Il cielo di Marte (Einaudi, 2005)

E oggi un bel tris di poeti (di Davide Brullo)

 

[…] Dopo l’antipasto e il primo piatto, arriva la carne. E con quale razza di condimento. Andrea Temporelli esordisce con Il cielo di Marte, edito (cosa rarissima che i giganti si occupino di giovincelli dediti al verso) da Einaudi (Torino 2005, pp. 60, € 9,50). Carne da ristorante di lusso la sua. Non fosse che di grasso ce n’è pochino. Assai meno delle due scorpacciate precedenti. Trenta poesie (o poemetti o come diavolo vi pare, l’autore gorgheggia e inventa sterzando soluzioni tecniche diverse tra loro) Continua a leggere

Marco Merlin, Poeti nel limbo (2005)

Frontalità dell’antinovecentismo (di Giampiero Marano)

il segno distintivo della generazione perduta pare essere proprio l’assenza di comunità

Poeti nel limbo di Marco Merlin (ed. Interlinea, Novara 2005) è un documentato studio di trecento pagine sulla «generazione perduta»: quella che, situata anagraficamente a metà strada fra la generazione del ‘68 (De Angelis, Conte, Cucchi, Viviani, Magrelli) e i poeti nati negli anni Settanta, è stata secondo l’autore trascurata sia dalla critica militante sia dalla critica accademica e ha trovato alla fine «tutti gli spazi occupati». L’attento lavoro di Merlin, Continua a leggere

Marco Merlin - Andrea Temporelli: libri

Un verso libero originale (di Alberto Bertoni)

questo libro di Andrea Temporelli […] crea un’osmosi felice perché affabile tra mondo della veglia e stato onirico

Primo nucleo costitutivo di un’opera in fieri, questo libro di Andrea Temporelli (pseudonimo di Marco Merlin, Borgomanero, No, 1973: anche, con l’identità anagrafica, critico attento alle dialettiche generazionali della produzione poetica, nonché condirettore – con Giuliano Ladolfi – dell’ottima rivista “Atelier”) crea un’osmosi felice perché affabile tra mondo della veglia e stato onirico, sfondo delle guerre occidentali e cronaca minuta, pulsione della poesia alla canzone e rigore di un verso libero per una volta originale, autentico.

(Alberto Bertoni, Trent’anni di Novecento. Libri italiani di poesia e dintorni (1971-2000), Castel Maggiore, Book Editore 2005, p. 280)

Marco Merlin, Poeti nel limbo (2005)

Un critico allo specchio (di Cesare Cavalleri)

la materia mediocre a cui si applica sembra scelta quasi apposta per far emergere soltanto l’eccellenza del critico

Non è un’antologia di testi, ma un’incalzante collezione di saggi dello stesso autore, il lavoro di Marco Merlin intitolato Poeti nel limbo – Studio sulla generazione perduta e sulla fine della tradizione (Interlinea, Novara 2004, pp. 320, Euro 20). Se l’interesse di Cucchi e Giovanardi si appuntava ai libri pubblicati da editori a diffusione nazionale, la lente di Merlin Continua a leggere

Marco Merlin, Poeti nel limbo (2005)

La generazione da trovare (di Paolo Febbraro)

Generazione è proprio il termine su cui Merlin scommette molto, e non da oggi.

Sono tutt’altro che convinto del fatto che, per trovare un og­getto sfuggente, occorra allargare i fori del setaccio. Accanto al­le imprese antologiche, il 2004 ci ha consegnato due volumi cri­tici dedicati alla poesia degli ultimi decenni. In maggio è appar­so Sotto la superficie. Letture di poeti italiani contemporanei (1970-2004) (Fratelli Bocca), un volume curato da Gabriela Fantato, che in dieci raggruppamenti tematici propone ottantasette autori, ognuno col suo ritratto critico di due-tre pagine, a cura di critici co­me Mauro Ferrari, Edoardo Zuccato, Flavio Santi, Simone Giu­sti, Sandro Montalto o Luigi Cannillo. A dicembre è giunto inve­ce il volume che Marco Merlin ha dedicato ai Poeti nel limbo, con un sottotitolo che recita Continua a leggere

Marco Merlin - Andrea Temporelli: libri

Una poesia ostinatamente accampata nella Tradizione (di Matteo Marchesini)

Eppure, il punto di maggior rischio è anche il luogo in cui Temporelli raggiunge talvolta una piena autonomia di sguardo.

