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Sereni, il fantasma del lago

Vittorio Sereni, il fantasma del lago

Il fantasma del lago

Voi morti non ci date mai quiete
Sereni

Di tanto in tanto torna a visitarmi lo spettro di Sereni – questo poeta costretto a vagare irredento tra le rovine del secolo passato, senza trovare requie, tagliato fuori dalla storia, smarrito nel suo interregno «tra due epoche morte dentro noi». Viene in «una notte di passi e di rintocchi» per mormorarmi: «Ma dimmi una sola parola / e serena sarà l’anima mia». Mi tormenta indispettito con un soffio di vento: «facciamola finita fammi fuori», come fossi veramente io il suo killer. Mi accompagna come un padre davanti al mito dell’amore giovanile, assoluto, che tutti portiamo dentro, per insegnarmi l’orgoglio dell’uomo: «Non si perdona a una donna un amore bugiardo, / l’ameno paesaggio d’acque e foglie / che si squarcia svelando / radici putrefatte, melma nera». Poi singhiozza con me in disparte sul nero di tutta l’esistenza: «Ma nulla senza amore è l’aria pura / l’amore è nulla senza la gioventù». Poi spezza l’indugio elegiaco, tanto che io m’illudo di sentire la sua mano forte sulla spalla mentre m’insegna la solidarietà tra gli uomini, la pietra dell’amicizia che sempre deve difenderci: «Un grande amico che sorga alto su me / e tutto porti me nella sua luce, / che largo rida ove io sorrida appena / e forte ami ove io accenni a invaghirmi…». Eppure, appena mi volto, è già scomparso, e non faccio mai in tempo a interrogarlo, a provare a chiedergli del suo (mio?) nodo irrisolto. Continua a leggere

Arrivano anche gli instapoets

La poesia è viva, vivissima, quasi morta

La sapete l’ultima? In barba alle prefiche che piangono da decenni la morte della poesia, i libri di poesia vendono più di quel che si crede, con una crescita negli ultimi anni da fare invidia al PIL. E poi c’è Lo Specchio che si rinnova, e il web che pullula di poeti, con il fenomeno degli instapoets. Con il crowdfounding, poi, è piuttosto semplice pubblicare in qualche casa editrice di nicchia. La poesia è uscita dalle conventicole che fondavano i vari -ismi in cui agonizzava la spocchiosa società letteraria e si è resa più popolare e libera. Io, poi, trovo tante belle esecuzioni anche su Youtube (come queste). C’è da rallegrarsi, non vi pare? Continua a leggere

Lo scrittore Giulio Mozzi

Generazioni a confronto (3/3)

Generazioni a confronto
Convegno nazionale di Firenze (18 febbraio 2005)
a cura di Gianluca Didino

Parte Terza e ultima

Marco Merlin: Un primo giro, anche abbastanza ampio ci ha portato a gettare a vasto raggio molte problematiche. Ora invito a stringere di nuovo il cerchio ritornando sul testo di discussione, con una nuova tornata di interventi, il primo dei quali sarà di Giulio Mozzi, il quale potrà riprendere il tema Generazioni a confronto secondo una lettura molto libera e personale. Cedo, pertanto, la parola a Giulio Mozzi (e sottolineo che abbiamo cercato volutamente di coinvolgere persone non strettamente legate in modo univoco al mondo della poesia). È nato nel 1960, è autore di libri di racconti soprattutto: Questo è il giardino (Milano, Mondadori 1993), La felicità terrena (Torino,Einaudi 1996), Il male naturale (Milano, Mondadori 1998); prossimo anche l’esordio come romanziere. Si occupa di scrittura creativa: Parole private dette in pubblico (Roma, Theoria 1997); il titolo eliotiano già ci stuzzica sulle connessioni tra narrativa e poesia. Si occupa delle edizioni Sironi, altra sigla editoriale di spicco e di culto, che ha svolto anche un ruolo molto importante nel lancio di giovani autori esordienti. Cediamo a lui la parola perché con il testo di discussione possa offrire anche lui qualche osservazione. Continua a leggere

Ritratto di Luzi, di Anna Cecchetti (2003)

