Articoli

Violoncello

La violoncellista, di Michael Kruger

Il 2002 è stato un anno importante per la promozione di Michael Krüger in Italia. L’autore tedesco (nato in Sassonia nel 1943) poteva allora annoverare fra le proprie opere un’antologia poetica per Donzelli (Di notte tra gli alberi) e un romanzo (La violoncellista) edito da Einaudi, che in precedenza aveva già dato alle stampe Perché Pechino? nel 1987. Ma si possono ricordare anche altri testi poetici inclusi nel numero di settembre della rivista «Atelier» di quell’anno, proposti nella versione di Federico Italiano, per segnalare la penetrazione capillare, a più livelli, della sua opera vasta e poliedrica. Continua a leggere

opera di Vilhelm Hammershøi (Copenaghen, 1864 -1916)

La poesia

Entra nella mia casa come se niente fosse. Mi guarda senza fare domande. Si distende sul divano. Sembra annoiarsi un po’, ma sorride. Continua a leggere

Il padre degli animali, di Andrea Di Consoli

(La fotografia in copertina è di Dino Ignani.
Cliccare sull’immagine per la visualizzazione completa)

Il padre degli animali di Andrea Di Consoli non è un romanzo, ma un canto che buca le vicende, brucia i confini e risale i tempi per narrare la storia universale dei padri, esseri piegati al loro destino con quel cieco eroismo che li parifica alle bestie e nello stesso tempo li condanna alla malattia del pensiero, della consapevolezza interrogante. Questo è il canto testardo di chi continua a scavare con le unghie per trovare una vena di senso nel vuoto che ci circonda, nonostante il terribile stupore che ci rapisce non appena si tende la vista dentro il nulla che abbraccia il mondo rotondo, in cui l’uomo si perde fino a imparare come sia impossibile e drammatico ricongiungersi all’origine, e insieme come sia ineluttabile, perché persino andare sempre avanti, fedeli alla ricerca del bene migliore, significa svolgere la propria parte dentro la ripetizione del medesimo mito, che ci fa uomini esponendoci per sempre alla solitudine: nostro unico nostos è la perdita. Continua a leggere

Alla ricerca di libri di valore

Di libri-gioielli, da editori per collezionisti folli e squattrinati

Se incontrassi da qualche parte (in treno, sulla metropolitana, sulla panchina di un parco) un individuo con in mano un libro di poesia non suo, a fatica conterrei l’istinto di abbracciarlo. Allo stesso modo ho, come tanti, la presunzione di farmi un’idea abbastanza precisa di una persona, quando ho l’opportunità di osservarne la libreria o anche solo qualche libro su uno scaffale. Non che pretenda che tra i dizionari domestici ci debba essere il Battaglia; io sono uno che adora anche i tascabili, i libri che implorano di essere chiosati, le pagine che invitano a fare le orecchiette, le opere da lettura sadomaso. Continua a leggere

Untore di letteratura

Dei libri autentici che si perdono nel vuoto, costantemente

Ebbene sì, una volta nutrivo l’ambizione di farmi untore. Avrei voluto diffondere letteratura con una stretta di mano, un bacio, una parola sussurrata all’orecchio – ma anche sputando sentenze in piazza o pennellando sulle porte chiuse poche parole velenose, se fosse servito. E l’ho fatto, in effetti, per diversi lustri.

Ho appestato un’intera generazione, e attraverso di essa anche le altre. Li volevo legati per sempre – i miei consanguinei – alla ferocia dello sguardo reciproco, alla fame di sapere, di sapersi. Sognavo che ogni “nostro” libro fosse atteso, accolto, sbranato. Sentivo che le sacrosante differenze potevano annullarsi in un unico fuoco, per riemergere fortificate dalla prova, salde nella fede.

Continua a leggere

Assaggi di libri (3)

Dulcis in fundo, due libri delle edizioni Aguaplano (che non conoscevo). Per ragioni diverse, si tratta di libri che otterranno spontaneamente tutta la mia attenzione.

Il primo è per me prezioso in partenza perché ho molto apprezzato, tre anni fa, il romanzo del suo autore, Fabio Greco (ho recensito Il nome dell’isola qui). Ed è un altro libro di poesia: Ragli Continua a leggere

Vecchi libri

Mi hanno assegnato il Salone del Libro

Mi hanno virtualmente e virtuosamente assegnato la cura del Salone del Libro, quindi è giusto che dichiari qui il mio programma, per il prossimo biennio.

Continua a leggere

Il signor Morris Lessmore salva un libro precario

Il libro precario (Daniele Maria Pegorari)

Traggo dal volume di Daniele Maria Pegorari, Scritture precarie. Editoria e lavoro nella grande crisi 2003-2017, il passo che segue (pp.154-156). La sensazione che provo – dal momento che vengo chiamato direttamente in causa nel ragionamento – è quella di chi viene rinfrancato in qualche intuizione, e se ne riappropria una seconda volta.

Riparto dunque da queste pagine ancor più convinto della necessità di una militanza estetica, ben consapevole, tuttavia, che la stessa categoria di militanza andrà ripensata, all’interno del paradigma della società (e della letteratura) liquida.

Continua a leggere

planisfero e tombino

Resistere sulla propria zattera, surfando sulla letteratura liquida

Se la tradizione è evaporata e gli scrittori contemporanei vivono, nel migliore dei casi, lo spazio di un successo aleatorio, in attesa della colossale rimozione che li attende, non sorprende che uno dei temi portanti della letteratura oggi sia proprio la precarietà. L’argomento è stato studiato con dovizia in particolare da Daniele Maria Pegorari, docente di Letteratura italiana e Sociologia della letteratura all’università ‘Aldo Moro’ di Bari, che quest’anno ha licenziato due volumi, Letteratura liquida. Sei lezioni sulla crisi della modernità Scritture precarie. Editoria e lavoro nella grande crisi 2003-2017. Continua a leggere

Gufo

Il cipiglio del gufo (di Tiziano Scarpa)

È lo sguardo dell’arte – che ha poi come suprema committente la morte – a catalizzare i vari destini che compongono la sciarada narrativa del Cipiglio del gufo, l’ultimo romanzo di Tiziano Scarpa. Continua a leggere