Un discorso diverso, infine, va fatto per Andrea Temporelli, nom de plume di Marco Merlin. Temporelli, infatti, ha davvero trovato in Sereni il suo poeta, l’adeguato catalizzatore delle os­sessioni di morte che invadono i suoi versi e delle immagini gioiosamente feroci che li solcano, il patrimonio poetico attra­verso cui soddisfare la necessità subito avvertita di forgiarsi un timbro insieme dichiarativo e lirico, colloquiale ed “eroico”, pri­vo di paracadute autoironico Continua a leggere

Marco Merlin, L'anello che non tiene. Poeti di fine Novecento (2003)

Il poeta oggi è un deficiente (di Fabrizio Bajec)

La poesia sta uscendo fuori dai canali della cultura e affondando sempre più in una letteratura elitaria

Pordenone, sabato 20 settembre, ex-convento di San Francesco. Primo pomeriggio. La sala è piena. […] Così, seduti intorno al grande palco, da sinistra a destra ritroviamo in ordine: Paolo Febbraro, Fabrizio Lombardo, Igor De Marchi, Flavio Santi, il già nominato Garlini, Stefano Raimondi, Andrea Gibellini, Elisa Biagini, Antonio [Giovanni, ndr] Turra e Marco Merlin. […]

Neanche Marco Merlin si preoccupa della condizione d’anonimato di cui gode la recente poesia. Continua a leggere

Marco Merlin - Andrea Temporelli: libri

L’estremismo della consapevolezza (di Matteo Marchesini)

Se c’è un altro poeta cui potrebbe adattarsi, per motivi diversi, la definizione di “estremismo della consapevolezza” […], questo è di sicuro Andrea Temporelli

Se c’è un altro poeta cui potrebbe adattarsi, per motivi diversi, la definizione di “estremismo della consapevolezza” usata riguardo a Deidier, questo è di sicuro Andrea Temporelli (1973), nom de plume di Marco Merlin, fondatore e direttore della rivista «Atelier». Suoi testi sono apparsi nelle antologie L’opera comune (Atelier, 1999), I poeti di vent’anni (Stampa, 2000), Dieci poeti italiani (Pendragon, 2002), e sul Settimo quaderno uscito per Marcos y Marcos nel 2001. In proprio ha pubblicato la plaquette Il cielo di Marte (Atelier, 1999). Già la scelta dello pseudonimo, rarissima negli autori giovani Continua a leggere

Angela Comola, Il sogno

Intervista di Massimo Acciai

Ci sono nella mia poesia molti temi, che si diffondono e si aggregano molecolarmente.

Andrea Temporelli è nato a Borgomanero nel 1973 e si occupa della rivista “Atelier”, su cui compaiono suoi testi poetici. Ha pubblicato “Il cielo di Marte” (Atelier, 1999) e “La buonastella” (in “Poesia contemporanea. Settimo quaderno italiano, Marcos y Marcos, 2001); è inoltre incluso nelle antologie “L’opera comune. Antologia di poeti nati negli anni Settanta”, a cura di G. Ladolfi (Atelier, 1999) e “I poeti di vent’anni”, a cura di M. Santagostini (Stampa, 2000).(Da “Dieci poeti italiani”, Bologna, Edizioni Pendragon, 2002)

D: Roberto Roversi nel presentarti nell’antologia “Dieci poeti italiani” definisce “La voce e il tempo” “un testo centrale, per intendere e riflettere; direi, anzi, il centrale”. Continua a leggere

Dieci poeti italiani (2002)

Come scritti su un lucido vetro ghiacciato (di Roberto Roversi)

La voce e il tempo a me pare un testo centrale, per intendere e riflettere; direi, anzi, il centrale.

La voce e il tempo a me pare un testo centrale, per intendere e riflettere; direi, anzi, il centrale. Rigorosamente denso, cioè riflessivo ma anche affabile, retto sulla punta delle dita e lavorato con estrema affidabilità. Il risultato, a mio parere, è eccellente; e accoglie, assemblandoli, i due aspetti, direi i due momenti di questo autore che ha già buona sapienza di scrittura; e vale a dire, la riflessione della testa e la riflessione, spesso acuta, degli occhi; non, e per sua fortuna considerando i contesti, la riflessione del cuore. Continua a leggere