Tag Archivio per: POETICA

Contro le scuole di scrittura creativa

“avrai altre strofe languide dai pusher dello svago”
(Giovanni Succi)

La premessa scontata di qualsiasi corso di scrittura creativa, che non sia una baggianata, una truffa o un esplicito ingranaggio nella filiera della vanity press, è che nessun docente s’illude di infondere il talento. 

Nessuno può intendere e ripetere la scintilla che trasformò un medico, malato e infelice, in Anton Pavlovič Čechov

per dirla con le parole di Giampaolo Rugarli. Continua a leggere

Omero insegna a cantare a Dante, Shakespeare e Goethe

L’apprendista genio (trailer)

Preoccupazioni per le sorti della cultura e della letteratura in particolare si troverebbero, a cercarle, anche presso la civiltà degli Egizi, ne sono certo. E così, di secolo in secolo, si sono sempre avvicendati i volti cupi dei pessimisti e quelli distesi degli ottimisti, mentre poeti e scrittori

Ma la nostra epoca ha vissuto rivoluzioni tali per cui non è più paragonabile a nessun’altra. Anche le Sei proposte per il prossimo millennio di Italo Calvino, raccolte nelle Lezioni americane, appartengono a un’altra società, a un altro mondo. Continua a leggere

Scale di Escher

Dire sottraendo al detto

E qui l’autore scompagina tutto, spariglia il gioco. Continuità o discontinuità? Progresso o ritrattazione? Maturazione o trasformazione? Secondo il nostro retaggio culturale, ci immaginiamo il procedere di un’opera da uno stadio giovanile a uno maturo e infine a uno tardo. Ma sono schemi che non hanno nulla a che vedere con la creazione artistica. Continua a leggere

Sinjavskij e Daniel'

L’arte trasfigura sempre la realtà ed è perciò stesso eversiva. (Il caso Sinjavskij)

Si può diventare i primi dissidenti russi della storia inconsapevolmente, per semplice amore della letteratura. E, si badi, non di letteratura impegnata, non a causa di opere scritte con intenzioni politiche. La letteratura, infatti, è eversiva in sé stessa. Questo ci ricorda la vicenda di Andrej Sinjavskij e di Julij Daniėl’, coscritti classe ’25 che negli anni Sessanta, sulla spinta dei venti riformisti durante la leadership di Chruščëv, pubblicarono all’estero, sotto pseudonimo, romanzi e racconti. Il fatto di per sé non rappresentava reato: vennero pretestuosamente accusati di propaganda reazionaria soltanto per la loro poetica non allineata al realismo imposto dall’ideologia socialista. Il Kgb riuscì a individuarli, dopo anni di fallimentari ricerche, perché durante il funerale di Pasternak, per un breve tratto, portarono sulle spalle la bara dello scrittore: chi erano quei due, così in sintonia, così devoti alla letteratura? Continua a leggere

Nulla dies sine linea

Nulla dies sine linea

Tutti gli esperti sono concordi: nulla dies sine linea. Se sei uno scrittore devi esercitarti e/o produrre tutti i giorni, 365 giorni all’anno o poco meno. L’arte richiede dedizione assoluta. Anche perché l’ispirazione è un mito romantico, ora si sa che occorre lavorare per far scaturire la scintilla.

Occorre una disciplina zen per meritarsi lo stato di grazia che conduce alla creatività, serve un movimento intenzionale per ricevere il dono degli dei (inventio).

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Il diario osceno di un presunto scrittore presuntuoso

Un diario si scrive all’insaputa del mondo. Ma oggi il mondo è in gran parte invertito e io lo sperimento talvolta fino a rendermi osceno. Mi ci impasto, fermento con lui. Così le mie note diaristiche diventano pubbliche in tempo reale, mentre ciò che scrivo come sprofondamento nella letteratura (poesie, romanzi…) e che dunque dovrebbe essere donato al mondo (il poeta che ungarettianamente torna alla luce dal porto sepolto e disperde i suoi canti) resta nel cassetto. E che restino pure lì, per ora, le mie operette, a decantare. Periodicamente, le metterò sotto esame, e solo dopo anni di verifiche proverò, semmai, a vedere se sapranno camminare autonomamente nel mondo (oppure non se ne salverà nessuna, chissà). Per il momento, evitiamo ulteriore inquinamento. Continua a leggere

Roth Philip

Contro i manuali e le scuole di scrittura. Oppure no?

Se il genio non si può esaurire e chiudere in una definizione, non si può insegnare. Tutto ciò che può insegnare un manuale o una scuola di scrittura è falso, in quanto codificazione standardizzata di qualcosa che, invece, mira a esorbitare da ogni standard. O, quantomeno, si tratta di un insegnamento falsificabile, poiché inessenziale, dal momento che riguarda la carriera letteraria e non il genio. Si può insegnare il mestiere, ciò che concerne la tecnica, la struttura: si può imparare a pattinare sul testo, anche con maestria. Ma il colpo d’ascia che apre all’abisso viene inferto solo dalla vita. Continua a leggere

Note sul genio

Altre noterelle sulla natura del genio

Il genio si manifesta in superficie in ogni tratto distintivo dello stile, ma affonda le radici in un terreno oscuro.

Un capolavoro nasconde e manifesta insieme (ri-vela) una metafisica peculiare, una specifica visione del mondo.

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Caravaggio, Narciso

Narciso incompiuto

La strada della carriera letteraria non è il sentiero della ricerca letteraria radicale, profondamente necessitata. La prima è una scelta, la seconda un destino – anche se c’è chi, nei bivi della vita, imbocca il sentiero sbagliato, sviato da qualche equivoco. Continua a leggere

Il Tesseract, o cubo cosmico

Quel nulla d’inesauribile segreto

Intuizione. Punto di rottura. Salto qualitativo. Squarcio. Capacità di prefigurazione. Elemento critico. Svolta. Sfondamento. Visione. Contaminazione. Tratto distintivo. Personalità. Voce. Continua a leggere