Accetterà l’eternità di cadere nel tempo, in questo nostro tempo?

Tiziano Scarpa dice: “Per le Feste in arrivo regalate e fatevi regalare ‘Tutte le voci di questo aldilà’. E’ un romanzo speciale, uscito per una piccola casa editrice. Non lo troverete impilato alle casse degli ipermercati. Perciò al gusto della lettura aggiungerete quello della scoperta! Mi ha suscitato molte riflessioni, che trovate nell’articolo linkato.” (dalla pagina Facebook “Il primo amore”)

Qui di seguito potete leggere l’articolo cui si fa riferimento (l’originale si trova qui) Continua a leggere

Caro Tiziano, la cultura è morta (di Davide Brullo)

Guaraldi pubblica un piccolo capolavoro scritto da Andrea Temporelli, “Tutte le voci di questo aldilà”. Perché i grandi editori lo hanno rifiutato? Appello a un Premio Strega

Caro Tiziano Scarpa,

scrivendoti, penso al sole. Solo le aquile possono fissare il sole a occhi aperti, lo sapeva anche Dante. Ecco, penso che tua sia un’aquila, caro Tiziano. Perché non hai chiuso gli occhi davanti al sole, anzi, hai spaziato la pupilla; perché hai riconosciuto il sole. Tu sei un’aquila, caro Tiziano, in una editoria piena di avvoltoi, piena di scrittori che si credono il sole, il motore immobile di un sistema planetario che ruota intorno al proprio ego. Proprio di avvoltoi e di soli voglio parlarti in questa lettera, Tiziano. Continua a leggere

Tiziano Scarpa

Parole per un battesimo letterario

Tiziano Scarpa (nella foto) battezza, con parole davvero generose, il mio romanzo, che da oggi esiste ufficialmente:

Oggi, 3 dicembre, arriva in libreria un romanzo importante, una storia che sprizza inventiva, divertimento, serietà, disperazione, intelligenza. Un romanzo vero.
Lo ha scritto Andrea Temporelli, lo pubblica Guaraldi, nella collana curata da Davide Brullo. Un giorno potrò dire con fierezza e profonda soddisfazione di avere presenziato alla sua nascita editoriale dal cantuccio prestigioso della quarta di copertina, che ricopio qui: ………………………………………… Continua a leggere

Andrea Temporelli, Il cielo di Marte e Terramadre

La fine del “lutto” (di Giuliano Ladolfi)

Andrea Temporelli rappresenta il talento poetico più emblematico dei poeti della generazione Anni Settanta. […] Con lui il processo di distacco dal “novecento” appare giunto al termine. La sua poesia […] si radica in una acuta consapevolezza artistica maturata su una diuturna attività di critico.

Andrea Temporelli rappresenta il talento poetico più emblematico dei poeti della generazione Anni Settanta. Questo giudizio è supportato dall’autorevole parere di Giovanni Raboni, di Maurizio Cucchi e di Roberto Galaverni. Con lui il processo di distacco dal “novecento” appare giunto al termine. La sua poesia, nata e coltivata nel respiro di «Atelier», si radica in una acuta consapevolezza artistica maturata su una diuturna attività di critico. Del resto, la prestigiosa “bianca” di Einaudi ha tenuto a battesimo il suo esordio poetico, Il cielo di Marte (2005).

Il risultato è un miracolo di stile che con una perizia insuperata Continua a leggere

Andrea Temporelli, Terramadre (2012)

Una calma nervosa, un allarme potenziale (di Paolo Febbraro)

La poesia di Temporelli [Teatro delle selve, ndr] ha una sua caratteristica calma nervosa, un allarme potenziale, un’insidia alla quale rispondere con un fatalismo robusto, una parola netta. Le selve, le balze e i dirupi lo tentano, lo rispecchiano, mostrandogli obliquamente tutti i pericoli che corre: lo mettono nella situazione estrema gradita a colui che per la chiarezza esistenziale mette a rischio molto, forse tutto. Onestà perentoria e ascesa agonistica verso una presa d’atto inderogabile; ecco la musica severa di questo poeta, che riesce a moralizzare il paesaggio senza farlo sbiadire in un’idea: «La metrica / dei piedi e dei polmoni / non vuole suggestione. / Morde la terra il fiato di chi è perso». «Con tutto ciò», aggiunge il poeta, non ogni cosa corrisponde a quest’asprezza, qualcosa si sfila e va a costituire un altro mondo, un’apertura. Persino le pietre possono essere smosse con cura, e l’avventura di chi si espone ai dirupi può trovare un sentiero, un’arte antica, la composizione e il tramandarsi degli affetti.

(Paolo Febbraro, Poesia d’oggiNota di lettura alla poesia Teatro delle selve, “Il Sole 24 Ore”, 21 luglio 2013, p. 29)

Andrea Temporelli, Terramadre (2012)

Un delicato passaggio (di Salvatore Ritrovato)

Ogni sezione del libro presenta un suo peculiare equilibrio che si proietta in un nucleo inabissato del volume, e nello stesso tempo delinea un disegno decentrato che attende la sua chiusura, sia pure provvisoria, in un orizzonte più vasto di opere.

