Come la scuola ti ammazza un classico

Come la scuola ti ammazza un classico

“Come la scuola ti ammazza un classico”

– e quindi, anche:

“come la scuola ti ammazza: un classico” –

è argomento arcinoto e in quanto assassino seriale non mi sottraggo al giudizio, caro studentello ingenuo che stai per finire tra le mie grinfie. Ti anticipo perciò la musica che ascolterai a scuola tra pochi giorni, così che tu possa prepararti un poco…

Zac! La nostra prima regola è tagliare, smembrare, antologizzare, evitare in tutti i modi di lasciare integra l’opera. E poi non dire che non ti vogliamo bene, noi prof, risparmiandoti l’Odissea per intero! Il tempo del resto è poco, i programmi già definiti e il ventre della scuola è costipato da decenni. Al più, sbocconcelleremo una paginetta insipida d’oggidì, giusto per rinfrescarci l’alito, in attesa dello sblocco intestinale.

Uff! E poi ciò che è un obbligo è un obbligo, non dovrò mica motivarti perché senza Alfieri e Carducci non si va da nessuna parte, oggi come oggi!

Yawn! Del resto cosa credi, anch’io sono anni che leggo e rileggo la stessa solfa. A tratti mi sembra persino di cominciare a capirla. Le novità? Sotto l’ombrellone!

Ffff! E ricordati che non sei qui per divertirti, ma per studiare, memorizzare, ripetere: ficcatelo bene in testa! Se vedo che ti agiti troppo, nel banco, sarà provata la mia incompetenza d’insegnante!

Garagulp! La regola per fissare bene le cose è nella ripetizione (te lo hanno già detto?), nella riflessione imposta, nel lavoro personale: ecco perché occorrono esercizi e compiti su ogni pagina trattata!

Ronf! E malgrado la notte insonne, passata a pulire rigurgitini o a tentare di scrivere anch’io qualcosa che un giorno, chissà… – malgrado la notte insonne, dicevo, quest’aula adesso è il mio palco: voi mettetevi comodi come davanti alla tv, mentre io mi distendo un poco sulla cattedra e comincio a leggere…

Grunt! Sì, lo so che devo interrompermi ogni tre righe: siamo di fronte a un classico, sono necessarie tutte queste note. Note, note, note: servono per capire capillarmente, carpire non il corpo dell’opera, ma la sua idea profonda, la lettura della lettura che qualcuno, in qualche tempo originario, ha potuto davvero compiere…

Ops! Niente risatine, in ogni caso queste righe non le commento, anzi le saltiamo del tutto. Ci manca solo che vi scandalizzi con qualche dettaglio troppo crudo, troppo vero, con qualche allusione malandrina. Ai tempi dell’autore non c’era mica tutta questa pornografia, non si circolava fra continui doppi sensi…

Klunk!Crick-crock! Noi siamo moderni, dobbiamo evidenziare il plot, smontare il testo, tracciare le strutture…

* * *

Ecco, più o meno saranno questi i ritornelli che potresti sentire, appena riapriranno i cancelli delle scuole…

Non sei contento, dunque, di diventare l’assistente delle nostre sevizie e il complice dei nostri delitti? Non sei pronto per la metamorfosi, mio invidiato adolescente? È ora di diventare grande!

“Sob! Sigh!

Mumble mumble…

Zoozooo!”

 

 

 

 

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