E l’esito non è rappacificante (di Giuliano Ladolfi)
l’ardore giovanile cede il posto ad un rapporto più ampio, più contraddittorio, più sofferto
La silloge di Andrea Temporelli costituisce lo sviluppo tematico della sua prima pubblicazione Il cielo di Marte (Borgomanero, Atelier, 1999). Se nella raccolta dello scorso anno egli ha rivissuto i momenti della sua formazione poetica e letteraria, ora avverte le necessità di risolvere o, almeno, di chiarire questa bruciante materia che, comunque la si rivolga, risulta sempre magmatica. Non deve ingannare il tenace vigore stilistico, frutto di una lunga lotta con la parola, né la maestria del ritmo e della scansione che ne piega il valore fonosimbolico a significati suggestivi ed emotivi. Continua a leggere





