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Signore, liberaci dai contenuti

Preghierina blasfema dell’insegnante delle cosiddette “materie di studio”

Alla fine, dunque, è vero tutto il contrario di quel che pensiamo. Continua a leggere

Caution

Genitori e prof: la confusione dei ruoli

Qualcuno lo ha dichiarato esplicitamente: da quando i genitori hanno cominciato a mettere piede nella scuola, per la tanto invocata collaborazione educativa (che qui, peraltro, si sostiene), i guai si sono moltiplicati. Di fatto, anziché praticare la collaborazione, si è incappati in una confusione dei ruoli. Le spie linguistiche in bocca alle mamme e ai papà sono evidenti: “Abbiamo studiato le invasioni barbariche, ma…”; “Le ho spiegato il teorema di Pitagora e abbiamo svolto i compiti…”; “L’ho interrogato io su tutta la lezione e…”; “Ci siamo organizzati in questo modo: io lo seguo per matematica e scienze, mia moglie invece per Italiano e Storia, per cui…”; “Abbiamo lavorato tutto il fine settimana…”, e così via. Dichiarazioni del genere sono prodromi per lo più di qualche lamentela: i carichi di lavoro sono eccessivi, l’insegnante ha assegnato un compito senza spiegare il metodo per svolgerlo, dopo tanto impegno non si capisce perché il risultato sia così inferiore alle attese – e chi più ne ha più ne metta. Continua a leggere

José Mourinho, celebre allenatore dei nostri anni

Allenare i genitori a scuola

Pensate, per intenderci, a quanto è cambiato il ruolo di un allenatore, in questi decenni. Una volta un allenatore… allenava. Adesso è uno che coordina i vari preparatori atletici, che sceglie la dieta della squadra, che si siede accanto ai manager della società per definire con loro il progetto complessivo, che studia i dati statistici e fisici dei giocatori, che avanza richieste di mercato, che gestisce la pressione dei media, che cura la psicologia del gruppo, che interviene sui social, che determina imponenti movimenti economici… Poi, sì, certo, manda i giocatori in campo, decide la tattica, interviene sulla partita – ma sui fondamentali ha poco da inventarsi: i giocatori se li trova già pronti, al più affina alcune loro qualità, ha qualche intuizione determinante sul loro ruolo, e così via.

Qualcosa di analogo si può dire a proposito del docente della scuola secondaria. Continua a leggere

Valutazione

La valutazione sintetica e intuitiva

Quell’anno avevo davvero esagerato. Mi ero imposto di organizzare quasi tutto il programma di geografia di seconda media attraverso delle esposizioni e di permettere agli alunni di valutare i propri compagni. Ero pronto, ovviamente, a correggere il voto, temendo dinamiche immature facilmente immaginabili. Ma era una classe numerosa e il voto di simpatia o antipatia sarebbe stato riassorbito dalla media complessiva. Continua a leggere

Fine della scuola

Così oggi si chiude un altro anno scolastico, con il consueto clima di festa, qualche lacrima, i propositi e le scaramanzie per gli esami: tutti rituali che ben conosciamo.

Nella testa di un prof questo passaggio può infatti incrostarsi di retorica, ma per i ragazzi è ogni volta la prima volta. In generale, a ben vedere, questo non è un problema che riguarda l’ultimo giorno di lezione, ma tutti gli altri: se il docente non riesce a ricongiungere sempre in sé il distacco che deriva dall’esperienza con l’entusiasmo dell’empatia, si sta incamminando verso la degenerazione. Continua a leggere

La disciplina è una forma d’amore

Capita spesso, a scuola, di dover intervenire per alcuni episodi disciplinari. Talvolta occorre anche procedere con una segnalazione alla famiglia, anche solo per motivi formali (meglio tutelarsi almeno un poco). Del resto si ha a che fare con ragazzi che devono appunto sviluppare le loro competenze relazionali e costruirsi il carattere: è inevitabile che si generino attriti, equivoci, tensioni con i compagni. Ma il quadro è sufficientemente chiaro a tutti, con le difficoltà (vedi: social network) che la nostra vita quotidiana aggiunge di suo. Continua a leggere

E se abolissimo i compiti a casa?

