Articoli

Infanzia

Le età della poesia: infanzia

Assistere alla propria nascita – essere esposti alla luce obnubilante dell’inizio – è forse il privilegio e la condanna del poeta.

L’infanzia è naturalmente il luogo della ricezione pura del dono (della vita) perché lì si è ancora immersi nel segreto dell’apertura originaria. Continua a leggere

Cesare Viviani

Non detto, indicibile (di Cesare Viviani)

La differenza, o il passaggio, esistente tra “non detto” e “indicibile” conduce subito al centro della questione: la perdita è recuperabile o irrecuperabile? L’indicibile resterà sempre tale o potrà diventare dicibile?

Si è pensato spesso che l’indicibile che resta tale fondi un assoluto che rischia di confondersi con l’onnipotenza dell’io e che invece la relatività sia il principio di realtà. Ma si può anche pensare che l’indicibile inteso come irrecuperabile, la perdita irrecuperabile, sia l’unico vero limite agli innumerevoli sistemi di recupero messi in atto dal potere dell’io. Continua a leggere

Snoopy: incipit

Sulla soglia di un nuovo romanzo

Sull’importanza dell’incipit di un romanzo e in particolare delle prime pagine si è già detto tutto. E’ dunque ben chiaro che se il matrimonio tra lettore e scrittore s’ha da fare, dipende proprio dall’inizio dell’opera. Forse però si può sottolineare ancora quanto le prime righe siano fondamentali per la generazione stessa dell’opera. Prima ancora che il lettore esista, quando è ancora solo un fantasma dietro la schiena dell’autore, l’avvio dell’opera è lo schiudersi dell’orizzonte definitivo. Se tale orizzonte verrà tradito, se dovesse esserci per qualsiasi ragione una superfetazione creativa, l’opera risulterà probabilmente corrotta, ibrida. Piuttosto, allora, converrà sostare davvero sull’incipit e provare tutte le variazioni possibili. Poi, trovata l’intonazione, sarà possibile procedere.

Oppure l’inizio si può anche fraintendere, trovare in seguito la giusta dimensione, e spostare la soglia più in là, cancellando la precedente e rimuovendone ogni traccia, ogni ombra, ogni odore?

Ricordare il piccolo trucco offerto ai miei alunni, bloccati sulla soglia di un tema: saltare l’inizio.

 

La maschera del demonio

Stile e personalità

“L’arte vuol tutto, e chi più è, più metta.”
Alberto Cantoni

 

In una novella intitolata Il demonio dello stile, Alberto Cantoni (1841-1904) ragiona sull’arte del racconto, sotto la maschera del Bar. Ferd. Acerra che offre suggerimenti a una principiante su alcuni temi possibili per le prime prove di quest’ultima. Ma le raccomandazioni del letterato sono soprattutto per lo stile. Continua a leggere

Il pubblico è la somma impossibile di uno più uno

Lo scrittore è come Dio

Lo scrittore è come Dio: non sa contare, non sa andare oltre al numero uno. Continua a leggere

L'officina di uno scrittore

L’officina dello scrittore

È sempre interessante (e forse anche un po’ perverso, ammettiamolo) spiare l’officina di uno scrittore. Io mi sono anche divertito con una piccola inchiesta. Più che carpire gli strumenti e i riti, ci interessa scoprire il metodo che governa l’intuizione, che la promuove e la sostiene affinché si concretizzi. E per metodo si intende ovviamente anche l’apparente assenza di regole con cui un’arte si manifesta. Continua a leggere

Confrontarsi con il limite, supplicare un senso

Che cosa chiedere alla poesia, che cosa la poesia chiede a noi

Il solo amo per costringere il poeta a uscire dal suo bozzolo creativo è l’inquisizione costante dei propri confini, di qualunque natura siano (stilistici, lessicali, filosofici, esistenziali…). Peraltro, un critico a che cosa serve, nel lato del suo volto indirizzato allo scrittore medesimo (essendo l’altro rivolto al lettore), se non a imporre il confronto col proprio limite fondativo, perché l’autore non si adagi entro una cifra riconosciuta e, per questo, pericolosamente gratificante? Continua a leggere

Dino Campana

Bucare il perpetuo spettacolo

Mi viene in mente, a proposito della necessità di un’orchestrazione grandiosa di tutte le potenzialità testuali, il giudizio (riduttivo, che peraltro sottoscrivo) di Mengaldo su Campana: Continua a leggere

Cartelli stradali: quale direzione?

Altre divinazioni per la poesia di domani, di oggi, di ieri

Sto immaginando un testo composto da innesti plurimi, che si muove su piani intersecati. Un testo sghembo, sempre a rischio per l’equilibrio precario, dato dal combinarsi, al suo interno, di forze differenti. Una poesia che concili gli opposti senza essere contraddittoria: chiara e oscura, libera e chiusa. Continua a leggere

Metamorfosi, fotografia digitale di Wanda D'Onofrio, 30x40 cm

Il poeta non ha identità

E questo che c’entra con la scrittura? Uno: lavorare sullo stile per operare sul Sé.
Qui non ci sono ricette, si brancola nel buio. Già una poetica esiste solo a posteriori, figuriamoci un’ultrapoetica. Azzardiamo appena qualche ipotesi, vagheggiando con il silenzio annodato alla giugulare. Continua a leggere