Articoli

Dettaglio del manifesto dell'edizione 2004 di Parcopoesia

Ci siamo giocati la faccia

Ritrovo sul mio PC questo vecchio filmato relativo alle origini del Festival di Parcopoesia. Tra l’altro, credo che l’ultima edizione si sia appena svolta. Ovviamente, non ero tra gli invitati, ma perché mai avrei dovuto esserlo? Per quanto potessi sentirmi complice agli esordi di quell’avventura (una sorta di esperienza gemella, seppur diversa, rispetto a quella di Atelier), con il tempo ho seguito la mia strada, sempre più solitaria, e l’imprevisto invito dell’anno scorso ha creato più danni che guadagni.

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La piccola guerra

( Chiamate )

«Ma la casa, diventerà più grande…»
Patria da cui m’esilio,
papà piccino che non conoscevo,
dentro le dure foglie
un cuore carciofino…
Io vado tra risaie a inseminarmi,
a far la guerra con gli altri bambini

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Andrea Temporelli, "Di me medesmo meco mi vergogno"

Di me medesmo meco mi vergogno

Non mi piace mostrarmi. Ma quando è l’ora di metterci la faccia, non mi tiro indietro.

Del resto, restare invisibili di questi tempi è praticamente impossibile.

Eccomi qui, dunque:

PORTADA_N9_Horizontal, di Juan Díaz Almagro

22 poeti per il nuovo millennio

(L’opera scelta come copertina è di Juan Díaz Almagro.
Cliccare sull’immagine per la visualizzazione completa)

È disponibile in rete (qui) il n. 9 di Zibaldone. Estudios italiano che comprende il dossier Veintidós poetas para un nuevo milenio (antología), in cui compaiono anche dei miei testi.

Sono ovviamente molto lieto di essere stato incluso fra questi autori, anche perché il curatore, Juan Pérez Andrés, ha dimostrato, a parer mio, di assumere una posizione sia accademica sia militante, insomma di vera e costruttiva ricerca, come dovrebbe sempre essere in questi casi.

Gli autori inclusi, oltre al sottoscritto, sono Edoardo Zuccato, Maria Grazia Calandrone, Rosaria Lo Russo, Roberto Deidier, Paolo Febbraro, Andrea Inglese, Guido Mazzoni, Laura PugnoElisa Biagini, Gaia Danese, Gabriel del Sarto, Silvia Caratti, Mario Fresa, Anila Hanxhari, Paolo Maccari, Fabrizio Bajec, Federico ItalianoMassimo Gezzi, Lucrezia Lerro, Alberto Pellegatta, Matteo Zattoni.

 

 

Il racconto di un anno

Rendo disponibili, nella cartella linkata qui sotto, le newsletters dello scorso anno, per chi volesse darci un’occhiata e magari esplorare i contenuti del sito attraverso questi report. Colgo l’occasione per invitare eventuali altri interessati a iscriversi.

Nel 2017 su questo sito si irrobustiranno soprattutto due filoni: Continua a leggere

Cercando una meta (2010), di Francesca Bersani

Il monologo del dittatore

In questi giorni di tregua dalla scuola mi sto concedendo un po’ di ozio (attività in famiglia, letture, preparazione di lezioni…).
Colgo l’occasione per ripensare al percorso compiuto quest’anno con il sito e rilancio alcuni vecchi articoli, cui sono particolarmente affezionato. Questo era apparso il 4 aprile.

Adesso conta e canta gli anni, venti
e venti, enumera i giorni di sole
e di sale, poi chiedi dove porta
l’intransigenza, se non dentro al cantico
di solitudine. Chi come te
mi cerca non mi avrà se non in pianto. Continua a leggere

La morte di un angelo, fotografia di Wanda D'Onofrio

Quattro poesie per l’angelo

In questi giorni di tregua dalla scuola mi sto concedendo un po’ di ozio (attività in famiglia, letture, preparazione di lezioni…).
Colgo l’occasione per ripensare al percorso compiuto quest’anno con il sito e rilancio alcuni vecchi articoli, cui sono particolarmente affezionato. Questo era apparso il 29 marzo di quest’anno.

Queste quattro poesie sono accomunate dalla presenza dell’angelo, presenza alla quale mi è già capitato di accennare qualcosa. La prima era apparsa solo in Così pregano i poeti. Raccolta di preghiere in forma poetica (San Paolo, 2001) e dev’essere stata scritta uno o due anni prima almeno; le altre tre fanno parte della raccolta Terramadre (2012).

