Grammatica

A che serve la grammatica?

Ieri sera, per l’open night della mia scuola, ho organizzato una lezione dimostrativa per illustrare l’attività della sezione “Innovazione e ricerca”. In dieci, quindici minuti al massimo ovviamente si è trattato di lanciare qualche suggestione, più che simulare un micro percorso di apprendimento. In ogni caso, mi sono appoggiato ad alcuni materiali, che vi propongo qui di seguito.

Il tema scelto, più che impegnativo, è “A che serve la grammatica?”. Ci ho aggiunto qualche provocazione intorno ai libri scolastici. Continua a leggere

Haring

Viaggio nella preistoria

L’opera scelta come copertina è di Keith Haring.
Cliccare sull’immagine per la visualizzazione completa

A volte più ci si guarda intorno più verrebbe voglia di rifarlo interamente, il mondo.

Anche a scuola, si studia un po’ per questo, no? Occorre in ogni ambito del sapere cogliere la prospettiva storica in cui ci si inserisce, per poter interpretare la direzione, il senso di ogni scelta.

E allora ogni volta ripartiamo dall’inizio, compiendo un viaggetto nella Preistoria. Continua a leggere

penna

Trova l’errore

Nelle diapositive che propongo qui sotto i giornalisti sul web spesso litigano con la grammatica…

Oggetto: diapositive con pagine scaricate dal web, che contengono errori grammaticali.

Destinatari: studenti a partire dalla scuola secondaria.

Osservazioni: I più bravi oltre agli errori grammaticali possono sbizzarrirsi a trovare varie imprecisioni nella scrittura digitale.

Aggiornamento: novembre 2017

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La coesione di un testo

La coesione testuale

Siamo partiti da una visione generale delle strutture del testo e abbiamo approfondito la dimensione della coerenza di uno scritto. Ora ci occupiamo della coesione.

Utilizziamo ancora una volta una mappa concettuale. Lo scopo di queste sintetiche esposizioni è, ricordiamolo, quello di dare fondamento operativo alla valutazione di un testo. Ci proponiamo infatti di pubblicare una rubrica di valutazione che sia impostata scientificamente e che possa risultare effettivamente utile. Proprio perché il tema è delicato è bene muoversi senza tralasciare nessun dettaglio – per quanto, evidentemente, in queste pagine il discorso si svolga con un intento divulgativo. Continua a leggere

Incoerenza

La coerenza testuale

Tra le varie proprietà che contraddistinguono la struttura di un testo, la coerenza rappresenta l’aspetto semantico, che dal punto di vista invece formale si realizza nella coesione (di cui parleremo  con una prossima mappa concettuale).

La videolezione comincia risolvendo alcuni equivoci: la coerenza di un testo non è un sinonimo della sua qualità, come non è garanzia di efficacia comunicativa – anche, se evidentemente, anch’essa collabora con le altre proprietà del testo per definirne la specificità, il valore complessivo. Continua a leggere

Traduzioni autografe di Ungaretti

Il testo

Che cos’è un testo? Quali livelli ne definiscono la struttura?

Il discorso sarebbe davvero ampio. Ho provato a sintetizzarlo in una mappa concettuale; anzi, in alcune mappe tra loro collegate. Questo lavoro è propedeutico alla stesura di una griglia di valutazione sensata, diciamo pure “scientificamente corretta” (quindi perfettamente “falsificabile” con un atto interpretativo più appropriato).

Qui sotto trovate il video, registrato nottetempo (scusate la scarsa lucidità espressiva), che vi illustra il complesso sistema di rapporti che ci limitiamo a chiamare semplicemente “testo”. Che almeno ne riscoprissimo il sapore etimologico… Continua a leggere

Microfono

L’esposizione orale

Spesso per le mie lezioni coinvolgo gli studenti. Una delle modalità che preferisco è l’esposizione alla classe di un argomento specifico, che magari rappresenta un approfondimento oppure una porzione di una unità didattica che sto svolgendo. Spostare il fuoco dall’interrogazione all’esposizione è sempre significativo: durante la prima posso arrivare a domande incalzanti, oppure, come mi capita il più delle volte, propongo questioni generali, stimolo valutazioni e ragionamenti complessivi, cerco di evidenziare tutte le problematicità – e ovviamente l’occasione è buona per un rapporto molto personalizzato, per una seconda lezione. Nell’esposizione, invece, insegno agli alunni di non rivolgersi a me, ma alla classe: la mia stessa valutazione terrà conto non tanto della qualità della loro esposizione in assoluto (se “parlano come un libro stampato”, per stare a un’odiosa e pericolosa espressione), ma della loro abilità di trasmissione di contenuti alla classe. Continua a leggere

La mappa concettuale

Le mappe concettuali

Ho già parlato delle mappe concettuali e soprattutto ho registrato alcune videolezioni per dimostrare attraverso la pratica l’efficacia di questo strumento didattico.

Gli insegnanti tuttavia sono ancora molto pigri a farne esperienza. Le tollerano, le sollecitano negli alunni, le indicano nelle pagine dei libri (belle e preconfezionate, come tutto il sapere “disciplinare”…), si giustificano affermando che da una vita loro fanno schemi alla lavagna, inconsapevoli che uno schema è altra cosa e, soprattutto, l’improvvisazione è utilissima e sacrosanta ma, come in poesia, serve dopo tanta, tanta preparazione. Sono effettivamente curioso di verificare, all’interno della sezione sperimentale di cui mi sto occupando, quale effetto avrà sui miei studenti nell’arco di un lavoro triennale l’uso costante di questo strumento.

Quali siano comunque, nella teoria, i punti di forza di una didattica che ricorra regolarmente all’uso di mappe concettuali, li indico direttamente nelle diapositive che potete avviare qui sotto. Continua a leggere

Admo, per la donazione del midollo osseo

Johnny, mio fratello

Oggi, una breve rappresentazione teatrale, che spiega qualcosa intorno alla donazione di midollo osseo…

Cliccate anche sulla foto per ingrandirla e scoprire i dettagli importanti.

Informazioni precise ovviamente potrete trovarne qui. Continua a leggere

Dettaglio del manifesto dell'edizione 2004 di Parcopoesia

Ci siamo giocati la faccia

Ritrovo sul mio PC questo vecchio filmato relativo alle origini del Festival di Parcopoesia. Tra l’altro, credo che l’ultima edizione si sia appena svolta. Ovviamente, non ero tra gli invitati, ma perché mai avrei dovuto esserlo? Per quanto potessi sentirmi complice agli esordi di quell’avventura (una sorta di esperienza gemella, seppur diversa, rispetto a quella di Atelier), con il tempo ho seguito la mia strada, sempre più solitaria, e l’imprevisto invito dell’anno scorso ha creato più danni che guadagni.

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