Tag Archivio per: POESIA CONTEMPORANEA

fiammiferi

“Scenario” di Riccardo Benzina

Si fa presto a cogliere nel procedere apparentemente prosastico dei versi di Scenario il soffio residuale ma autentico di un canto (l’improvviso dilatarsi o restringersi dei versi, in cui comunque si riconoscono misure canoniche, e certe inattese inarcature e persino violente tmesi, mi hanno ricordato le movenze dei testi di Cristina Annino); si fa presto a percepire il rollìo di una visione nelle immagini dimesse e quotidiane che scorrono nella prima sezione, Madre di nessuno, in cui essenzialmente si racconta, in una sorta di discorrere continuo, di flusso poetico raziocinante, un mito: il mito della transizione, che la nostra epoca impone di rivivere sotto forma di paradosso. Continua a leggere

Il gioco delle freccette

IL GIOCO DELLE FRECCETTE CONTRO I MAESTRI (E TRA EPIGONI)

Su ciò che si ignora, si dovrebbe tacere. Ma se una massima del genere vale da qualche parte, certamente non ha cittadinanza nel mondo dei social. E poi, da scrittore, su ciò che ignoro talvolta provo a scrivere. Giusto per scoprire qualcosa, per imparare. Scrivo per grattar via la mia stessa ignoranza, per scorticarmi dal cervello i luoghi comuni e i concetti consolidati. Continua a leggere

Poeti al Caffè Giubbe Rosse di Firenze

VOCI PREZIOSE E SOMMERSE

Spesso si elabora un giudizio pigramente negativo rispetto alla letteratura contemporanea, sull’onda di polemiche, battute, considerazione dei libri che seguono il mainstream, premi letterari, kermesse per il grande pubblico. Continua a leggere

Contro le scuole di scrittura creativa

“avrai altre strofe languide dai pusher dello svago”
(Giovanni Succi)

La premessa scontata di qualsiasi corso di scrittura creativa, che non sia una baggianata, una truffa o un esplicito ingranaggio nella filiera della vanity press, è che nessun docente s’illude di infondere il talento. 

Nessuno può intendere e ripetere la scintilla che trasformò un medico, malato e infelice, in Anton Pavlovič Čechov

per dirla con le parole di Giampaolo Rugarli. Continua a leggere

Gian Mario Villalta, fotogafia di Dino Ignani

Gli orizzonti estremi della contemporaneità. Autofiction di Gian Mario Villalta

Negli anni Sessanta capitava che uno studente alla prova di maturità svolgesse un tema su Eugenio Montale, autore già acclamato, ma lontano dal vincere il premio Nobel e neppure ancora nominato senatore. Anzi, persino Satura, il volume che avrebbe avviato la sua seconda stagione letteraria, controversa quanto significativa, non aveva ancora visto la luce. Si trattava insomma di un autore davvero contemporaneo, dalla caratura importante, ma ancora in via di definizione.

Quest’anno, alla maturità, gli alunni si sono cimentati su Verga e Pascoli. Continua a leggere

Omero insegna a cantare a Dante, Shakespeare e Goethe

L’apprendista genio (trailer)

Preoccupazioni per le sorti della cultura e della letteratura in particolare si troverebbero, a cercarle, anche presso la civiltà degli Egizi, ne sono certo. E così, di secolo in secolo, si sono sempre avvicendati i volti cupi dei pessimisti e quelli distesi degli ottimisti, mentre poeti e scrittori

Ma la nostra epoca ha vissuto rivoluzioni tali per cui non è più paragonabile a nessun’altra. Anche le Sei proposte per il prossimo millennio di Italo Calvino, raccolte nelle Lezioni americane, appartengono a un’altra società, a un altro mondo. Continua a leggere

Scherzi della natura

Intorno a due libri di Matteo Marchesini (seconda parte)

I conti con il Novecento

Padri e figli, Relazioni, Età di mezzo, Storiografia, Dal vero (a cui si aggiunge la già citata appendice di Sei traduzioni): alla luce di quanto interpretato finora, le sezioni della raccolta Scherzi della natura organizzano una fenomenologia già riconoscibile. Continua a leggere

Vincono sempre i mediocri? Noterella antipatica e sincera

La mia generazione, e parte di quella successiva, sta arrivando al traguardo. Accumulate pubblicazioni, esperienze, avventure, kermesse, performances ecc., alcuni possono proclamare di avercela fatta. Sono riconosciuti, vincono premi prestigiosi, ricoprono ruoli importanti, hanno voce in capitolo. Sono ormai autori adulti e nei prossimi decenni mireranno a divenire venerati maestri. Continua a leggere

Il libro dei poeti estinti

Mappa immaginaria della poesia italiana contemporanea

Succede che a un certo punto m’imbatto in una copertina e in un titolo: Mappa immaginaria della poesia italiana contemporanea. Una novità fresca fresca.

Succede che ho conosciuto e apprezzato decenni fa Laura Pugno, tanto da volerla a suo tempo nell’Opera comune.

Succede che, di conseguenza, mi viene voglia di ordinare il libro. E tuttavia, nel prendere informazioni, giusto per capire di che si tratta, mi imbatto in questa spiegazione.

Che dire? Mi sembra, semplicemente, l’analisi più cretina che abbia mai letto intorno alla poesia nella mia vita. Continua a leggere

Un tempo nel tempo. Sulla poesia di Marco Munaro

Oggi – ma non solo oggi –
non so che giorno è
È la fine di  …….embre

Da quale tempo parla un poeta? Dal presente, l’unico tempo possibile. Da quel presente che si apre ed espande, che pre-sente il futuro perché ha memoria del passato. Un tempo nel tempo, insomma

Un tempo nel tempo in cui non ero nato
mi ricordo di essere venuto anch’io
lungo lo stradone

giacché la memoria non è affatto memoria individuale, non può esserlo, ma è reminiscenza ancestrale, tradizione (anche acquisita, letteraria), fioritura di luoghi e di cose,

Vieni, scriviamo il tuo nome

nei veloci granai
nei sentieri pensili
nei giardini invasi, scorrenti

e in questa dilatazione di senso (possibile solo dopo un saldo radicamento), c’è spazio per screziature fiabesche, per punture biografiche, per diversioni linguistiche (la prosa, la torsione sperimentale, il dialetto), perché la coerenza è la sedimentazione di fondo della voce, nella molteplicità che si cristallizza in semplicità ricca:

Con questa luce viene la poesia
che ha generato il mondo
e io la scrivo su questa punta macedone
sulla sabbia
La dedico
al giglio delle risorgive
marinaio muto e felice
fiorito a pochi passi dal sale

I versi con cui ripeto queste verità scontate, ma da scontare sempre, da vivificare senza sconti ogni volta, sono tratti dall’antologia di Marco Munaro che ho proposto a Ladolfi editoreUn tempo nel tempo. Poesie (1983-2021).
Marco Munaro è uno dei poeti più significativi del nostro presente. Come si sa, il prestigio editoriale, soprattutto in poesia, è una farsa – al più una felice, occasionale coincidenza, e dispiace dover procedere per ovvietà, ma tant’è. La fragilità della poesia è la sua forza, sussurra nella sua dichiarazione di poetica in chiusura al volume. «Vive per amore di ciò che non è stato ancora amato».
Ecco, non saprei dirlo meglio. La poesia resiste, dimentica di sé stessa, per amore di ciò che brilla sul ciglio dell’oblio. Nulla splende più di ciò che sta per esserci sottratto.

La poesia è servire vincendo.

Sovverte il no e il sì.

Svela il mistero del male e della morte e ne fa un bene.