Leggere scrivere creare

Leggere, scrivere, creare

Ho chiuso, su YouTube, la serie di interventi L’apprendista genio. Dis/corso di scrittura creativa, e ho aperto una nuova serie di video. Ecco gli ultimi argomenti trattati nel Dis/corso:

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Catena di produzione

Dis/corso di scrittura creativa

Per le prime puntate della serie L’apprendista genio, il Dis/corso di scrittura creativa che porto avanti, più o meno settimanalmente, sul canale YouTube, ero riuscito anche a scrivere un testo corrispondente, pubblicato su questo sito. Poi la pigrizia e gli impegni, per la scuola anzitutto, mi hanno fatto perdere il ritmo. Ecco qui un elenco di ciò che ho avuto modo di raccontare a voce, in questi mesi.

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Calliope, la Musa invocata nel Proemio

L’inizio di tutto. L’Iliade di Omero: parafrasi del proemio

Sono ancora immerso nel lavoro di risistemazione globale dei miei materiali didattici, che dovrebbe permettermi, a breve, di dedicarmi più assiduamente alla letteratura, e dunque anche al sito. Non vedo l’ora.

Dovrei presto dare più continuità anche alla realizzazione dei video. Intanto, ecco l’ultimo realizzato, utile appunto a scuola. Si tratta di un esercizio semplice, eppure fondamentale: la parafrasi del proemio dell’Iliade, nella celebre traduzione di Vincenzo Monti.

Cantami, o Diva, del pelide Achille
l’ira funesta che infiniti addusse
lutti agli Achei, molte anzi tempo all’Orco
generose travolse alme d’eroi,
e di cani e d’augelli orrido pasto
lor salme abbandonò (così di Giove
l’alto consiglio s’adempìa), da quando
primamente disgiunse aspra contesa
il re de’ prodi Atride e il divo Achille.

Leggere lentamente

La somma e le parti. Le proposizioni di un periodo

Bisogna insegnare a leggere lentamente. Ogni singolo periodo può diventare un piccolo romanzo, con le sue suspense, le sue scelte stilistiche e di ritmo.

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Libri in vetrina

Il testo narrativo

Ho trasformato il testo presentato l’altra volta in una videolezione. A scuola cerco di alternare modalità differenti di spiegazione e di chiedere ai miei studenti vari esercizi per cercare di renderli esperti di fronte a forme diversificate di comunicazione e di tecniche di apprendimento: dalle slide agli audio, dagli appunti ai testi pronti da studiare (sottolineare, schematizzare, annotare, approfondire ecc.), dalle videolezioni alle mappe concettuali, e così via. Continua a leggere

Monet, La gazza e la neve

Pascoli, la neve, l’addio all’infanzia

La scuola impone più di altri mestieri un senso ciclico e ripetitivo del tempo. In questo, un docente può sentirsi prossimo al mestiere del contadino. Cultura e coltura sono gemelli. E forse – ci penso adesso – anche questo incide molto, insieme alle origine contadine della mia famiglia (mio padre operaio fin da bambino, ma emigrato dalla campagna), nella ricorrenza di certe immagini e di riferimenti agresti nelle mie poesie. Continua a leggere

cabina di comando

Indizi sulla via della consapevolezza

Lo studio dell’italiano serve anzitutto a prendere consapevolezza di sé, dei propri meccanismi interiori – intellettuali ed emotivi. Saper esprimere al meglio i propri pensieri e ciò che si prova è solo la manifestazione di quel processo autoconoscitivo innescato dallo studio della propria lingua.

Spesso, “siamo parlati” dalla nostra lingua madre: ne accettiamo meccanismi ignoti, luoghi comuni, sedimentazioni, aggiungendo equivoci, piccoli slittamenti semantici, usi maldestri, e così via. Ci lasciamo trasportare da essa con il pilota automatico.

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Presentazioni originali ed efficaci

La fatica di essere originali

Gli adolescenti sono soggetti a due spinte evolutive contrastanti: il desiderio di conformarsi al gruppo e l’ansia di essere originali. Così spesso diventano facili bersagli del consumismo, che vende loro prodotti original… in serie, o propone loro modelli di ribellione… preconfezionati. Continua a leggere

La celeberrima rovesciata di Ronaldo

La classe rovesciata

Tra le varie metodologie di insegnamento, gode di una certa fortuna la flipped classroom, la classe rovesciata. In che cosa consiste questo capovolgimento dell’insegnamento? Semplificando, diremmo: nella metodologia tradizionale, in classe l’insegnante spiega (lezione più o meno frontale), l’alunno deve stare attento e chiedere, sforzarsi di capire (pensiero astratto) e a casa deve riprendere i concetti (ripassare la teoria prima di svolgere la pratica: ma nessun ragazzo lo fa), quindi svolgere i compiti. Per arrivare ad accorgersi, magari tardi, dopo una certa buona dose di fatica e di noia, che “gli esercizi non vengono” e non si sa perché. Pazienza, in classe forse si correggerà. Continua a leggere

Una scuola inclusiva

Una scuola inclusiva, dicevamo

La scuola media ha da essere inclusiva per indole naturale, dicevamo. Eppure si sente spesso parlare di “sezioni ghetto” o di compresenze che si trasformano in occasioni per separare i ragazzi sulla base del livello raggiunto. Pratica, sia chiario, che a tratti è sacrosanta, nei momenti di “recupero / potenziamento”, se i due gruppi non hanno una fisionomia scolpita nella pietra. Continua a leggere