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Il Cielo di Marte

Quarta di copertina

In questi giorni, mentre inseguivo scadenze già scadute, ho avuto la sorpresa di una bella visita: ho potuto riabbracciare Paolo Zoboli, che non rivedevo da una vita – e non è solo un modo di dire, per me. Si è parlato ovviamente di scuola e di libri, e non solo di figli e conoscenti comuni.

Tra l’altro, dalla visita ci ho guadagnato anche qualche bel volume.

Per sdebitarmi, ho approfittato del fine settimana per rovistare nell’autorimessa e recuperare anch’io qualche libro. In particolare, avevo promesso a Paolo una copia del Cielo di Marte Continua a leggere

Mosca

Cominciamento (ancora)

È giusto, per un autore, commentare la propria opera?
Come distinguere autoesegesi e depistaggio?
Serve, un blog dedicato a un libro? Qual è il tono, la misura, lo stile che lo rende garbato?
Scriverò solo su e intorno a questo libro, o lo userò come un binocolo per parlare di altro?
Ma l’altro non è già dentro l’opera? O sotto, come terreno in cui essa si radica?
Da dove scrivo, qual è la mia orbita attuale? E dov’è, l’opera, adesso, che mi pare così lontana?

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Fotografia di Giorgio Mazzon

In calmissima luce. Per Giorgio Mazzon

Conobbi Giorgio Mazzon, se non ricordo male, nel giugno 2012, quando a un reading poetico interpretai alcuni miei testi circondato e protetto dai suoi Guerrieri silenti e disarmati, opere composte a partire da legni e altri materiali raccolti dal Po o dal mare. Così, mi hanno chiesto di partecipare a un libro in memoria dell’artita: In calmissima luceContinua a leggere

Rubinetteria Frattini di San Maurizio d'Opaglio (NO)

Italia ’57 (una fotografia)

Questa poesia, tratta da Il cielo di Marte, è un testo a me particolarmente caro, perché nasce da una fotografia (qui riprodotta come copertina) attraverso la quale mi rispecchio in mio padre – per misurare la distanza, ovviamente, anche nel momento in cui collassa nella somiglianza…

Fa riferimento nello specifico alla fabbrica di rubinetti di San Maurizio d’Opaglio e incide la mia poetica, come accennato qui, nelle postille. Continua a leggere

Il mago Merlino

Autodafè dello stregone

Mantengo la tradizione e pubblico una poesia che mi riguarda, inserita nella raccolta Sofegón carogna (Rovigo, Il Ponte del Sale 2011). L’autore, Maurizio Casagrande, si rivolge al sottoscritto con varie allusioni (stregone e mago rimandano ovviamente al mio vero cognome, il riferimento a Marte allude al mio libro di poesie edito da Einaudi, e così via). Non ricordo se l’accusa di aver «poco cervello» si riferisca a qualche questione particolare, ma credo che i versi che seguono mi denigrino complessivamente per il progetto dell’opera comune e, in generale, per l’avventura di Atelier. Continua a leggere

Diceria del poeta

Diceria del poeta

«Poiché per lungo tempo ti ho aspettata

e vanamente alle solite vie,

ho deviato il percorso

ho visitato luoghi oltre le mura

giurando e spergiurando

di vincerti con le mie fantasie. Continua a leggere

Primo giorno di scuola, di Giovanni Miuccio, matita, 23x32 cm

Verifica della storia

VERIFICA DELLA STORIA

(da Il cielo di Marte)

 

Sì, va bene, l’amore e tutto il resto,

ma qui fanno domande

precise, perché vivere non basta Continua a leggere

La celebre immagine di Montale, ripresa in copertina del volume 'Eusebio e Trabucco'

Moti di nostalgia (2)

Moti di nostalgia nella de/generazione. Lettera aperta a Roberto Galaverni (2/4)

Siamo così giunti alla petrarchizzazione del Novecento. L’ho detto e lo ripeto: quanti poeti bravi, persino belli e disinibiti sul palco, ho ascoltato in questi giorni! Me ne torno infatti a casa con una certa confusione: sono tutti replicanti di una stessa figura. Quante schiette poesie piene di sentimento, ma mica sbrodolose; sempre argute e profonde, dalla geometria magrelliana, dallo spunto deangelisiano, dal piglio buffoniano, e via dicendo. Tutti ben innestati nella salda matrice montaliana (ma del Montale neutralizzato, ovviamente, sia dal punto di vista ideologico sia dal punto di vista linguistico), tutti capaci di mostrare anche un lato sottilmente sperimentale e civile, all’occorrenza. Continua a leggere

Luce oltre il tunnel, di Francesca Bersani, 2011

Saluto agli amici e ai nemici

(L’opera scelta come copertina è di Francesca Bersani.
Cliccare sull’immagine per la visualizzazione completa)

Questa poesia era rimasta esclusa da Il cielo di Marte. Resterà fra i miei versi apocrifi, testi formalmente incompiuti, ma con un’anima irredenta che ancora mi tormenta, come un fantasma

SALUTO AGLI AMICI E AI NEMICI

Quello che va coi suoi amici di vento
e vede superarsi
e riconosce gente dalle spalle
che fino a ieri diceva: «divento
colui al quale affidarsi», Continua a leggere