Il peccato originale di Luzi

Prosegue la pubblicazione di materiali dedicati a Mario Luzi. In questo caso, propongo uno scritto un po’ polemico, che cerca di smascherare alcuni pregiudizi intorno all’autore. Provo anche a dimostrare come le analisi compiute da Mengaldo su Mario Luzi e su Vittorio Sereni siano in gran parte sovrapponibili, ma il giudizio sia opposto – perché, in fondo, ogni interpretazione si basa su una poetica, su alcuni assiomi impliciti. Una volta si parlava di “gusto” letterario; oggi, che di buon gusto ce n’è poco, i critici più seguiti sono quelli di Masterchef.

(L’opera scelta come copertina è di Anna Cecchetti.
Cliccare sull’immagine per la visualizzazione completa)

(Clicca qui per tornare alla “home page” con tutti i materiali su Luzi)

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L'arca di Noè di Lorenzo Perrone

Il canone del Novecento

(L’opera scelta come copertina – cliccare sull’immagine per la visualizzazione completa – è di Lorenzo Perrone)

A proposito di Luzi, si accennava al canone del Novecento. Affermare che il poeta fiorentino è un punto fermo tra i “classici” contemporanei era in fondo una provocazione, perché a tutti è noto quanto sia arduo stabilire gli autori “da antologia scolastica” fra i protagonisti della letteratura di fine Novecento, senza nemmeno pretendere di arrivare al primo decennio del nostro secolo.

Qualche tempo fa, in modo semiserio, avevo proposto il mio canone privato. Oggi rivedrei sicuramente qualcosa, ci sono autori che adesso mi sembrano sopravvalutati e altri che rivaluterei; tuttavia, a grandi linee, mi sembra di poter sottoscrivere ancora questo ragionamento. Continua a leggere

Ceci n'est pas une pipe (questa non è una pipa), di René Magritte

Questa non è una difesa

Qualche precisazione rapida, in merito al saggio di Giuliano Ladolfi pubblicato ieri, in forma di sequenza di pensieri forse un po’ criptici e disordinati, in attesa di raccogliere meglio diverse riflessioni che si annuvolano nella mia testa.

1) Questa non è una difesa del mio libro, per due buone ragioni:
a) l’intervento di Giuliano non esprime un giudizio negativo;
b) i miei libri devono sempre difendersi da soli, non mi permetterai mai di ritenermi il custode del loro valore; se talvolta intervengo, è per entrare nella logica dell’interpretazione, perché questa mi interessa sempre, anche per imparare a valutare meglio le mie stesse esperienze Continua a leggere

Il poeta è un cavaliere Jedi

Le forze oscure ci stanno assediando. Il Mercato ci impone il ritorno della Grande Saga, che è poi la proiezione intergalattica di schemi narrativi piuttosto elementari. Come possiamo difendere il nostro piccolo immaginario personale? Leggendo, mi sono risposto.

Così sono tornato dal maestro Yoda Roberto Galaverni, autore nel 2006 di Una difesa della poesia (questo il sottotitolo) siglata dal motto Il poeta è un cavaliere Jedi (editore: Fazi).  Il nucleo di tale intervento, tra l’altro, affonda le radici nel convegno internazionale di poesia “Dopo il Novecento. Prospettive della poesia contemporanea”, organizzato dalla rivista di letteratura “Atelier”, tenutosi a Firenze il 5 dicembre 2003 nel Salone dei Dugento di Palazzo Vecchio a Firenze. Continua a leggere

Atelier, ultimo progetto

Atelier – L’ultimo progetto

Copertina della rivista Atelier, n. 63

Atelier 63settembre 2011 (monografia: Antonio Riccardi) – Cercansi opere di solitudine e profezia  Continua a leggere

Dettaglio su numeri della rivista Atelier

Atelier – Un passo oltre

Copertina della rivista Atelier, n. 41

Atelier 41marzo 2006 – L’urgenza della contemporaneità Continua a leggere

Atelier – L’opera comune

Copertina della rivista Atelier, n. 13

Atelier 13marzo 1999 – Letteratura come atto “politico”  Continua a leggere