, il rigore di chi riconduce interamente il proprio discorso interpretativo al testo in una lettura non è diventato ancora fatalmente specialistico: non siamo caduti in una analisi, in uno studio. Come di fronte a qualcosa di vivo e di irriducibile, la lettura mantiene sempre la tensione emotiva della frequentazione, dell’avvicinamento desiderante ma insieme rispettoso, consapevole della distanza. La critica si sa perennemente inadeguata all’opera. Lo studio è un movimento verticale che si esercita sopra un corpo inerte (ah, l’etimologia…), la lettura è un approccio orizzontale verso un corpo vivo che si muove nel presente. Continua a leggere

'In_comprensione', di Giulia Gellini. Tecnica mista, cm 35x50, 2016

Lo strano caso del mio nuovo libro

 (L’opera scelta come copertina è di Giulia Gellini.
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Io non l’ho ancora visto, eppure non è comparso solo sul web, pare sia stato avvistato anche nelle librerie. Si tratta del mio nuovo libro: La tentazione del metodo. Letture critiche. Ma sarà vero? Continua a leggere

Oasi nel caos, di Emmanuela Zavattaro, 70x50x2 cm

Il sesso della critica

(L’opera scelta come copertina è di Emmanuela Zavattaro.
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Ho praticato la critica letteraria come l’esperienza di un gesto amoroso di avvicinamento, in cui la parola non s’impone con il peso di un proprio Discorso autonomo, ma lascia progressivamente spazio all’altro, al testo irraggiungibile che lo irradia fino all’abbandono, al deliquio di ogni presunzione di possesso. Continua a leggere