Ho sempre avuto un rapporto complicato con i compiti. Da ragazzo li percepivo, ovviamente, come una sorta di castigo e comunque una barriera tra me e il pallone, che mi aspettava fedele in cortile. Ricordo pochissimi lavori assegnati che mi avessero effettivamente coinvolto e appassionato; tra questi, una ricerca di geografia, ma si trattava di un compito facoltativo. Però avevo sfogliato i fogli protocollo, infilati l’uno nell’altro a mo’ di libro, della ricerca di un ragazzo più grande, con la bella copertina in cui campeggiava il disegno (rigorosamente ricalcato e colorato con i pastelli) della “Russia”, anzi, dell’URSS, e decisi che anch’io avrei realizzato la mia ricerca. Continua a leggere

Progettazione didattica e improvvisazione

Progettazione e improvvisazione

Ottobre: è scaduto per noi insegnanti il tempo delle fatidiche programmazioni – anzi, “progettazioni didattiche”. Intendiamoci: non è che nelle prime settimane di scuola non si sapesse che fare e non è che soltanto a ottobre ci ingegniamo sul percorso scolastico che ci attende, ma è questo il periodo in cui ci tocca sbrigare una di quelle caratteristiche faccende burocratiche che risultano noiose e quasi prive di senso, se affrontate in un’ottica individualistica. Spesso le “programmazioni” sono moduli da riempire per un atto dovuto e non hanno una reale ricaduta sull’attività scolastica, per varie ragioni. Anzitutto, perché “progettare” bene è veramente difficile se non impossibile, per chi vuole agire in un’ottica non di contenuti ma di competenze, in relazione non a un percorso astratto ma a un concreto gruppo classe. E come si può sapere come i ragazzi risponderanno alle mie sollecitazioni tra un paio di mesi? Al di là, anzi, dello stesso impegno del docente, i ragazzi cambiano così rapidamente da soli… Continua a leggere

Dante Alighieri

Didattica della poesia ovvero insegnare poeticamente

Schiudere i cuori dei fanciulli alla Somma Conoscenza, è inutile negarlo, è un bel casino. Quando poi si tratta di insegnare poesia…

Con tutte le difficoltà che si trovano per far capire la differenza tra un verbo transitivo (“no, andare non transita!”) e un verbo intransitivo, com’è possibile iniziare i giovani alle prelibatezze della Sapienza, introdurli nelle Segrete Cose?

Eppure, i ragazzi sono lì, già tutti pronti a sporgersi sugli abissi della loro anima, frementi e impauriti come uccellini al primo volo. Noi adulti, invece? Ci buttiamo nelle aule come soldati in trincea. Continua a leggere

Genitori vs Professori

Oltre le serate sui materassi. Il rapporto fra genitori e prof

Ricompare di tanto in tanto, sul web o sulla stampa, una vignetta che spiega in modo immediato ed efficace quanto siano cambiati i rapporti tra genitori e insegnanti nell’arco di pochi decenni (cliccate sull’immagine per vederla interamente). Se ne trovano diverse varianti.

Mestiere socialmente molto considerato un tempo, oggi bersaglio di potenziali critiche da ogni dove (studenti, genitori, politici), quella dell’insegnante è una professione tanto delicata e strategica quanto bistrattata. I docenti sono sottopagati, si afferma da un canto, ma poi dall’altro si ricorda quante poche ore al giorno lavorino, per non parlare di tutti quegli imbarazzanti mesi di ferie. La qualità della scuola è la garanzia del nostro futuro, proclamano i politici, e per questo decidono che la scuola sarà il primo settore in cui operare i loro lungimiranti tagli alla spesa. E via di questo passo.

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