Articoli

Opale

Una nuova collana di poesia: opale

Per Giuliano Ladolfi Editore curerò una nuova collana di poesia, che darà spazio ad autoantologie d’autore. Per me si tratta di un tassello successivo in linea con il lavoro di ricerca svolto a suo tempo con le pubblicazioni di Atelier, non a caso il primo titolo in preparazione è un florilegio da tutti i testi ospitati nella serie Parsifal e Macadamia (con l’eccezione di Massimo Sannelli, per sua scelta).

Come ho già avuto modo di affermare, potrei essere e rimanere uno scrittore mediocre, come critico avrò anche detto una serie di fregnacce, ma su un punto d’onore non transigo: sono stato un piccolo, grande editore. Ho avuto la ventura di pubblicare diversi libri, e di pubblicarli davvero: senza chiedere un euro agli autori, consegnando agli stessi duecento copie della loro opera (gratuite!). Non basta: ho studiato e preparato tutte le copertine delle collezioni di “Atelier” (tranne la più bella, quella dedicata alla poesia europea), ho preparato un indirizzario specifico per ciascun autore, li ho promossi come ho potuto presso critici e scrittori, regalando centinaia di copie. Sono stato davvero puro e folle, sostenuto in questo, sia chiaro, da Giuliano Ladolfi, la cui capacità organizzativa è ormai proverbiale. Continua a leggere

"La rosa di qualcuno"

Tutto ha sede nel suo sterminio

Note leggendo la poesia di Francesca Serragnoli

“Si scrive per ritornare bambini, per disimparare la tecnica, il saper vivere”, ci avverte Francesca Serragnoli, al suo quarto libro di poesia: La quasi notte (MC edizioni).

“Il saper scrivere viene annientato dalla realtà, non serve a nulla. La rondine di cui si parla è morta, e se la rigiriamo con la tecnica, con le metafore piano piano si dissolve anche la sua stessa polvere”. Non c’è dunque bravura artistica o trucco letterario in grado di salvare la vita: “O ci si scava una fossa, decorando una piramide o si crede fermamente all’eternità e si parte per una terra nuova, promessa. Io su questo mi sento abbastanza radicale”.

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Iosif Brodskij

Una poesia di Brodskij

24 dicembre 1971

a V.S.

Tutti a Natale siamo un poco Magi.
.    Nei negozi c’è fango, e ressa. Per
un barattolo di chalvà al caffè
.    di assediare botteghe son capaci,
avvolte nei pacchetti, intere folle;
.    ognuno per se stesso Re e cammello. Continua a leggere

Veduta del lago d'Orta

Due poesie (e una nota critica)

Sul numero 100 di Atelier sono state ospitate due mie poesie. Si tratta di testi estratti da un manipolo di inediti (almeno in volume) e che non hanno alcun legame particolare. Eppure, al critico Daniele Maria Pegorari, che si è occupato di redigere una nota critica su questi versi, sono bastati queste due prove per indovinare una costellazione, per perimetrare con perizia una poetica, specialmente per la precisazione finale: chapeauContinua a leggere

La rivista Atelier

Cento volte Atelier: evviva!

I numeri vanno sempre interpretati, come si sa. Ma comunque li si guardi, certi numeri rappresentano un traguardo sorprendente, come i cento numeri di una rivista dedicata alla poesia in particolare, e alla letteratura contemporanea in generale.

Il Novecento è stato il secolo delle riviste. Molte di esse hanno addirittura scandito le stagioni letterarie, formato generazioni di scrittori, alimentato internamente la cultura – ma anche portato dall’estero linfe vitali, creato traiettorie in verticale fra generazioni differenti, dato visibilità a voci sommerse. Alcune, pur folgoranti, si sono spente dopo pochi numeri. Altre, nella continuità garantita dal prestigio raggiunto e dal radicamento nei poteri editoriali, sono sopravvissute più volte a loro stesse. Imbalsamate, magari, come ancora ne vediamo. Continua a leggere

Dove sono finiti i maestri?

