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Senza patria

Senza patria

Dall’atomo alla molecola, dalla molecola all’organulo, dall’organulo alla cellula, dalla cellula al tessuto, dal tessuto all’organo, dall’organo all’apparato, dall’apparato all’organismo; e poi dall’organismo alla popolazione, dalla popolazione alla comunità, dalla comunità all’ecosistema, dall’ecosistema alla biosfera: il viaggio della coscienza dal nulla al trascendimento di sé stessa è inscritto anzitutto nella natura. Continua a leggere

Dissipatio

Dissipatio

Non riesco a invidiare il successo degli altri. Ciò che invidio, semmai, è la capacità di tollerare la mercificazione della propria opera.

Per ogni dettaglio che squalifica anche solo un rigo di ciò che scrivo, provo una fitta di dolore. Anche solo una virgola sbagliata mi procura angoscia. (Non mi riferisco, ovviamente, al refuso, all’incidente di distrazione, all’errore – umanamente amabile.) Per ottenere il successo, invece, è necessario scendere a compromessi: adattarsi alle esigenze dell’editor, assecondare il pubblico, restare entro ritmi produttivi adeguati, e così via. Io, per me, continuerei a riscrivere la stessa opera. Continua a leggere

L'autore non è un testimone del tutto credibile

Il testimone infido

Le teorie letterarie che uno scrittore porta con sé sono un carico che lo condiziona fino a un certo punto. Quando scatta l’ispirazione, infatti, il sacco viene rovesciato avanti a sé e tutto torna in discussione. Per lo scrittore conta sempre e soltanto l’esperienza della scrittura.
Può darsi persino che, terminata l’opera, l’armamentario teorico risulti in parte fuorviante. Occorre dunque diffidare, almeno un poco, delle spiegazioni che un autore ci fornisce, quand’anche fossero in perfetta buona fede. Continua a leggere

Scrivere, come pregare

Abitudine e ispirazione

Scrivere tutti i giorni, o quasi. Forzare l’attesa con l’abitudine. Come abitare un rito.

Come pregare senza fede. Continua a leggere

Le insidie dell'equilibrio

Scomfort

Una volta mi affidavo all’arena dell’opera comune per proiettarmi in nuovi orizzonti. Ingozzavo suggerimenti, sprofondavo in ammirazioni, spartivo ambizioni, spiavo desideri, mi fendevano critiche, assorbivo silenzi, addomesticavo paure, accettavo sfide, sorbivo veleni, e a mia volta colpivo, cospiravo, ispiravo, difendevo, curavo, travisavo e amavo.

Quella era la mia esaltante scomfort zone.  Continua a leggere

Eruzione

Non c’è più tempo

Non c’è più tempo. La disciplina non basta più. Occorre darsi inizio, prima che.

Ormai tutto è definitivo. Non potrebbe essere altrimenti. Continua a leggere