Senza aspettarsi niente (di Matteo Marchesini)
la sua è una figura senz’altro emblematica […] una figura in cui affiorano in maniera nitida e direi didascalica alcune contraddizioni tipiche di una larga fetta della generazione dei trentenni
Chi volesse ritrarre i letterati nati negli anni Sessanta in un breve fumetto, potrebbe intitolarlo I manager con le scarpe da tennis. Gli toccherebbe abbozzare per rapide pennellate una serie di personaggi pignoli come esperti di marketing, ma anche sportivi e alla mano come i compagni delle scuole superiori: gente che condivide volentieri le partite di calcetto o i concerti metal, ma considera pomposa ogni discussione sulla vecchia cultura umanistica, citata sempre con doveroso understatement. Continua a leggere


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