Lo sterminio dei maestri (di Davide Brullo)

Su Pangea Davide Brullo, qualche settimana fa, aveva ripreso e sviluppato la mia provocazione intorno all’assenza di maestri, oggidì. Mi è rimasta in gola, rispetto al tema, una certa parte del discorso, più personale, rispetto a quell’asettica, oggettiva constatazione. Forse un giorno ci sarà modo di svilupparla, ma intanto il pezzo di Davide compie già uno scarto in questa direzione, per cui lo ripropongo qui. Continua a leggere

Per Simone, ancora (qualche parola e qualche foto)

Giovanni Succi, che, come ho raccontato, dedica il podcast di questo mese a Simone Cattaneo, mi ha posto qualche domanda e ne è venuta fuori una breve intervista per inquadrare la figura e la poesia di Simone. Potete leggerla per esteso qui.

Tra le altre questioni, si è detto delle poche immagini di Simone, e mi è venuta voglia di sfogliare qualche vecchia cartella. A lavorarci con calma, chiedendo anche ad altri di raccogliere materiali simili e confrontare le informazioni, ne verrebbe fuori un bel racconto – di Simone ma anche di quello che è stato il gruppo di Atelier.

La prima fotografia che vorrei segnalare è relativa al 17 giugno 2006, quando alla Villa Marazza di Borgomanero festeggiammo il decennale della rivista. Come in una formazione calcistica, ecco il gruppo dei presenti nell’occasione: in piedi, da sinistra: Cesare Viviani, Tiziana Cera Rosco, Massimo Gezzi, Giuliano Ladolfi, Simone Cattaneo, Federico Italiano. Accosciati: Andrea Temporelli, Alessandro Rivali, Giovanni Tuzet, Davide Brullo. Continua a leggere

Simone Cattaneo

Di incontri fuori tempo: Giovanni Succi e Simone Cattaneo, artisti di nicchia

La vita di tutti è costellata di incontri avvenuti fuori tempo. L’amore dei vent’anni. Il padre a cui si saprebbe che rispondere quando è troppo tardi. Il fratello rimasto alle spalle per sempre, durante la rincorsa. Lo sconosciuto a cui si poteva tendere la mano e non sarebbe costato nulla, a pensarci bene. Quel professore più volte maledetto, e poi invece vallo a indovinare che aveva ragione. E chissà quanti altri volti, quante altre mani o voci, incontrate in seguito per giorni, mesi, anni − magari solo nei sogni, nelle pieghe del pensiero.

Ma se c’è un luogo pensato apposta per gli incontri fuori tempo – fuori storia – questo è il luogo degli artisti. Che cosa sono la letteratura, l’arte, la musica, se non l’universo parallelo in cui vivi e morti continuano la disputa umana, infinita? Continua a leggere

La Luna e il tu nella poesia

Vergine Luna: il tu nella poesia e nella preghiera

Il politico si rivolge alla folla. Il poeta si rivolge a un individuo. Se anche quest’ultimo giungesse a pensare a una moltitudine, sarebbe sempre una somma di tante, irriducibili individualità.
Lo sa bene anche Anna Maria D’Ambrosio (non a caso autrice anche di raccolte poetiche e narrative), che con Vergine Luna ha condotto una personale indagine del Tu nella poesia e nella preghiera, come recita il sottotitolo. Continua a leggere

Lo scalpellino

Fraternità in poesia. La letteratura è costellata di omaggi

Ripropongo qui un articolo di Giorgio Anelli, uscito originariamente su Pangea.

La poesia è sempre un atto di riconoscenza

Da svariati anni nutro gratitudine, oltre che rispetto, verso il poeta Andrea Temporelli. Il motivo è presto detto: il suo avermi voluto incontrare, un tempo, sul lago Maggiore, ad Arona. Nonostante fossimo l’uno per l’altro due semplici sconosciuti. Certo, fedeli d’amore verso quell’arte implacabile che assume su di sé il nome grande di poesia. Ma nonostante io all’epoca fossi uno sbandato maudit, in balìa di crisi umorali mica da ridere. Eppure, a partire da lì, da quel vicendevole osare, e dal suo biblico accogliermi ‒ io mi porto dentro una riconoscenza. Che se all’inizio aveva preso la forma, quanto mai incosciente, dell’ossessione (ogni mio libro doveva contenere un cammeo su di lui ‒ e così è sempre stato, e forse sarà…), ora invece questa gratitudine si è trasformata in un legame di amicizia che cresce saltuariamente ma costante nel tempo, quasi forse che si possa parlare di fratellanza. Continua a leggere