Tag Archivio per: NARRATIVA CONTEMPORANEA

Poeti al Caffè Giubbe Rosse di Firenze

VOCI PREZIOSE E SOMMERSE

Spesso si elabora un giudizio pigramente negativo rispetto alla letteratura contemporanea, sull’onda di polemiche, battute, considerazione dei libri che seguono il mainstream, premi letterari, kermesse per il grande pubblico. Continua a leggere

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Che cosa leggono gli scrittori?

Se è vero che certi libri devono recare in copertina la dicitura V.M. 18, allora altri dovrebbero esibire avvertenze comunque fondamentali, del genere: “Forti controindicazioni per i bibliofili”. Mi spiego partendo un po’ da lontano. Da giovane, quando abbastanza regolarmente mi vedevo con altri giovani scrittori o, meno regolarmente, con altri scrittori meno giovani e già affermati, ogni occasione era una risorsa preziosa: tornavo a casa con un elenco di autori e titoli più lungo della spesa all’ipermercato. Continua a leggere

Duccio di Buoninsegna, Disputa di Gesù fanciullo con i dottori

Intorno a due libri di Matteo Marchesini (prima parte)

La conquista della naturalezza

La prima impressione, inoltrandosi nei sedici racconti che compongono i Miti personali di Matteo Marchesini, è quella di imbattersi in un, pur pregevole, esercizio postmoderno. La ricerca della sorpresa, magari del semplice capovolgimento o comunque della variazione sorprendente, all’interno del corpo statico del mito, delineano un’intelligenza e un piacere letterario sofisticato. Poi però i temi si infittiscono, la profondità aumenta, gli indizi si annodano. In più, si risale cronologicamente fino al presente per approdare, in un crescendo artistico, al magnifico Conoscersi, racconto che da solo occupa la seconda sezione del libro, e il cui titolo diventa infine sintomatico. I miti classici dell’inizio (Orfeo, Ettore e Achille, Atteone…) lasciano il posto a rivisitazioni di personaggi storico-letterari (Gesù, Leopardi, Kant…) fino a dare corpo a figure contemporanee. Si tratta dunque della restituzione di un percorso che piega la cultura verso la naturalezza, intesa ovviamente come ricca stratificazione, seppur vestita coi panni di una maggiore semplicità o immediatezza. E anche i titoli dei racconti occhieggiano a una struttura di pensiero complessa, suggeriscono un itinerario culturale completo (Poesia, Fine dell’epica… Storia… Religione… Dio, Prosa). Continua a leggere

Altri libri e autori da salvare

Altri nomi da ripetere contro l’oblio

A proposito di talenti da non perdere e titoli da ripetere come mantra per resistere, quanto possibile, alla dissoluzione della tradizione e all’oblio delle opere: di primo acchito, avevo annotato i nomi che mi erano venuti in mente. Non sono in grado, sul versante della narrativa, di esprimermi con totale cognizione di causa: provengo da letture soprattutto poetiche e saggistiche e della narrativa contemporanea ho una panoramica parziale. E tuttavia, mentre i ragionamenti intorno al tema continuavano ad avvitarsi, sono riemersi altri nomi, che non posso trascurare (e sui quali, in effetti, mi ero talvolta già esposto). Continua a leggere

Vincono sempre i mediocri? Noterella antipatica e sincera

La mia generazione, e parte di quella successiva, sta arrivando al traguardo. Accumulate pubblicazioni, esperienze, avventure, kermesse, performances ecc., alcuni possono proclamare di avercela fatta. Sono riconosciuti, vincono premi prestigiosi, ricoprono ruoli importanti, hanno voce in capitolo. Sono ormai autori adulti e nei prossimi decenni mireranno a divenire venerati maestri. Continua a leggere

Roth Philip

Contro i manuali e le scuole di scrittura. Oppure no?

Se il genio non si può esaurire e chiudere in una definizione, non si può insegnare. Tutto ciò che può insegnare un manuale o una scuola di scrittura è falso, in quanto codificazione standardizzata di qualcosa che, invece, mira a esorbitare da ogni standard. O, quantomeno, si tratta di un insegnamento falsificabile, poiché inessenziale, dal momento che riguarda la carriera letteraria e non il genio. Si può insegnare il mestiere, ciò che concerne la tecnica, la struttura: si può imparare a pattinare sul testo, anche con maestria. Ma il colpo d’ascia che apre all’abisso viene inferto solo dalla vita. Continua a leggere

Antonio Moresco

MORESCO E IL GRANDE DILEMMA INTERIORE

La recente risposta di Moresco (l’Espresso n. 36, agosto) a un intervento di Cotroneo che rilanciava il ritornello lamentoso di una letteratura esangue, soprattutto perché incapace di rompere gli schemi dei generi e pedissequamente allineata con i dettami delle scuole di scrittura (così, almeno, nel filtro di Moresco; a me pare che l’intervento di Cotroneo muovesse però da presupposti più interessanti e non sviluppati), è sintomatica e mostra il tratto critico dello stesso autore dei Canti del caos, che si pone come campione di coloro che non hanno sciolto il grande dilemma interiore: perseguire metodicamente la via della carriera letteraria o dedicarsi in modo assoluto alla realizzazione della propria ricerca artistica? Continua a leggere

Il lettore ingordo

CONSIDERAZIONI PER IL LETTORE INGORDO (sulla scorta di Bernhard, Nabokov e Brodskij)

Ho accumulato sui miei scaffali più volumi di quelli che riuscirò a leggere nei prossimi trent’anni e, per quanto la decisione di non lasciarmi più sedurre da altri titoli sia irrevocabile, le eccezioni ci saranno sempre – non foss’altro che per libri necessari per scuola, per quelli ricevuti gratuitamente, per quelli procacciati dai miei figli o da mia moglie e, naturalmente, per le occasioni imperdibili scovate su qualche bancarella.
E dire che sto riuscendo a tenere un buon ritmo di lettura. Solo quest’anno, e solo relativamente alla narrativa, ho letto fino ad ora 39 titoli (me li sono annotati, questa volta). Con la saggistica, arriverei almeno a 50, a occhio e croce. Continua a leggere

Violoncello

La violoncellista, di Michael Kruger

Il 2002 è stato un anno importante per la promozione di Michael Krüger in Italia. L’autore tedesco (nato in Sassonia nel 1943) poteva allora annoverare fra le proprie opere un’antologia poetica per Donzelli (Di notte tra gli alberi) e un romanzo (La violoncellista) edito da Einaudi, che in precedenza aveva già dato alle stampe Perché Pechino? nel 1987. Ma si possono ricordare anche altri testi poetici inclusi nel numero di settembre della rivista «Atelier» di quell’anno, proposti nella versione di Federico Italiano, per segnalare la penetrazione capillare, a più livelli, della sua opera vasta e poliedrica. Continua a leggere

opera di Vilhelm Hammershøi (Copenaghen, 1864 -1916)

La poesia

Entra nella mia casa come se niente fosse. Mi guarda senza fare domande. Si distende sul divano. Sembra annoiarsi un po’, ma sorride. Continua a leggere