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Giovanni Pascoli: è lui o non è lui?

I buchi nella poesia

Talvolta bastano accorgimenti minimi per creare un diversivo e rendere divertente ed efficace un’attività scolastica banale. Per esempio spesso durante la lettura di un brano mi interrompo improvvisamente, per vedere se gli studenti indovinano la parola che segue. In questo modo si rintuzza l’attenzione e si stimolano le competenze testuali, in un clima persino ludico.

Quest’anno mi è capito di presentare alla lavagna alcune poesie, che andavano semplicemente ricopiate sul quaderno. Ecco la prima, presentata in modo un po’ particolare: Continua a leggere

Monet, La gazza e la neve

Pascoli, la neve, l’addio all’infanzia

La scuola impone più di altri mestieri un senso ciclico e ripetitivo del tempo. In questo, un docente può sentirsi prossimo al mestiere del contadino. Cultura e coltura sono gemelli. E forse – ci penso adesso – anche questo incide molto, insieme alle origine contadine della mia famiglia (mio padre operaio fin da bambino, ma emigrato dalla campagna), nella ricorrenza di certe immagini e di riferimenti agresti nelle mie poesie. Continua a leggere