Articoli

Incontro di Ettore con Andromaca, dipinto di Gaspare Landi (1756-1830)

Visioni della battaglia gloriosa

Che fatica, questa fine di scuola! E ancora c’è lavoro da sbrigare. Anche per questo non ho avuto modo di aggiornare queste pagine – ma ho già idee e appunti su molte questioni che mi piacerebbe sviluppare prossimamente.

Intanto, ecco una poesia, legata a un aneddoto di quest’anno. Per un’attività in classe, al liceo, mio figlio mi ha chiesto una poesia che parlasse del figlio. Gli stavo proponendo testi di poeti noti, mi sembrava ovvio. Lui invece ha voluto un testo mio – forse per comodità, ho pensato maliziosamente. Così ho ripescato da Il cielo di Marte questa poesia, che si riferiva ai giorni in cui attendevo la sua nascita. Gli ho spiegato al volo qualcosa in merito alla struttura della canzone, con rime ben distanziate e dissimulate, ecc., e l’ho imboccato appena su qualche passaggio più difficile: i “delitti obbrobriosi” sono cronaca di quegli anni; le “civiltà in declino” e i nuovi “popoli oppressi” sono un riferimento alla situazione geopolitica, nei rapporti tra Europa e resto del mondo in particolare; i “traditori” sono certi presunti amici in ambito letterario, ai tempi in cui mi occupavo di “Atelier”; il “corpo dato in pasto” è quello, evidentemente, della madre dopo il parto; e così via, fino alle immagini della lotta tra padre e figlio, tra gioco infantile e previsione degli scontri adolescenziali.  Continua a leggere

Il signor Morris Lessmore salva un libro precario

Il libro precario (Daniele Maria Pegorari)

Traggo dal volume di Daniele Maria Pegorari, Scritture precarie. Editoria e lavoro nella grande crisi 2003-2017, il passo che segue (pp.154-156). La sensazione che provo – dal momento che vengo chiamato direttamente in causa nel ragionamento – è quella di chi viene rinfrancato in qualche intuizione, e se ne riappropria una seconda volta.

Riparto dunque da queste pagine ancor più convinto della necessità di una militanza estetica, ben consapevole, tuttavia, che la stessa categoria di militanza andrà ripensata, all’interno del paradigma della società (e della letteratura) liquida.

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L'autore è la lampadina accesa

L’autore esiste?

L’autore esiste mentre scrive l’opera. Prima e dopo esiste la persona reale. Tale persona reale è una sorta di lampadina spenta, mentre ciò che fa la differenza è la luce.

È dunque a tutti gli effetti l’opera che genera l’autore, non viceversa. Figlio delle sue stesse parole, trasumanato per esse, nell’aldiquà l’autore non esiste.

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Il mago Merlino

Autodafè dello stregone

Mantengo la tradizione e pubblico una poesia che mi riguarda, inserita nella raccolta Sofegón carogna (Rovigo, Il Ponte del Sale 2011). L’autore, Maurizio Casagrande, si rivolge al sottoscritto con varie allusioni (stregone e mago rimandano ovviamente al mio vero cognome, il riferimento a Marte allude al mio libro di poesie edito da Einaudi, e così via). Non ricordo se l’accusa di aver «poco cervello» si riferisca a qualche questione particolare, ma credo che i versi che seguono mi denigrino complessivamente per il progetto dell’opera comune e, in generale, per l’avventura di Atelier. Continua a leggere

Vi siete persi qualcosa, nel 2017?

Don’t worry!

Rendo disponibili, nella cartella linkata qui sotto, le newsletters dello scorso anno, per chi volesse darci un’occhiata e magari esplorare i contenuti del sito attraverso questi report. Colgo l’occasione per invitare eventuali altri interessati a iscriversi.

Nel 2017 immagino (ma chissà) che: Continua a leggere

Dettaglio del manifesto dell'edizione 2004 di Parcopoesia

Ci siamo giocati la faccia

Ritrovo sul mio PC questo vecchio filmato relativo alle origini del Festival di Parcopoesia. Tra l’altro, credo che l’ultima edizione si sia appena svolta. Ovviamente, non ero tra gli invitati, ma perché mai avrei dovuto esserlo? Per quanto potessi sentirmi complice agli esordi di quell’avventura (una sorta di esperienza gemella, seppur diversa, rispetto a quella di Atelier), con il tempo ho seguito la mia strada, sempre più solitaria, e l’imprevisto invito dell’anno scorso ha creato più danni che guadagni.

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La piccola guerra

( Chiamate )

«Ma la casa, diventerà più grande…»
Patria da cui m’esilio,
papà piccino che non conoscevo,
dentro le dure foglie
un cuore carciofino…
Io vado tra risaie a inseminarmi,
a far la guerra con gli altri bambini

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Andrea Temporelli, "Di me medesmo meco mi vergogno"

Di me medesmo meco mi vergogno

Non mi piace mostrarmi. Ma quando è l’ora di metterci la faccia, non mi tiro indietro.

Del resto, restare invisibili di questi tempi è praticamente impossibile.

Eccomi qui, dunque:

PORTADA_N9_Horizontal, di Juan Díaz Almagro

22 poeti per il nuovo millennio

(L’opera scelta come copertina è di Juan Díaz Almagro.
Cliccare sull’immagine per la visualizzazione completa)

È disponibile in rete (qui) il n. 9 di Zibaldone. Estudios italiano che comprende il dossier Veintidós poetas para un nuevo milenio (antología), in cui compaiono anche dei miei testi.

Sono ovviamente molto lieto di essere stato incluso fra questi autori, anche perché il curatore, Juan Pérez Andrés, ha dimostrato, a parer mio, di assumere una posizione sia accademica sia militante, insomma di vera e costruttiva ricerca, come dovrebbe sempre essere in questi casi.

Gli autori inclusi, oltre al sottoscritto, sono Edoardo Zuccato, Maria Grazia Calandrone, Rosaria Lo Russo, Roberto Deidier, Paolo Febbraro, Andrea Inglese, Guido Mazzoni, Laura PugnoElisa Biagini, Gaia Danese, Gabriel del Sarto, Silvia Caratti, Mario Fresa, Anila Hanxhari, Paolo Maccari, Fabrizio Bajec, Federico ItalianoMassimo Gezzi, Lucrezia Lerro, Alberto Pellegatta, Matteo Zattoni.

 

 

Il racconto di un anno

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Nel 2017 su questo sito si irrobustiranno soprattutto due filoni: Continua a leggere