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Scudo con testa di Medusa, di Caravaggio

I Nazirei e la Medusa

Diversi lettori si sono interrogati sull’impostazione grafica della copertina del mio romanzo, Tutte le voci di questo aldilà, uscito nella collana “I Nazirei” di Guaraldi. Devo dire che la maggior parte ha colto subito il richiamo grafico a una storica collana editoriale: mi fa piacere, perché vuol dire che la competenza letteraria di questi lettori è alta.

La collana i Nazirei alterna riproposte di titoli di spicco a nuove proposte editoriali. Mi hanno preceduto, in questa sede: Lion Feuchtwanger, Davide Brullo, Gian Ruggero Manzoni, Giorgio Saviane, Roberto Barbolini, Herman Melville.

Ma per presentare questa sigla editoriale mi sembra opportuno riprendere la nota dell’editore (Mario Guaraldi) che accompagna il primo libro della stessa, ovvero La distruzione del Tempo e le prime Comunità Cristiane, romanzo di Lion Feuchtwanger, appunto: Continua a leggere

Davide Coltro Installazione

Di un personaggio del romanzo diventato reale

Si scrive, talvolta, per liberarsi dai propri fantasmi. Ma che succederebbe se i personaggi di una storia «vera, verissima, quasi inventata» cominciassero a uscire dal libro, a vivere di vita propria e addirittura a cercarti? Sì, lo so, anche questa trama è già stata elaborata. Eppure, a me sta succedendo proprio questo.

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Difendere i margini per chi fa arte (di Franco Acquaviva)

Alcune note sul primo romanzo del poeta Andrea Temporelli (con cenni a un dibattito tra Tiziano Scarpa e Davide Brullo)

Andrea Temporelli non è uno scrittore di cui parlano le riviste, le radio, le televisioni. Non è un volto noto, le sue opere non finiscono sugli scaffali dei supermercati, o nelle edicole o nelle librerie-bar-enogastronomie; nei titoli dei suoi libri la parola “vita” non la si trova; la sua raccolta di poesia più importante, pubblicata da Einaudi, s’intitola Il cielodi Marte; ed è difficile immaginare un sigillo più eloquente alla palese, voluta estraneità di questo Autore poco più che quarantenne alle dinamiche del sistema  e del mercato editoriale italiano. Come se collocarsi al margine dell’establishment letterario italiano dovesse significare per forza dover subire lo stigma di una condizione di marginalità, residualità, emarginazione, isolamento, e non contribuire invece a delineare un luogo dove progettare, un luogo di trasformazione e di conoscenza, dove si può difendere una propria alterità creativa proprio perché si è meno soggetti alla spinta omologante che il Centro esercita a ogni livello. Difendere i margini per chi fa arte, poesia, allora può equivalere alla resistenza che i contadini del sud del mondo esercitano nei confronti delle multinazionali che vorrebbero imporre le loro sementi e dunque una monocultura tendente a uniformare la grande ricchezza di colture possibili. Continua a leggere

Restare vergini o vendersi (di Tiziano Scarpa)

Tiziano Scarpa risponde alla lettera aperta di Davide Brullo in merito al mio romanzo. La risposta di Tiziano era stata pubblicata il 19 dicembre su ilprimoamore.com, precisamente qui

Caro Davide,
non ci conosciamo, non ci siamo ancora incontrati di persona, e forse anche per questo mi stai mitizzando. Ma io mi sento inadempiente. Non riesco a stare dietro a tutto. Ci sarebbe da impegnarsi su mille fronti, sono tante le situazioni insoddisfacenti, nell’editoria, nella cultura, nella politica: sento spesso un impulso a fare da supplente, in tante cose, ma ovviamente non ce la faccio, perché non sono in grado, non ho le forze né le competenze; e, soprattutto, credere di essere utile a troppe cose è un sintomo di megalomania: “Il primo fondamento dell’essere apparecchiato in giuste occasioni a spendersi, è il molto apprezzarsi” (Leopardi). Continua a leggere

Fuori tutti! (di Davide Brullo)

Nel suo romanzo Andrea Temporelli mette in crisi il mondo dei letterati con il tutù, sconfigge i poeti laureati frollati nell’invidia. E scandisce una pazzesca dichiarazione di poetica

