Articoli

Andrea Temporelli, Terramadre (2012)

Perimetrare il disagio (di Paolo Febbraro)

Temporelli tende più alla parabola allegorica, che trasforma il piccolo in emblema del grande, e tuttavia è resa precisamente, con dei particolari ben nominati che non perdono, nell’ordine apparente, la loro carica accusatoria.

Chiamo questa antologia piccola perché è di necessità breve nel numero dei componimenti e ristretta in quello degli autori prescelti. Da tempo, siamo al centro di un apparente paradosso: si scrive troppa poesia, troppa se ne pubblica e pochissima se ne legge e se ne critica. Arte aristocratica ‒ dagli aedi nelle corti ai simposi, dai poemi sapienziali ai cenacoli umanistici, dalle accademie alle scapigliature giovanili ‒, la poesia ha visto il gran mare democratico giocargli un brutto scherzo: Continua a leggere

Il cielo di Marte (Einaudi, 2005)

Danzare sul terremoto. Intervista di Davide Brullo

Il mondo, quando scocca la poesia, è una membrana che vibra, attorno alla domanda. Tutto il mondo, e in esso tutto il bene e tutto il male, sono un infinito, imbarazzante donativo, che scuote la nostra psiche, la risucchia nei suoi gorghi, la costringe a danzare sul terremoto.

La poesia è per te un’arma conoscitiva, una vanga per capire cosa sei, cos’è l’uomo?

Cos’altro potrebbe essere? Ogni verso nasce mettendo in dubbio ogni superficie, interna ed esterna, tangibile e immateriale. Il mondo, quando scocca la poesia, è una membrana che vibra, attorno alla domanda. Continua a leggere

Andrea Temporelli, Terramadre (2012)

Cuore messo a nudo (di Alberto Casadei)

Si potrebbe forse sostenere che la scelta di avviarsi a una sorta di dover essere metrico consenta una maggior disponibilità alla rivelazione

Si affida invece a una serie di schermi (a cominciare dallo pseudonimo sottilmente dannunziano) Andrea Temporelli, ossia Marco Merlin, animatore di “Atelier” con Giuliano Ladolfi e già approdato alla ‘bianca’ di Einaudi con il Cielo di Marte (2005). Benché dall’antologizzazione non emerga un dato macroscopico dell’evoluzione poetica di Merlin, e cioè la scelta di affidarsi in toto alle forme chiuse più elevate della tradizione italiana (cioè non tanto il sonetto, ormai usatissimo, bensì la canzone), i componimenti proposti sono significativi perché evidenziano alcuni nuclei dolenti della sua opera, trattati a volte con risentimento a volte con maggior distacco: esemplari, fra gli altri, “Nel nome della madre” e “Domina”. Si potrebbe forse sostenere che la scelta di avviarsi a una sorta di dover essere metrico consenta una maggior disponibilità alla rivelazione, all’affrontarsi con il ‘cuore messo a nudo’.

(Alberto Casadei, Il miele del silenzio. Giovani poeti italiani, «Poesia», XXII, 242, ottobre 2009, p. 54)

Marco Merlin - Andrea Temporelli: libri

L’iniziazione alla vita (di Giancarlo Pontiggia)

La poesia di Temporelli nasce, mi pare, proprio nel segno di Marte, il dio della guerra inscritto etimologicamente nel nome di battesimo

«Stando alle testimonianze più attendibili, Andrea Temporelli è nato nel ’73 a Borgomanero, anche se non è registrato in nessuna anagrafe. Attualmente vive tra San Maurizio d’Opaglio e Talonno di Invorio. Si occupa della rivista “Atelier”, in particolare la imbusta, vi appiccica le etichette con gli indirizzi, la infila negli scatoloni per la spedizione. È alto 175 cm, ha due figli ma solo una moglie. Ha pubblicato Il cielo di Marte (Einaudi 2005), che non ha vinto nessun premio letterario».

Se così recita, alla lettera, la biografia ufficiale, non me ne vorrà l’autore se mi accingo a svelare ciò che in fondo tutti sanno, Continua a leggere

Incontro di Ettore e Andromaca, di Gaspare Landi (1794-95)

Dal figlio al padre sotto il Cielo di Marte (di Gianni Marchetti)

Sotto lo pseudonimo di Andrea Temporelli si nasconde e si rivela ad un tempo l’identità di Marco Merlin. Il fatto che un appena trentenne che al suo esordio ha avuto l’onore di essere pubblicato per la più prestigiosa collana di poesia italiana (“la bianca” di Einaudi) abbia scelto di celare il proprio vero nome, in un’epoca di imperante esibizionismo e smania di riconoscimento, denota un understatement che depone a favore di una posizione decisamente post adolescenziale e matura. È la creatura-poesia che deve andare avanti nel  mondo, non l’autore, tocca ad Astianatte farsi avanti, ad Ettore lasciargli il suo posto nel mondo adulto. Continua a leggere

Marco Merlin - Andrea Temporelli: libri

Il duplice respiro (di Matteo Veronesi)

Temporelli «scrive per uccidere». Vengono in mente […] certi versi dell’ultimo Wilde, quello della Ballata del carcere di Reading: «Ognuno uccide la cosa che ama».

