Difetto di Fabbrica, Giuseppe Colarusso

Atei e credenti (a scuola)

Mi rimarrà a lungo impresso nella memoria il fugace incontro avuto in un recente Open Day , al termine di una presentazione sulla “Didattica al Don Bosco” per un gruppo di persone in visita al nostro istituto. Una famiglia, prima di uscire, mi si è avvicinata, dichiarandosi atea, ma anche molto interessata all’impostazione metodologica della nostra scuola. “È possibile essere esentati dall’ora di religione anche da voi?”, mi è stato chiesto.

In pochi minuti, rubati al termine di una presentazione già tiratissima nei tempi e per nulla esaustiva, prima di una nuova presentazione per un altro gruppo di persone, elaborare una risposta completa ed esauriente non era possibile, per cui mi sono limitato a chiarire pochi elementi essenziali, cercando di rendere l’idea del nostro atteggiamento nei confronti del problema. Ma sento la necessità di scrivere in merito alla vicenda, perché la considero molto significativa in sé e ricca di implicazioni. Non che un tema del genere possa essere trattato a dovere in un articolo come questo: tuttavia, qualche chiarimento ulteriore è necessario offrirlo. Continua a leggere

Competenze per la vita

Qualsiasi ragionamento didattico in merito alle competenze, disciplinari o interdisciplinari che siano, non può prescindere dalla considerazione delle competenze più generali che la vita ci richiede. Invito gli interessati ad approfondire il discorso cliccando, nel footer, nella sezione dei link scolastici, il sito delle “Life skills Italia”.

Per ognuna di tali competenze, dunque, è necessario pianificare, durante l’anno scolastico, qualche attività specifica. Ecco l’elenco:

  • Consapevolezza di sé
  • Gestione delle emozioni
  • Gestione dello stress
  • Empatia
  • Creatività
  • Senso critico
  • Prendere buone decisioni
  • Risolvere problemi
  • Comunicazione efficace
  • Relazioni efficaci

Tali competenze possono essere raggruppate secondo tre aree: l’area emotiva (consapevolezza di sé, gestione delle emozioni, gestione dello stress), l’area relazionale (empatia, comunicazione efficace, relazioni efficaci), l’area cognitiva (risolvere i problemi, prendere decisioni, senso critico, creatività).

Quante volte gli insegnanti dànno per scontate le prime due aree? Eppure, l’essere umano è un sistema, per cui basta che ci siano disagi o difficoltà di base in una di queste aree per influire negativamente sui risultati ottenuti nelle altre. Tanto di più se ci si sta riferendo non a esseri umani che hanno più o meno completato il loro processo di maturazione, ma giovani che vivono un’età di faticosa, caotica metamorfosi.

Migliorare la scuola

Non potremo trovare rimedi se prima non avremo trovato il male, o meglio ancora, le cause del male. Che cosa ha finora ritardato l’attività didattica e i suoi progressi, tanto che la maggior parte di coloro che hanno trascorso anche tutta la vita sui banchi di scuola non hanno appreso fino in fondo le scienze e le arti, anzi certune neppure le hanno salutate dalla soglia? Ecco le cause più verosimili:
Primo: non erano mai stabilite le mete che gli scolari dovessero raggiungere ogni anno, mese, giorno; tutto era quindi lasciato nel vago; Secondo: non erano tracciati percorsi di insegnamento che conducessero senza errori alla meta; Terzo: gli insegnamenti, che sono collegati per materia, si impartivano tenendoli separati senza connessione alcuna.
(Comenio, Didactica Magna, Amsterdam 1657)