De Amenti, Lettura dei Promessi Sposi

Leggere Manzoni

La scuola, dicevamo, sa bene come ammazzare un classico.

Per questa ragione mi è venuta voglia di prendere il più classico dei classici, I promessi sposi, e di leggerlo qui davanti a tutti.

Ah, è chiarissimo, non sono un attore né la mia interpretazione casalinga sarà particolarmente curata, ma riprodurrà quasi esattamente ciò che solitamente mi accade in classe, a cicli più o meno regolari. Il principio è semplice: leggere tutto, cercando di esprimere il senso del testo senza commenti. Se l’opera funziona, deve dimostrarlo la sua nuda esecuzione.

E perché non affidarsi alle varie letture già disponibili in rete? Ce ne sono alcune straordinarie. Perché… semplicemente, leggere un capolavoro mi procura piacere. Sissignori, godo. E poi perché, anche se la lettura non sarà perfetta, mi permetterà di proporvi la mia interpretazione. Il senso che ricavo dal testo è insomma implicito nella lettura.

Dunque, ogni settimana vi proporrò un capitolo del capolavoro manzoniano. L’unico libro che ha scritto, perché è un’opera-mondo, completa. Perché arriva in fondo a tutte le questioni. E continua a sprigionare sensi inattesi.

Non è una frase fatta: i miei studenti sanno che spesso mi sorprendevo da solo mentre scoprivo qualche aspetto che mi apprestavo a commentare…

Ops, già, occorre anche commentare. Ma solo in un secondo tempo.

Ricapitoliamo allora l’impresa a cui mi accingo: ogni settimana vi offrirò la mia lettura di un capitolo dei Promessi sposi, e aggiungerò, se possibile, un commento, ma ben separato, dopo qualche giorno. Da settembre a maggio attraverseremo integralmente l’unico romanzo che tutti gli italiani dovrebbero aver letto.

Il video che accompagnerà la mia voce riproporrà, semplicemente, le celeberrime illustrazioni del Gonin, e cercherò di calibrare l’ingresso delle stesse più o meno nel punto in cui compaiono nell’edizione Guglielmi e Redaelli del 1840. Aggiungerò appena i titoli delle sequenze in cui scomporrei il testo.

Il video del commento, invece… non so, vedremo.

Riuscirò nell’impresa titanica?

Intanto, ripeto qui, per i miei trentadue ascoltatori (non è che ho più seguaci io di quanti ne avesse Manzoni, è che posso obbligare ad assecondarmi proprio questo numero di studenti) a scegliere le varie modalità di ascolto possibile:

  • mentre si fa qualcosa d’altro (correre, disegnare, viaggiare in auto…), con le cuffie alle orecchie,
  • mentre ci si rilassa, magari distesi, vagando con lo sguardo (oppure, qui sul web, sbirciando il video), senza paura di distrarsi, ma anche pronti a lasciarsi rapire
  • seguendo con lo sguardo il testo (che riprodurrò anche sulla pagina del sito)
  • provando a leggerlo voi da soli, prima di ascoltarlo
  • alternando le varie modalità (è quella che caldeggerei, anche se è un po’ maniacale e raddoppia l’impegno – o il godimento)

(L’immagine di copertina – cliccarci su per vederla per esteso – riproduce La lettura in famiglia di un punto commovente dei Promessi Sposi, opera del 1876 di Emilio de Amenti, che si trova a Pavia, nei musei civici del Castello Visconteo)

 

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