Se fossimo in un Paese normale, non si parlerebbe d’altro. In Tutte le voci di questo aldilà Andrea Temporelli mette a soqquadro il claustrofobico continente della poesia italiana. Anzi, squarta i totem della letteratura tutta. A pagina 125 appare Alessandro D’Avenia, a pagina 143 è citato Alessandro Baricco («è una brava persona, ti convinci, amabile»), a pagina 134 il «panciuto signore con barba e occhiali» che si inalbera all’urlo di Non sa chi sono io, è l’«illustre ospite» Umberto Eco, che se la prende con un tizio che ha dipinto «un enorme sesso femminile» nel bagno dell’albergo. Ci sono anche i poeti, ovvio: a pagina 150 due liceali citano «Zanzotto, Cazzotto o quel diavolo che è» mentre discettano dei loro amorazzi; a pagina 163 Giuseppe Conte (a cui Mondadori ha appena dedicato un Oscar) è citato insieme a Maradona («finora avevo sentito solo due uomini parlare di se stessi in terza persona»: loro); a pagina 176, invece, è citato Milo De Angelis, ma la citazione più bella riguarda Gabriella Sica, «ha uno stile davvero originale, provi a sentire: “Se vado troppo a lungo in bicicletta, / Mi fa poi un po’ male la cosetta”». Sono citati anche poeti più giovani e meno noti al tronfio pubblico come Alessandro Rivali e Riccardo Ielmini (a pagina 94); «il mio amico Simone Cattaneo», invece, è a pagina 163 (è quello che fa la battuta su Conte) ed è forse quello che conta più di tutti. Cattaneo, poeta scoperto da Andrea Temporelli nel 2001, quando per le edizioni della rivista “Atelier” gli ha pubblicato la prima raccolta poetica, Nome e soprannome, si è ucciso, gettandosi dal suo appartamento a Saronno, nel 2009. Continua a leggere

Accetterà l’eternità di cadere nel tempo, in questo nostro tempo?

Tiziano Scarpa dice: “Per le Feste in arrivo regalate e fatevi regalare ‘Tutte le voci di questo aldilà’. E’ un romanzo speciale, uscito per una piccola casa editrice. Non lo troverete impilato alle casse degli ipermercati. Perciò al gusto della lettura aggiungerete quello della scoperta! Mi ha suscitato molte riflessioni, che trovate nell’articolo linkato.” (dalla pagina Facebook “Il primo amore”)

Qui di seguito potete leggere l’articolo cui si fa riferimento (l’originale si trova qui) Continua a leggere

Caro Tiziano, la cultura è morta (di Davide Brullo)

Guaraldi pubblica un piccolo capolavoro scritto da Andrea Temporelli, “Tutte le voci di questo aldilà”. Perché i grandi editori lo hanno rifiutato? Appello a un Premio Strega

Caro Tiziano Scarpa,

scrivendoti, penso al sole. Solo le aquile possono fissare il sole a occhi aperti, lo sapeva anche Dante. Ecco, penso che tua sia un’aquila, caro Tiziano. Perché non hai chiuso gli occhi davanti al sole, anzi, hai spaziato la pupilla; perché hai riconosciuto il sole. Tu sei un’aquila, caro Tiziano, in una editoria piena di avvoltoi, piena di scrittori che si credono il sole, il motore immobile di un sistema planetario che ruota intorno al proprio ego. Proprio di avvoltoi e di soli voglio parlarti in questa lettera, Tiziano. Continua a leggere

Tiziano Scarpa

Parole per un battesimo letterario

Tiziano Scarpa (nella foto) battezza, con parole davvero generose, il mio romanzo, che da oggi esiste ufficialmente:

Oggi, 3 dicembre, arriva in libreria un romanzo importante, una storia che sprizza inventiva, divertimento, serietà, disperazione, intelligenza. Un romanzo vero.
Lo ha scritto Andrea Temporelli, lo pubblica Guaraldi, nella collana curata da Davide Brullo. Un giorno potrò dire con fierezza e profonda soddisfazione di avere presenziato alla sua nascita editoriale dal cantuccio prestigioso della quarta di copertina, che ricopio qui: ………………………………………… Continua a leggere