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Assaggi di libri (3)

Dulcis in fundo, due libri delle edizioni Aguaplano (che non conoscevo). Per ragioni diverse, si tratta di libri che otterranno spontaneamente tutta la mia attenzione.

Il primo è per me prezioso in partenza perché ho molto apprezzato, tre anni fa, il romanzo del suo autore, Fabio Greco (ho recensito Il nome dell’isola qui). Ed è un altro libro di poesia: Ragli Continua a leggere

contenuti

Assaggi di libri (1)

Ho ovviamente un percorso di letture personale da compiere, tra il metodico e il capriccioso. Ho accumulato negli anni titoli in particolare di narrativa a cui mi dedicherò, spero, per il resto della vita, con particolare riguardo per gli autori prediletti.

In questi giorni però ho ricevuto anche diversi omaggi. Sono sempre commosso, in questi casi – e non è un’affermazione ruffiana.

I libri sono sempre preziosi, anche e talvolta soprattutto quelli che vengono dalle periferie della grande editoria. Racchiudono spesso il senso di un percorso originale, sofferto. O anche libero e sbarazzino. Continua a leggere

Come la scuola ti ammazza un classico

Come la scuola ti ammazza un classico

“Come la scuola ti ammazza un classico”

– e quindi, anche:

“come la scuola ti ammazza: un classico” –

è argomento arcinoto e in quanto assassino seriale non mi sottraggo al giudizio, caro studentello ingenuo che stai per finire tra le mie grinfie. Ti anticipo perciò la musica che ascolterai a scuola tra pochi giorni, così che tu possa prepararti un poco… Continua a leggere

Difesa della vacanza

Difesa della vacanza

Il riposo è un tempo prezioso nella vita di ognuno. Lo inquiniamo spesso con uno svago coatto, lo avveleniamo con intrattenimenti indotti o con altri impegni-impedimenti accumulati durante le settimane di lavoro. Lo rendiamo inerte, privo di arte. E invece l’ozio sarebbe il tempo da dedicare a ciò che si ama. Continua a leggere

Come introdurre un testo?

Otto strategie (più una) per introdurre un testo

L’incipit di un testo è pieno di insidie, perché se è vero che chi ben comincia è già a metà dell’opera, è vero anche il contrario.

Gli antichi, non a caso, avviavano i loro poemi con un’invocazione alla Musa… Ah, se potessimo davvero attivare l’ispirazione attraverso qualche rito!

Siccome tanta grazia non ci è garantita, passiamo in rassegna qualche strategia alla quale poterci affidare, alla bisogna. Continua a leggere

La strana alleanza

La narrazione della vita della scuola, in questi decenni, presenta per lo più i genitori e gli insegnanti in una condizione di antagonismo.

Tuttavia, si danno anche strane formule di alleanza fra questi due soggetti, un’alleanza che diventa spesso tanto salda e strategica quanto deprecabile. (“Deprecabile? Ma come, per una volta che genitori e docenti vanno d’accordo…” – E invece sì, trattasi di alleanza deprecabile). Continua a leggere

Don Luigi Ciotti

Don Ciotti: riempire di vita la vita

Ieri nella mia scuola abbiamo avuto come ospite don Luigi Ciotti, che ci ha lasciato una luminosa testimonianza civile, colta molto bene anche da centinaia di studenti affascinati e colpiti.

È l’esempio di un uomo che combatte contro la malattia peggiore del nostro Paese: la delega, l’indifferenza, la rassegnazione – perché commuoversi non basta, occorre anche muoversi. Ed è l’esempio di un sacerdote che ha, come ama dire, aperto una società per azioni con Dio – perché conviene, dal momento che il pacchetto di maggioranza lo impegna Lui. Un sacerdote che accanto al Vangelo pone la Costituzione; che ama citare don Tonino Bello: “Non mi importa sapere chi sia Dio, ma sapere da che parte sta”. Ed è la parte, ovviamente, degli emarginati.

Dio è certo un compagno scomodo, ma da lui c’è da attendersi, ripete Ciotti, la dolce pedata quotidiana che agita la coscienza, che muove l’indignazione per il male che ci circonda. Solo così potremo seguire il monito di papa Francesco ad andare verso le Periferie – e non solo le periferie geografiche, ma anche le periferie dell’anima, ovvero quei luoghi e quelle persone abitate dalla fatica, dallo sconforto, dalla mancanza di libertà. Solo lì è possibile incontrare i poveri, gli ultimi, le persone che hanno bisogno, cioè i “veri maestri” che ciascuno dovrebbe riconoscere.

Don Ciotti ha popolato il suo discorso di nomi, senza rifarsi solo a quelli più noti, come gli eroi Falcone e Borsellino. Ha ricordato anche Antonio Montinaro, Vito Schifani, Rocco Dicillo, Francesca Morvillo, eroi ugualmente. E ha ricordato, tra tanti altri, Rosario Livatino, magistrato capace in pubblico di combattere chi commetteva crimini e, in privato, di spendere buona parte dei propri guadagni per sostenere le famiglie disagiate di chi aveva incarcerato. Non importa essere credenti, ribadiva, ma essere credibili. E allora il cristianesimo smette di essere una conventicola e diviene un’avventura che apre agli altri, anche e soprattutto a chi non crede; perché Dio (secondo le parole di Carlo Maria Martini) non è cattolico. Ama tutti. È di tutti.

Il piacere di incontrare persone come don Ciotti è precisamente quello che viene dalla scoperta che tanti discorsi che siamo abituati a sentire come retorici, ancorché giusti, retorici non sono affatto, perché dietro a certe facili bandiere (che pure a tratti servono, come la bandiera della “legalità”, che però è solo uno strumento: il fine resta infatti la giustizia) si celano volti, nomi, esperienze concrete, e soprattutto ideali che riempiono di vita la nostra vita.

 

Scuola: principi del cambiamento (8)

Portare la tecnologia a scuola non è nemmeno una scelta. È un dovere.

La tecnologia è inevitabile, permea ogni nostra attività: le conoscenze digitali sono ormai indispensabili per l’inclusione nella vita sociale di oggi e lo saranno sempre di più, in particolare in ambito economico e lavorativo. La capacità di utilizzo delle tecnologie è già e diventerà sempre più una discriminante sociale. Continua a leggere

Disordine creativo

Scuola: principi del cambiamento (7)

Quando propongo ai colleghi la visione di una didattica veramente interdisciplinare, sia a livello “orizzontale” (per anno e classe) sia a livello verticale (nel percorso di studi), che sappia cioè prevedere le congiunzioni fra le materie, per evitare ripetizioni inutili e dissociate o viceversa per sottolineare le riprese consapevoli e concordi, vengo inevitabilmente preso per un maniaco dell’efficientismo. Continua a leggere

Divertirsi in aula

Scuola: principi del cambiamento (6)

Il fulcro della situazione di apprendimento che si crea a scuola è la relazione. Anzi, si dovrebbe parlare di una serie molteplice di relazioni: quelle tra l’alunno e l’idea che egli ha di sé, tra l’alunno e i genitori, tra l’alunno e i compagni, tra il docente e l’alunno, tra il docente e i colleghi, tra il docente e la società, tra il docente e i genitori dell’alunno, tra il docente e gli strumenti dell’apprendimento, tra l’alunno e i vari supporti utilizzati… Ognuno completi da sé la lista. Continua a leggere