La seconda raccolta di Andrea Temporelli, dopo Il cielo di Marte (Torino, Einaudi, 2005) è un pullulante eterogeneo sistema di diversi insiemi poetici, noti e venuti alla luce in diversi momento del percorso del poeta come, per esempio, la silloge La buonastella, nel collettivo Poesia contemporanea. Settimo quaderno italiano (Marcos y Marcos 2001). Dunque, se è vero che Terramadre può apparire come il «risultato di uno sviluppo nervoso, a scatti, con improvvisi scarti anche all’indietro» — avverte l’autore nella nota finale — fra «agglomerazioni provvisorie di poesie collassate in scritture sommerse, costellazioni che non si sono fissate malgrado la struttura compatta», senza dimenticare Continua a leggere

Andrea Temporelli, Terramadre (2012)

Una natura sempre in bilico (di Alida Airaghi)

Una natura sempre in bilico tra promessa e minaccia, seduzione e sfida […], provocando fantasmagoriche allucinazioni mentali […], a cui il poeta oppone una dignitosa ed esplorativa resistenza.

Sei sezioni compongono questo libro di Andrea Temporelli, contrassegnate da titoli che rimandano alla natura o al dominio dello spirito, temi che si rincorrono e intrecciano in tutto il volume. Una natura sempre in bilico tra promessa e minaccia, seduzione e sfida («Certe mattine il cielo è una promessa», «il ticchettio spaventa i nidi, il vento / turbina foglie e lacera giornali, / promette brace fuoco e zolfo»), provocando fantasmagoriche allucinazioni mentali («crepita il fuoco e accresce in mostri / piccoli insetti»), a cui il poeta oppone una dignitosa ed esplorativa resistenza: «lui rimarrà lì immobile ad attendere», «io assisto allo spettacolo da qui, / semplicemente. / … non attendo nessuno / non ho nulla da dire / piuttosto prendo appunti». Continua a leggere

Andrea Temporelli, Terramadre (2012)

Serata con il gruppo Acàrya (di Antonio Bianchetti)

in questa sua ultima prova invece, l’ho sentito più battagliero, più deciso, più intraprendente dentro a quella “repubblica dei poeti” che circonda la sincerità, e la trasforma.

Splendida serata l’altra sera nella sede del Gruppo Acàrya di Como, che ha visto come protagonista Andrea Temporelli con la sua poesia. Come avevo scritto nel post precedente, essendo la sua firma uno pseudonimo, siamo riusciti a entrare, o meglio, si è svelato l’autore con le sue due personalità. Da una parte, Marco Merlin: il direttore della rivista Atelier, il critico letterario, (colui che ha cercato di dare un senso a questo lavoro importante, perso nella banalità clientelare di questi ultimi anni), l’insegnante, e se vogliamo anche l’uomo qualunque, inteso come lettore attento alle dinamiche di oggi. E dall’altra parte invece, Continua a leggere

Andrea Temporelli, Terramadre (2012)

Un canto sublime e devastante (di Antonio Bianchetti)

Straordinario è il poemetto al centro della raccolta dove, dentro sette pagine intensissime, si raggruma e si contorce, si sviluppa e prende il volo, un canto sublime e devastante al tempo stesso

Per il ciclo L’altra Italia – percorsi di poesia contemporanea, venerdì 19 ottobre presso la sede del Gruppo Letterario Acàrya in Via Grandi 21 a Como (alle ore 21,30) si terrà il secondo appuntamento, con la presentazione del libro di poesie Terramadre (edizioni Il Ponte del Sale) di Andrea Temporelli, uno degli autori giovani più interessanti del panorama culturale del nostro paese. Continua a leggere

Andrea Temporelli, Il cielo di Marte e Terramadre

Senza alibi (di Matteo Marchesini)

In questo poeta, fortissimo è il senso della sintassi, e non comune la capacità di orchestrare la trama dei versi secondo un’armonia assai articolata, puntellata (anche qui) da lontani echi di rime interne, da riprese e avvolgenti curvature del discorso

A differenza di Fiori, il giovane Andrea Temporelli vuole ospitare nei suoi versi la maggior fetta di realtà possibile, in un equilibrato compromesso tra la via intensiva e quella estensiva. Con molti equivoci, ma anche con molta onestà, crede davvero nelle alte temperature della poesia. Prende di petto la Tradizione Letteraria con coraggio, senza paracadute: e tuttavia sia l’ipercoscienza critica, sia una costante misura artigianale, lo preservano da ogni sgradevole confidenza e da ogni pressappochismo nel rapporto con quelli che, usando il suo linguaggio, potremmo definire «i padri». Si tratta, prima di tutto, dei vessilli della sua tradizione personale: Luzi e Sereni. Dal primo, Continua a leggere