Due libri, l’uno di poesia, l’altro di critica (Il cielo di Marte, Einaudi, Torino 2006, e Nodi di Hartmann, Atelier, Borgomanero 2006), giungono fra le nostre mani, direbbe Renato Serra, come un «dono», come un frutto puro, limpido e fresco, madido della stessa linfa vitale e vivificante che pervade i due risvolti e i due dominî (contrassegnati e marcati dalla distinzione, o dall’indistinzione, dell’identità una e duplice – quasi ricoeuriana dialettica di ipse e idem – suggerita dal binomio di pseudonimo e nome) in cui si manifesta e si articola una autentica esperienza esistenziale e creativa. Continua a leggere

Andrea Temporelli, Il cielo di Marte e Terramadre

La voce fuori dal limbo (di Luca Cignetti)

Attenzione alla funzione e rifiuto di esibizione della forma conducono la lingua di Temporelli su un versante opposto, insomma, rispetto a poetiche della dissémination […], ma anche rispetto ai “rovesciamenti” ironici deliberati e virulenti

Proprio il rapporto con la tradizione è la migliore chiave di lettura del poeta novarese Andrea Temporelli, i cui temi centrali sono sintetizzabili nella «tensione tra identità e scrittura, tra verità poetica e verità autobiografica, etica, esistenziale»[1]. Questo atteggiamento compare nell’eco dei molti maestri, dichiarati e no, risuonante in ogni sezione dell’opera: Sereni, Eliot, Montale, Luzi, per citare i più ricorrenti.

Già nella Buonastella (2001), dove il tema del padre compare come dato biologico, Continua a leggere

Andrea Temporelli, Terramadre (2012)

Un’anticipazione in tre frammenti (di Rossano Astremo)

Una voce che fa i conti con la tradizione italiana, ma è sempre attenta a cogliere ogni possibile parabola di un suo oltrepassamento

Andrea Temporelli, pseudonimo di Marco Merlin, nato nel 1973 e direttore della rivista «Atelier», fucina di contenuti creativi e critici di alta qualità, lettura indispensabile per tutti coloro i quali amano la poesia italiana contemporanea, ha all’attivo la pubblicazione di un importante libro di versi, Il cielo di Marte, edito nel 2005 da Einaudi.

Nei versi inediti donati a «Ore piccole» Temporelli conferma Continua a leggere

Marco Merlin - Andrea Temporelli: libri

Un verso libero originale (di Alberto Bertoni)

questo libro di Andrea Temporelli […] crea un’osmosi felice perché affabile tra mondo della veglia e stato onirico

Primo nucleo costitutivo di un’opera in fieri, questo libro di Andrea Temporelli (pseudonimo di Marco Merlin, Borgomanero, No, 1973: anche, con l’identità anagrafica, critico attento alle dialettiche generazionali della produzione poetica, nonché condirettore – con Giuliano Ladolfi – dell’ottima rivista “Atelier”) crea un’osmosi felice perché affabile tra mondo della veglia e stato onirico, sfondo delle guerre occidentali e cronaca minuta, pulsione della poesia alla canzone e rigore di un verso libero per una volta originale, autentico.

(Alberto Bertoni, Trent’anni di Novecento. Libri italiani di poesia e dintorni (1971-2000), Castel Maggiore, Book Editore 2005, p. 280)

Marco Merlin - Andrea Temporelli: libri

L’estremismo della consapevolezza (di Matteo Marchesini)

Se c’è un altro poeta cui potrebbe adattarsi, per motivi diversi, la definizione di “estremismo della consapevolezza” […], questo è di sicuro Andrea Temporelli

Se c’è un altro poeta cui potrebbe adattarsi, per motivi diversi, la definizione di “estremismo della consapevolezza” usata riguardo a Deidier, questo è di sicuro Andrea Temporelli (1973), nom de plume di Marco Merlin, fondatore e direttore della rivista «Atelier». Suoi testi sono apparsi nelle antologie L’opera comune (Atelier, 1999), I poeti di vent’anni (Stampa, 2000), Dieci poeti italiani (Pendragon, 2002), e sul Settimo quaderno uscito per Marcos y Marcos nel 2001. In proprio ha pubblicato la plaquette Il cielo di Marte (Atelier, 1999). Già la scelta dello pseudonimo, rarissima negli autori giovani Continua a leggere