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Giovanni Pascoli: è lui o non è lui?

I buchi nella poesia

Talvolta bastano accorgimenti minimi per creare un diversivo e rendere divertente ed efficace un’attività scolastica banale. Per esempio spesso durante la lettura di un brano mi interrompo improvvisamente, per vedere se gli studenti indovinano la parola che segue. In questo modo si rintuzza l’attenzione e si stimolano le competenze testuali, in un clima persino ludico.

Quest’anno mi è capito di presentare alla lavagna alcune poesie, che andavano semplicemente ricopiate sul quaderno. Ecco la prima, presentata in modo un po’ particolare: Continua a leggere

Didattica a distanza

Oddio si torna alla DAD. Però…

Intorno alla DAD, sia per quanto riguarda gli aspetti negativi sia per quanto riguarda i risvolti positivi e le ricadute sulla didattica in presenza si è in breve tempo già accumulata una vasta letteratura. In tutti gli articoli in cui mi sono personalmente imbattuto, molti dei quali estremamente intelligenti e interessanti, equilibrati e profondi, mi sembra tuttavia che non si sia sviscerato un aspetto sottilmente inquietante. Anche la più recente retorica che dà voce alla “generazione interrotta” degli adolescenti imprigionati dal lockdown ha, spesso in buona fede o involontariamente, soffocato un “però” che invece mi risuona nella testa. Prima era un tarlo, ora rimbomba come un j’accuse frastornante. Continua a leggere

Presentazioni originali ed efficaci

La fatica di essere originali

Gli adolescenti sono soggetti a due spinte evolutive contrastanti: il desiderio di conformarsi al gruppo e l’ansia di essere originali. Così spesso diventano facili bersagli del consumismo, che vende loro prodotti original… in serie, o propone loro modelli di ribellione… preconfezionati. Continua a leggere

La celeberrima rovesciata di Ronaldo

La classe rovesciata

Tra le varie metodologie di insegnamento, gode di una certa fortuna la flipped classroom, la classe rovesciata. In che cosa consiste questo capovolgimento dell’insegnamento? Semplificando, diremmo: nella metodologia tradizionale, in classe l’insegnante spiega (lezione più o meno frontale), l’alunno deve stare attento e chiedere, sforzarsi di capire (pensiero astratto) e a casa deve riprendere i concetti (ripassare la teoria prima di svolgere la pratica: ma nessun ragazzo lo fa), quindi svolgere i compiti. Per arrivare ad accorgersi, magari tardi, dopo una certa buona dose di fatica e di noia, che “gli esercizi non vengono” e non si sa perché. Pazienza, in classe forse si correggerà. Continua a leggere

Una scuola inclusiva

Una scuola inclusiva, dicevamo

La scuola media ha da essere inclusiva per indole naturale, dicevamo. Eppure si sente spesso parlare di “sezioni ghetto” o di compresenze che si trasformano in occasioni per separare i ragazzi sulla base del livello raggiunto. Pratica, sia chiario, che a tratti è sacrosanta, nei momenti di “recupero / potenziamento”, se i due gruppi non hanno una fisionomia scolpita nella pietra. Continua a leggere

Preadolescenza

Diventare grandi: preadolescenza, età negata?

Ho insegnato per diversi anni al liceo Classico e al liceo delle Scienze Umane a indirizzo Economico-Sociale, ma la mia esperienza è soprattutto legata alla Scuola Media – sigla che, un po’ come capita per il Medio Evo, rischia di risultare particolarmente negletta. Ricordo anche quando, con il ministro Berlinguer, si pensava a una riforma radicale dell’istruzione, ridisegnandola in un ciclo primario e un ciclo secondario, allineandoci ad altri modelli europei. Ma l’italianismo del cambiare tutto per non cambiare nulla ha alla fine partorito solo un cambio di nome. Non scuola media, dunque, ma Scuola Secondaria… di Primo Grado. Continua a leggere

Shangai Tower, China

Frantumiamo la frase (ma non è poesia, è grammatica)

Se prendessimo un testo qualunque, anche piuttosto banale e assolutamente impoetico, ma lo spezzassimo con gli “a capo” tipici della poesia, avremmo probabilmente la sensazione di un fenomeno strano. La prosa ci sembrerebbe sul punto di svegliarsi. Proviamo? Continua a leggere

Govoni, Autoritratto

La grammatica è la rivoluzione

Con il metodo digitale affinato in questi tre anni e che vorrei spiegare, step by step, con le videolezioni (qui sotto ne trovate una che mostra il metodo all’opera), non invento nulla, ma compio un’operazione poetica: ridare linfa a ciò che è noto, rendere nuovo l’antico.  Continua a leggere

Un'immagine dal film "Ritorno al futuro"

Viaggiatori nel tempo con la grammatica

Seconda parte della lezione dedicata alla struttura della frase. Scopriremo come la struttura astratta (SVOL) in effetti non sia la più naturale; come esistano lingue più mobili di altre; che cosa significhi che la pratica delle lingue classiche “apre la mente”; infine, come il passaggio dalla visione lineare alla visione strutturale dell’enunciato sia un prodigio, capace di renderci viaggiatori nel tempo.

Non ci credete? Non pensate che lo studio della grammatica ci dia questo potere? Eppure la vostra mente già ne conosce il segreto, e ne fa uso. Continua a leggere

Apri la mente con la grammatica

Dal tempo allo spazio: la grammatica apre la mente

Lo studio della grammatica permette di prendere possesso di alcune strutture che sono già in noi, ma di cui non abbiamo perfetta coscienza. Anche per questo ha un valore formativo straordinario. Addirittura, si usa dire che “apre la mente”: obbliga infatti a ragionare, allena il pensiero astratto.

Con il metodo che ho elaborato in questi anni, analisi grammaticale e analisi logica si compenetrano. Ci si abitua a non separare le parole, ma a valutarle all’interno dei rapporti che si stabiliscono nello specifico enunciato da analizzare. Gli strumenti digitali sono in tal senso dei semplici facilitatori, ma non da poco.

Un metodo nuovo ovviamente non implica uno stravolgimento dell’oggetto. Nell’etimo della parola si cela il termine “via”, “cammino”: attraverso le videolezioni che vado pubblicando si apre dunque un sentiero che collega i nodi fondanti della disciplina secondo uno schema diverso, che ci sembra decisamente più efficace. Continua a leggere