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Philippe Jaccottet

Philippe Jaccottet

Fedele alla luce dell’inverno

Philippe Jaccottet è fra gli scrittori più seguiti e apprezzati dai giovani poeti in Italia. Non è un caso che siano in particolare Fabio Pusterla e Antonella Anedda ad aver contribuito a colmare la lacuna di conoscenza di quest’autore (nato nella Svizzera Romanda nel 1925 ma residente in Francia), peraltro assiduo frequentatore della nostra cultura: si ricordano infatti le traduzioni anzitutto di Ungaretti, e poi di Cassola, di Montale, di Sereni, di Luzi, di Bigongiari, di Bertolucci, di Caproni, di Erba e di altri ancora. E la dispersione editoriale che caratterizza le opere rese finalmente a disposizione del lettore meno disorientato, sarà dovuta probabilmente sia al ritardo con cui l’autore è stato accolto nel nostro Paese sia alla mediazione di scrittori che, nella difficile condizione in cui attualmente è costretta la poesia dalle maggiori case editrici, si trovano a lavorare in situazioni spesso precarie. Continua a leggere

Gruppo 63. L'avanguardia in vagone letto

La sfida delle ultime generazioni del ‘900 (Piccini)

Dalle strettoie polemiche ad una difficile nuova libertà: la sfida delle ultime generazioni poetiche del Novecento
di Daniele Piccini

È almeno a partire dagli Anni Settanta che gli autori di poesia in Italia si trovano a gestire, dopo la crisi rappresentata dal fenomeno dell’Avanguardia, una sorta di estrema difficoltà nel reperire una via propria, autonoma e individuale, nel quadro delle poetiche costituite. Questi, mentre sono chiamati a far proprio il corso vincente del Novecento italiano, devono anche metabolizzare la sua messa in questione e la sua contestazione da più punti di vista. Continua a leggere

Andrea Temporelli

Il baricentro del Novecento. Intervista su Luzi

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Ringrazio Emiliano Ventura, della Fondazione Mario Luzi, che ha voluto dedicarmi questa intervista, e patrialetteratura.com che l’ha ospitata. Con questa testimonianza chiudo (almeno per ora), la mia “monografia” a puntate sul poeta fiorentino.

Andrea Temporelli è poeta, saggista e insegnante, è stato per tanti anni, quasi venti, direttore di una rivista di poesia Atelier, ora è editore e curatore di un bel sito internet che accoglie gran parte della poesia italiana del Novecento. Tra i tanti poeti non manca Mario Luzi, anzi al poeta toscano Andrea sta dedicando ampio spazio e visibilità. Nel giro di un mese ha pubblicato diversi contributi che idealmente vanno a formare una vera e propria monografia a puntate sull’ultima stagione poetica di Mario Luzi; ad ogni contributo si unisce anche un’immagine del poeta resa da un artista diverso ogni volta. Si tratta di un’operazione raffinata e al tempo stesso di contenuto teoretico importante.

Andrea la tua tesi di laurea è stata su Mario Luzi, mi piacerebbe conoscere il contesto, la scelta e l’argomento del tuo studio. Continua a leggere

Ritratto di Mario Luzi, di Nino Lupica

Conversazione con Mario Luzi

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Questa conversazione si è tenuta a Firenze il 4 maggio 1998, nell’appartamento del poeta in via Bellariva.

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Mario Luzi, di Fiorella Nuti, Cartone industriale su tavola di legno,tecnica mista olio, collage-decollage, cm 70 x 60, 2014

Luzi: verso il celestiale appuntamento

(L’opera scelta come copertina è di Fiorella Nuti.
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Altro intervento sulla poesia di Luzi, la cui opera ora è letta alla luce del tema del sacro.

VERSO IL «CELESTIALE APPUNTAMENTO» [1]

Oh abbondante grazia ond’io presunsi
ficcar lo viso per la luce etterna,
tanto che la veduta vi consunsi!
Dante Continua a leggere

Ritratto di Luzi, di Anna Cecchetti (2003)

Il peccato originale di Luzi

Prosegue la pubblicazione di materiali dedicati a Mario Luzi. In questo caso, propongo uno scritto un po’ polemico, che cerca di smascherare alcuni pregiudizi intorno all’autore. Provo anche a dimostrare come le analisi compiute da Mengaldo su Mario Luzi e su Vittorio Sereni siano in gran parte sovrapponibili, ma il giudizio sia opposto – perché, in fondo, ogni interpretazione si basa su una poetica, su alcuni assiomi impliciti. Una volta si parlava di “gusto” letterario; oggi, che di buon gusto ce n’è poco, i critici più seguiti sono quelli di Masterchef.

