Articoli

Rubinetteria Frattini di San Maurizio d'Opaglio (NO)

Moti di nostalgia (4)

Moti di nostalgia nella de/generazione. Lettera aperta a Roberto Galaverni (4/4)

E allora tanto vale prenderla per quella che è, questa repubblica di poeti, e buttarsi nella mischia soprattutto per sguazzare nei pettegolezzi, nelle schermaglie, nel gioco tagliente degli sguardi. Qui avrei un racconto di Parcopoesia da passarti sottotraccia. Te ne offro qualche palpitante ritaglio, con tutti gli umori, anche maligni e acidi, degni di una storia. Continua a leggere

Un'ottima annata, di Cristina Carcavecchia (olio su tela, 60x40 cm)

Moti di nostalgia (3)

(L’opera scelta come copertina è di Cristina Carcavecchia.
Cliccare sull’immagine per la visualizzazione completa)

Moti di nostalgia nella de/generazione. Lettera aperta a Roberto Galaverni (3/4)

Non ho paura di quello che ho scritto. Ho detto che non siamo stati (mi inserisco anch’io, dunque) all’altezza dei nostri ideali. Sul più bello, è prevalsa la paura. Quella stagione ha ormai le sue date: fissa tu l’inizio, fra l’avvio di Atelier (1996) oppure l’uscita delle celeberrime antologie (L’opera comune è del 1999) o il “mitico” convegno di Borgomanero ricordato da Isabella (del 2001, a pochi giorni dai tragici eventi dell’11 settembre); la fine invece è indubbiamente il 2005 (tant’è vero che nel 2006 avevo scritto un editoriale proprio su questa fine, anche se poi Giuliano mi ha impedito di pubblicarlo: è ora reintegrato fra gli Smarcamenti). Con questo, ne approfitto per troncare sul nascere un’altra interpretazione, che ho ben sentito tra i denti a qualcuno di noi: l’idea che fosse il suicidio di Simone a determinare questa fine. No, non permetterò a nessuno di usare Simone come “facile mito” per giustificarsi, quando una parte di me (quella più sanguinante, sì) non riesce a estirpare il dubbio che semmai sarebbe potuto accadere esattamente l’opposto, ovvero che, qualora si fosse sprigionata davvero l’opera comune, forse Simone…. Continua a leggere

La celebre immagine di Montale, ripresa in copertina del volume 'Eusebio e Trabucco'

Moti di nostalgia (2)

Moti di nostalgia nella de/generazione. Lettera aperta a Roberto Galaverni (2/4)

Siamo così giunti alla petrarchizzazione del Novecento. L’ho detto e lo ripeto: quanti poeti bravi, persino belli e disinibiti sul palco, ho ascoltato in questi giorni! Me ne torno infatti a casa con una certa confusione: sono tutti replicanti di una stessa figura. Quante schiette poesie piene di sentimento, ma mica sbrodolose; sempre argute e profonde, dalla geometria magrelliana, dallo spunto deangelisiano, dal piglio buffoniano, e via dicendo. Tutti ben innestati nella salda matrice montaliana (ma del Montale neutralizzato, ovviamente, sia dal punto di vista ideologico sia dal punto di vista linguistico), tutti capaci di mostrare anche un lato sottilmente sperimentale e civile, all’occorrenza. Continua a leggere

L'immagine-manifesto della XIII edizione del Festival ParcoPoesia, 'Lavoro straordinario'

Moti di nostalgia nella de/generazione (1)

A seguito del mio coinvolgimento a Rimini, a ParcoPoesia, ho scritto al critico Roberto Galaverni la lettera aperta che propongo qui di seguito (dividendola in quattro parti, dal momento che è piuttosto lunga). Rappresenta per me una definitiva resa dei conti, su una stagione che interiormente avevo già chiuso da tempo, ma che l’occasione mi ha imposto di raccontare. Non esprimerò pensieri convenienti e garbati, sarò spietatamente sincero. Se qualcuno si sentisse offeso, intervenga tranquillamente nei commenti qui sotto. Non ho ovviamente alcuna pretesa di verità, anche se parlerò senza ipocrisia.

Moti di nostaglia nella de/generazione. Lettera aperta a Roberto Galaverni (1/4)

Invorio, 25-28 luglio e 4 settembre 2016

Caro Roberto, Continua a leggere

Saponette colorate

I libri non sono saponette (lettera aperta a Paolo Di Paolo)

“Non facciamo gli ingenui: i libri, in fondo, sono saponette”
Antonio Manzini, Sull’orlo del precipizio

Caro Paolo,

mi sono imbattuto nella tua lettera a un ipotetico scrittore esordiente e ho finito per leggerla, malgrado la noia che solitamente mi prende di fronte al genere letterario, ormai logoro, della lamentazione culturale, che del resto è inevitabile, per chi in ambiti culturali si muove. La decadenza è un dato di fatto secolare, se non addirittura qualcosa di intrinseco alla letteratura, fin dalla notte dei tempi. Baudelaire è appena nostro nonno. E anch’io ho più volte stigmatizzato la desolazione del nostro contesto, per cui, nel tentare di rispondere alla tua provocazione, mi avvalgo della mia posizione decentrata. Sto tenendo palla e tentando un movimento interessante mentre è chiaro a tutti, anche a me stesso, che parto in fuorigioco: ho esordito da poco come narratore, ma, appunto, ho la ventura di essere invecchiato di un anno in un mese, e di non risultare in ogni caso un autore di primo pelo. Continua a leggere

Goya Capricho 80: Ya es hora

Nella pancia del Leviatano

Lettera aperta alle nuove redazioni di Atelier

Cari Nuovi Redattori,
a parte ovviamente i reduci, che sono rimasti nel team che si è costituito dopo il mio allontanamento, non conosco a conti fatti nessuno di voi. A distanza di un paio di anni da quel brusco distacco, ho pensato di scrivervi questa lettera aperta per esprimervi un augurio e una preoccupazione. Continua a leggere