Una discendenza europea (di Salvatore Ritrovato)

Piemontese all’anagrafe, italiano di lingua, europeo di poesia

De Il cielo di Marte di Andrea Temporelli disarma, prima del titolo, il retrocopertina, privo di notizie biografiche ma pronto a fornire indicazioni su latitudine e longitudini poetiche (linea lombarda, impegno, quotidiano in forma di epopea, cronaca personale, fantastico…) intorno al noto melting pot tardo-novecentesco. Andrea Temporelli è Marco Merlin, e la sua poesia è anche il frutto di uno studio appassionato della poesia contemporanea (di cui è giusto rammentare l’ormai decennale direzione di «Atelier», e il recente saggio Poeti nel limbo, pubblicato da Interlinea). Continua a leggere

Dedicato a chi crede che la poesia sia morta (di Luigi Mascheroni)

Accusato da più parti di essere una sorta di iceberg difficilmente digeribile per le anime belle, la raccolta-poemetto in trenta stazioni punta altissimo, guardando non tanto a Vittorio Sereni e a Mario Luzi […] quanto alle finezze di un Thomas S. Eliot

ANDREA TEMPORELLI, noto anche come lo spettro di Marco Merlin (1973), è uno dei “poeti nuovi” che si è imposto con precocità lampante all’attenzione della grande editoria. Il suo primo libro, lieve e abissale, dal titolo Il cielo di Marte, è stato infatti edito da Einaudi nel 2005. Continua a leggere

Terra chiama Marte… Marte chiama Terra (Gian Ruggero Manzoni)

Forse che un dolore, già vissuto esistenzialmente, non voglia essere riportato o non lo si possa riportare su carta, ma ne vengano accennati solo certi fraseggi, solo certe sfumature?

In copertina della Bianca Einaudi, sotto il bel titolo “Il cielo di Marte”, appare questo stralcio di poesia messo in prima, redazionalmente (cioè come scelta di collana, da oltre 30anni), quale introduzione-cardine (che si reputa significativa-portante) al/il libro del poeta che si è dato alle stampe (mantengo gli a capo tipografici di copertina, non quelli che figurano nel componimento all’interno della raccolta da cui è tratto): “Ecco, quello che pensi sia dio e in / fondo / Continua a leggere

A viso nudo nel mondo (di Davide Brullo)

non è tanto un libro di critica letteraria, quanto di teoria poetica

Da un’idea della letteratura come terra felice, quasi parallela al mondo dei mortali, alla scrittura come battaglia da fare in trincea, esposti a viso nudo nel mondo. Nodi di Hartmann, il volume di Merlin che inaugura la nuova collana delle Edizioni Atelier “900 e oltre” (Borgomanero, NO, 2006, pp. 172, € 15,00), mettiamo i puntini dove bisogna, non è tanto un libro di critica letteraria, quanto di teoria poetica. Continua a leggere

In difesa del valore della poesia (di Giuliano Ladolfi)

Merlin ha avuto il merito di catalizzare e di indirizzare il dibattito critico nazionale su una serie di fronti come il rapporto con la tradizione, la generazione dei quarantenni da lui chiamata “invisibile”, la scoperta dei giovani poeti a lui coetanei, la questione del canone, la moralità nelle pubblicazioni e nelle recensioni, l’omertà della critica

«Il Novecento letterario potrebbe essere definito, a buon diritto, il “secolo delle riviste”, allo stesso modo in cui si discorre di “cultura accademica” o di “età delle corti” con riferimento, cioè, ai luoghi di volta in volta deputati all’elaborazione, ricezione e fruizione delle opere, sulle quali esercitano una forte azione omologante. Nel corso del Novecento, o per un buon tratto almeno, le riviste hanno saputo assolvere così egregiamente queste funzione, catalizzando l’intera vita letteraria, che nessun bilancio attendibile del secolo potrebbe prescindere senza danno da una valutazione del loro apporto. Continua a leggere

Una pietra sopra il decennio appena trascorso (di Martino Baldi)

Merlin scopre alla vista pubblica scorci e ragioni interne del proprio fare, così come ribadisce posizioni di critica e poetica già passionalmente sostenute, costituite sull’imperativo categorico dell’attraversamento del Novecento

Le edizioni Atelier hanno salutato l’anno appena trascorso con un fuoco d’artificio inaspettato e tutto rivolto al futuro. Ha visto la luce, infatti, proprio nelle ultime settimane dell’anno il primo volume di una nuova collana di critica letteraria, intitolata 900 e oltre e diretta da Giuliano Ladolfi. Continua a leggere

Un esperimento interessante (di Attilio Motta)

la raccolta si fa notare subito per l’uso sistematico […] della forma più nobile della tradizione poetica italiana classica, ovverosia la canzone di endecasillabi e settenari

Esordio ‘secondo’ sotto mentite spoglie di un giovane redattore di «Atelier» (classe ’73), la raccolta si fa notare subito per l’uso sistematico, con le specificazioni che diremo, della forma più nobile della tradizione poetica italiana classica, ovverosia la canzone di endecasillabi e settenari, in 30 testi titolati e quasi tutti pluristrofici (12 da due, 6 da tre e quattro, tre da cinque, uno solo da sei), con stanze fra 8 e 35 versi (ma per lo più contenute fra 10 e 20), organizzate secondo schemi rimici finissimi specie per l’uso di sdrucciole, ritmiche, irrelate ed interne. Continua a leggere

Il problema è il tempo, il problema è la parola (di Mimmo Cangiano)

Sbaglierò, ma il tentativo di […] Temporelli mi sembra sia tutto giocato sul problema del superamento della forma, e questa è una sfida etica che ha in sé dell’impossibile

Sono due a mio giudizio i versanti principali del libro einaudiano di Marco Merlin: la colpa e il problema del consistere, ci torneremo in seguito.

Cominciamo dall’epigrafe sereniana [1] su cui qualcuno troppo facilmente si è avventato Continua a leggere

Un senso di ineluttabilità (di Alex Caselli)

Anche nel ritmo queste poesie procedono con un senso d’inevitabilità: un’amara litania che non diventa macabra o grottesca, ma rimane fissata in versi quasi sempre sobri, a volte misteriosi.

 

Una raccolta di Temporelli — all’anagrafe Marco Merlin — è stata edita nel 1999 con questo stesso titolo dalle edizioni della rivista «Atelier», di cui il poeta è fondatore e condirettore. Viene ripresentata ora da una grande casa editrice come Einaudi, il che è veramente un successo per un poeta nato nel 1973 e quindi ancora giovanissimo. Certo, nel corso degli anni Andrea Temporelli Continua a leggere

Un tentativo di bonifica (di Francesco S. Mangone)

Marco Merlin tenta di bonificare, col suo lavoro, il pantano in cui sono “sommersi” questi nostri poeti contemporanei

Viviamo in un’epoca tragica, sospesa tra l’inessenzialità della parola (il suo svuotamento) e l’impossibilità di intravedere all’orizzonte un sistema di senso altro, radicalmente altro (mi verrebbe da dire) che la possa rinsanguare.

È in questa ferita aperta che si muove lo studio di Marco Merlin “Poeti nel LimboContinua a leggere