(L’opera scelta come copertina è di Anna Cecchetti.
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Il peccato originale di Luzi Continua a leggere

Ritratto di Mario Luzi, di Luca Macchi, 2003, Centro Studi La Barca, Pienza (SI)

Il secolo di Luzi

(L’opera scelta come copertina è di Luca Macchi.
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Dopo aver introdotto la figura di Mario Luzi e aver analizzato i primi tre libri che compongono la sua ultima stagione poetica, tracciamo un bilancio complessivo su questo poeta.

Il secolo di Luzi

Se Montale viene considerato, fra i contemporanei, il «poeta centrale, normativo, integralmente novecentesco», il nostro secolo trova in Luzi il poeta che lo ha attraversato più intimamente e che si avvia ora a superarlo [1]. Le sue opere si dispiegano, senza soluzione di continuità, lungo il corso di oltre sessant’anni, da La barca del ’35 all’attuale silloge inedita, anticipata in parte nell’Opera poetica curata da Verdino. Continua a leggere

Simone Martini, Annunciazione tra i santi Ansano e Margherita, proveniente dal Duomo di Siena, Galleria degli Uffizi di Firenze, 305x265 cm

Luzi: Viaggio terrestre e celeste

Dopo l’analisi di Per il battesimo dei nostri frammenti e di Frasi e incisi di un canto salutare, ecco l’analisi di Viaggio terrestre e celeste di Simone Martini (nell’immagine, l’Annunciazione, opera del pittore; cliccare sull’immagine per vederla per esteso)

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– 1 – 

Anche il canto salutare si rigenera. Non esistono approdi nell’incessante creazione e la sorpresa, di fronte alla tensione all’oltranza di un poeta all’apice della propria esperienza, diventa presto un’attesa conferma della veridicità dei suoi assunti. Il rilancio della posta è ormai la sua indole, la croce a cui lo condanna la raggiunta, e mai scontata, naturalezza. Non c’è più nemmeno un’intenzionalità rigida in questo, semmai un vigile abbandono, una folgorante apertura al proprio destino.

Si tratta di una disponibilità assoluta, dalla quale molto si ha da apprendere, oltre la lettera. Continua a leggere

Mario Luzi (2008) di Paolo Del Giudice, olio su cartone, 90 x 50

Frasi e incisi di un canto salutare

Dopo la lettura di Per il battesimo dei nostri frammenti, proseguiamo con l’analisi dell’ultima stagione poetica di Mario Luzi.

(L’opera scelta come copertina – cliccare sull’immagine per la visualizzazione completa – è di Paolo del Giudice)

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Il successivo Frasi e incisi di un canto salutare riprende i motivi e i moduli stilistici ravvisati in Per il battesimo dei nostri frammenti. Di primo acchito, anzi, il libro si offre con sembianze più unitarie, fin dall’articolazione meno complessa, che ordina i temi in modo netto, dopo l’ouverture di Auctor, nelle sezioni Genia (23 poesie), Angelica (cinque raggruppamenti rispettivamente di 5, 14, 7, 6 e 4 poesie), Decifrazione di eventi (bipartita in 10 poesie più 15), Il corso dei fiumi (16), Prodigalità (17), Incitamenti (4 più 6 testi) e Nominazione (16), per un totale di 7 sezioni più l’introito (139 poesie). Come si può vedere, i capitoli interni oscillano, relativamente, entro una misura di variabilità limitata. Che il poeta abbia chiuso i conti con la materia e possa insediarsi al centro sapienziale del proprio universo? Continua a leggere

Mario Luzi, di Tullio Pericoli, 1995, pencil on paper, cm 29,5x21

Per il battesimo dei nostri frammenti, di Mario Luzi

Avviamo la lettura dettagliata di alcuni dei libri dell’ultima produzione luziana, cominciando ovviamente da Per il battesimo dei nostri frammenti.

(Il disegno scelto come copertina – cliccare sull’immagine per la visualizzazione completa – è di Tullio Pericoli)

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