Degli angeli ciascuno è tremendo
R.M. Rilke Continua a leggere

Matrix: red or blue?

Della poesia non bisognerebbe mai scrivere (di Davide Brullo)

Svetta sul nuovo numero di Atelier (il numero 81) l’articolo di Davide Brullo intitolato La mia Africa. Lo ripropongo qui di seguito. Ne approfitto per annotare che, nella risposta di Giuliano Ladolfi a tale articolo, si racconta che «la rivista ha vissuto un momento di grande disorientamento, quando da un giorno all’altro» io avrei «per una diversità di opinioni sulla pubblicazione di una poesia di pochi versi» «comunicato in modo irrevocabile» la decisione di abbandonare il periodico che avevo inventato, insieme a Giuliano. Mi sembra che questa descrizione degli eventi mi faccia passare per qualcuno che, in modo irresponsabile e a cuor leggero, per mero puntiglio e su una questione irrilevante, abbia arrecato un danno soltanto ad altri. Non mi interessa rimestare su eventi che riguardano un frangente delicato e anche doloroso della mia vita, voglio ricordare quell’età dell’oro con equilibrio, senza idealizzazioni nostalgiche o strappi rancorosi. Mi preme però annotare che le vicende che mi hanno condotto ad abbandonare Atelier non corrispondono a quel resoconto troppo sommario e di parte e tanto meno al senso suggerito da tutti gli impliciti di quelle frasi.

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sucCesso, installazione di Simona Vanetti

Le cinque vie del successo

(L’opera scelta come copertina – cliccare sull’immagine per la visualizzazione completa – è di Simona Vanetti)

Nell’epoca dei talent show se c’è un fatto evidente a tutti è la nostra incapacità di valorizzare i talenti. Prendiamo proprio l’esempio del mondo dello spettacolo, con più lustrini e coriandoli di quello letterario. Dove sono finiti i cantautori? Semplicemente, non hanno la possibilità di emergere, sono schiacciati dal sistema, che funziona secondo regole spietate che nulla hanno a che vedere con la reale promozione del talento. Proviamo a spiegarle.
Oggi nessuno si sogna di far quattrini vendendo CD. Le case discografiche puntano allora tutto su determinate canzoni, preconfezionate, di repertorio, oppure scritte da chi è parte del giro che conta. E poi che accade? Bisogna promuoverle nelle radio e nelle tivù, così che esse paghino la Siae, che a sua volta pagherà le case discografiche. Quindi si organizzano i talent show, per prendere il fantoccino di turno, gettarlo nell’arena, sfruttarlo per un paio di anni. Poi gli si permetterà di girare qualche pubblicità, magari della TIM, e in seguito si vedrà se sarà disponibile qualche trasmissione di riciclo. Altrimenti, chi s’è visto s’è visto. Sostenendo peraltro l’ultima catena della filiera: gli psicologi di alto rango, pronti a soccorrere i nuovi, illustri e giovani depressi (agli psicologi di rango inferiore resta invece da sfangare tutti i vari problemi legati all’emergenza educativa del nostro Paese, con i vari disturbi di apprendimento annessi).
Lo spiegavo in questi giorni ai miei studenti: “Amate la musica? Cercate gli autori di cui nessuno parla, sostenete chi cerca di trovare una via di fuga dalle fauci onnivore del Mercato, lasciatevi attrarre dai nomi sconosciuti”.
E in letteratura, invece? Quali sono le strade percorribili per ottenere non tanto il successo (e bisognerebbe chiarirsi sul termine – ma questo, un’altra volta. All’immagine di copertina demando lo spernacchiamento del fantoccio), ma la creazione di un circuito virtuoso che permetta l’eventuale valorizzazione del talento? A me ne vengono in mente cinque. (Se qualcuno ne conosce altre, le indichi pure nei commenti: prenderò nota). Continua a leggere

Cercando una meta (2010), di Francesca Bersani

Monologo del dittatore

Festeggio oggi il mio compleanno con una poesia inedita, scritta tre anni fa per i miei quarant’anni. [Aggiornamento pomeridiano: non perdetevi, in coda, la poesia del mio secondogenito, di dieci anni, buttata giù di getto ieri sera…]

(L’opera scelta come copertina – cliccare sull’immagine per la visualizzazione completa – è di Francesca Bersani)

Adesso conta e canta gli anni, venti
e venti, enumera i giorni di sole
e di sale, poi chiedi dove porta
l’intransigenza, se non dentro al cantico
di solitudine. Chi come te
mi cerca non mi avrà se non in pianto. Continua a leggere