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Le letteratura italiana non esiste più

La letteratura italiana non esiste più.

Questo non è un giudizio, è una constatazione.

Non si tratta di ripetere ipocritamente che gli scrittori, oggi, sono mediocri, che i libri sono merce determinata dal mercato, che il genio italico si è perduto con la deriva geopolitica del nostro Paese. Autori ambiziosi, guidati da un’immagine alta di letteratura, ancora ce ne sono, per quanto siano misconosciuti e costretti, nella migliore delle ipotesi, a resistere in qualche nicchia (ma la tendenza è addirittura quella di darsi alla macchia). Romanzi che non siano solo storie, ma anche oggetti linguistici pulsanti, corpi verbali attraversati da una musica propria, azzardi esistenziali, ancora se ne trovano – se si ha voglia di cercare. Continua a leggere

Dina Sassoli nei panni di Lucia Mondella (1941)

I promessi sposi: capitolo II (lettura)

Il male, immotivato e inatteso, entra nella storia e colpisce gli innocenti: lettura del capitolo II dei Promessi sposi.

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Gallina, Don Abbondio e i Bravi

I promessi sposi: capitolo I (commento)

Il valore ironico delle digressioni manzoniane. L’idillio che cela dettagli sospetti. La simpatia per il detestabile don Abbondio. I bravi che sono cattivi. Il dramma, senza preamboli. Tratti del genio di Manzoni.

Entriamo – con discrezione – nei risvolti del Capitolo I del capolavoro manzoniano. Continua a leggere

Veduta di Sala sul Lago di Como, di Giuseppe Canella, 1847

I promessi sposi: capitolo I (lettura)

Subito dentro l’azione, senza preamboli. Quel che deve accadere – la grande Prova che incombe – sta già accadendo. E tuttavia, occorre subito fermarsi, spiegare che i bravi non sono affatto bravi e che don Abbondio è un meschino, ma è simpatico e ci piace così – è “giusto” così, almeno all’inizio. Poi si vedrà, anche lui dovrà, nel compiersi del destino, rivelare la sua natura fino in fondo. Ecco il primo capitolo dei Promessi sposi.

Però, lettore, attento: l’idillio cela insidie e le noiosissime digressioni storiche, in verità, sono spassosissime… Continua a leggere

I promessi sposi

I promessi sposi: introduzione (commento)

Abbiamo appena riletto l’introduzione dei Promessi sposi: proviamo adesso a raccogliere qualche spunto, per scoprire come semplicità e genialità possano andare a braccetto, e sostenere insieme una scrittura che predispone persino degli ostacoli iniziali, che osa chiedere molto al lettore, per molto promettergli in cambio.

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Il Trionfo della Storia sul Tempo, di Anton Raphael Mengs (1772)

I promessi sposi: introduzione (lettura)

Comincia l’impresa manzoniana: ecco di seguito la lettura e il testo dell’Introduzione dei Promessi sposi

Nell’immagine di copertina (cliccare per la visualizzazione estesa): Allegoria della Storia e suo trionfo sul tempo, affresco di Anton Raphael Mengs sul soffitto della Camera dei Papiri ai Musei Vaticani (1772)

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De Amenti, Lettura dei Promessi Sposi

Leggere Manzoni

La scuola, dicevamo, sa bene come ammazzare un classico.

Per questa ragione mi è venuta voglia di prendere il più classico dei classici, I promessi sposi, e di leggerlo qui davanti a tutti.

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Come la scuola ti ammazza un classico

Come la scuola ti ammazza un classico

“Come la scuola ti ammazza un classico”

– e quindi, anche:

“come la scuola ti ammazza: un classico” –

è argomento arcinoto e in quanto assassino seriale non mi sottraggo al giudizio, caro studentello ingenuo che stai per finire tra le mie grinfie. Ti anticipo perciò la musica che ascolterai a scuola tra pochi giorni, così che tu possa prepararti un poco… Continua a leggere

Angoscia interiore

Malinconia e poesia (di Eugenio Borgna)

La malinconia come radice dell’esperienza poetica

di Eugenio Borgna

(L’opera scelta come copertina è di Silvia Rossi.
Cliccare sull’immagine per la visualizzazione completa)

1. Che cosa ci dice, che cosa ci può dire la letteratura sulla psichiatria e come la psichiatria può contribuire alla comprensione dei meccanismi psicologici che intervengano in alcune opere poetiche o narrative? Come ha scritto Karl Jaspers, psichiatra e filosofo insigne, non c’è psichiatria che possa fare a meno degli orizzonti conoscitivi a cui giunge l’esperienza letteraria; ma, in ogni caso, non di questo vorrei ora parlare limitandomi a indicare come, nel contesto del discorso critico (ma anche in quello poetico ovviamente) di Giacomo Leopardi e del discorso poetico di Charles Baudelaire, la malinconia (esperienza psicologica e umana alla quale non si può assegnare una mera significazione di malattia) si costituisce come struttura portante del loro straordinario discorso creativo. Alcuni testi letterari ci dimostrano come i temi essenziali della psichiatria (la malinconia, la tristezza, l’angoscia, la nostalgia, lo smarrimento, la estraneità, il taedium vitae) abbiano a radicarsi davvero nel cuore della condizione umana e abbiano a nutrire le sorgenti misteriose e sconvolgenti della esperienza creativa (poetica e narrativa). Continua a leggere

Giordano Bruno

Scrittori e libertà

Ogni volta che si parla di qualche epoca e di qualche autore, si finisce per aprirsi ad altre epoche e ad altri autori. E’ inevitabile. Così, per parlare in classe di Giordano Bruno, Tommaso Campanella e Galileo Galilei, mi è capitato di seguire il tema della libertà di pensiero. Continua a leggere