• Collegamento a Facebook
  • Collegamento a Youtube
  • Collegamento a X
  • Collegamento a Pinterest
  • Collegamento a Instagram
info@andreatemporelli.com
Profezia privata
  • HOME Andrea Temporelli
  • SCRITTURA
    • AUTORE
      • PROFEZIA
      • AUTORITRATTO
    • SCRIVANIA
      • ZIBALDONE
      • OFFICINA
    • SCAFFALE
      • LIBRI
      • ATELIER
  • SCUOLA
    • INVENTARE
      • FINESTRA
      • LIM
    • INSEGNARE
      • LAVAGNA
      • CATTEDRA
    • APPRENDERE
      • QUADERNO
      • ZAINO
  • ARGOMENTI A-Z
    • APPUNTI
    • ARCHIVIO ATELIER
    • ARTICOLI E SAGGI
    • BIBLIOTECA SCOLASTICA
    • DIDATTICA
    • LIBRI
    • LEZIONI
    • MATERIALI MULTIMEDIALI
    • MATERIALI DIDATTICI
    • POESIE E RACCONTI
    • PROMESSI SPOSI
    • SCUOLA CREATIVA
    • TEMPORELLI
  • SCRIVI
  • POLICY
  • Fare clic per aprire il campo di ricerca Fare clic per aprire il campo di ricerca Cerca
  • Menu Menu
Angela Comola, Il sogno

Intervista di Massimo Acciai

2 Ottobre 2002/0 Commenti/in LIBRI/da Andrea Temporelli

Ci sono nella mia poesia molti temi, che si diffondono e si aggregano molecolarmente.

Andrea Temporelli è nato a Borgomanero nel 1973 e si occupa della rivista “Atelier”, su cui compaiono suoi testi poetici. Ha pubblicato “Il cielo di Marte” (Atelier, 1999) e “La buonastella” (in “Poesia contemporanea. Settimo quaderno italiano, Marcos y Marcos, 2001); è inoltre incluso nelle antologie “L’opera comune. Antologia di poeti nati negli anni Settanta”, a cura di G. Ladolfi (Atelier, 1999) e “I poeti di vent’anni”, a cura di M. Santagostini (Stampa, 2000).(Da “Dieci poeti italiani”, Bologna, Edizioni Pendragon, 2002)

D: Roberto Roversi nel presentarti nell’antologia “Dieci poeti italiani” definisce “La voce e il tempo” “un testo centrale, per intendere e riflettere; direi, anzi, il centrale”. Sei d’accordo con lui oppure pensi ad un altro testo come il più centrale della tua opera?

R: Non credo sia facile individuare un testo centrale, forse soprattutto per l’autore, dal momento che è sempre dentro un’opera che si va facendo (anche nei periodi in cui non scrive), dunque in movimento, rispetto a un lettore esterno, che riceve una manifestazione apparentemente stabile e definita del suo lavoro. Direi che ogni testo diventa centrale, in determinati momenti e da determinati punti di vista. È banale, ma quando scrivi una cosa, è proprio lì che ti giochi sempre tutto. Dal punto di vista del lettore, dipende invece da che cosa si vuol far emergere. Ci sono nella mia poesia molti temi, che si diffondono e si aggregano molecolarmente. Forse certi testi diventano più determinanti di altri proprio perché rappresentano nodi, aggregazioni particolarmente dense. Detto questo, sottolineo la piena legittimità di qualsiasi interpretazione delle cose che scrivo da parte di chiunque. Credo poi che “La voce e il tempo” sia effettivamente un testo “felice”, perché teso, capace di risolvere compiutamente in immagini (dai risvolti allusivi abbastanza evidenti) una riflessione indubbiamente cruciale.

D:. Quali sono stati i tuoi modelli poetici, i poeti che hai amato di più, che hanno contribuito a formare il tuo stile? Quando hai cominciato a scrivere poesie?

R: Lo stesso ragionamento credo valga anche per la questione dei modelli. Sono in movimento: come poter congelare la costellazione che mi sovrasta come fosse la visione definitiva? Poi, non vorrei apparire saccente, ma leggo molti, moltissimi poeti, anche “minori”. Leggo in particolare i contemporanei, intendendo proprio i quarantenni che non sono nemmeno editi in case editrici prestigiose – e leggo ancor più i miei coetanei, che stanno or ora pubblicando qualcosa oppure coi quali ho la fortuna di avere un rapporto di amicizia e quindi di essere testimone della loro opera in fieri. Se poi vuoi proprio mettermi alle corde, ti direi che i miei modelli sono Montale e Sereni sopra tutti per gli italiani, Eliot e Rilke per gli stranieri – per rimanere in ambito strettamente moderno (non mi piacciono Armitage e Grünbein, che rappresentano la moda del momento). Ma se un coetaneo mi dicesse: quali libri degli ultimi decenni devo assolutamente leggere, direi “Somiglianze” di Milo De Angelis, “L’opera lasciata sola” di Cesare Viviani e “Esempi” di Umberto Fiori.

D: A quale quadro fai riferimento in “Didascalia per un quadro”?

R: A un quadro riprodotto nel volume “Voci e colori tra i due laghi” (Edizioni Rebellato 1992). La pittrice protagonista nella mia poesia è effettivamente la maestra che ho avuto alle elementari: una bella donna da un sorriso luminoso, non c’è che dire. Il suo fascino non poteva non incantarmi, anche per il noto transfert materno (allora si aveva una sola insegnante per tutti e cinque gli anni di scuola). Una curiosità: quando ho scritto la poesia, mi sono affidato al ricordo dell’immagine del libro, che al momento non ritrovavo più. Mi sono poi lasciato andare ad altre suggestioni (per esempio i ritagli di fogli di quaderno a forma di bambini, che effettivamente lei inseriva nei suoi quadri, talvolta) proprio sulla scia di un ricordo vago, che mi riportava ad altri quadri visti da piccolo (per esempio a una sua mostra, ad Orta). Ora ho ritrovato il libro: il titolo dell’opera è Sogno e la didascalia che lo accompagna dice: “Angela Comola si serve di una tecnica del tutto particolare: olio su vetro, dove alla pastosità del pigmento si aggiunge la brillantezza e la trasparenza del cristallo. Su paesaggi fantasiosi volano, portati dal vento, pezzi di carta e frammenti di pagine a quadretti. Potrebbe sembrare un gioco, ma non lo è. Una sottile, delicata e precaria scala (la vita) s’innalza tremolante verso il cielo, nel vuoto proietta l’ombra di se stessa, in alcuni punti è già rotta, quanto tempo resisterà?”

D: “Favola” mi sembra un testo molto interessante, puoi spiegarmi i due versi “mentre una mano spoglia la distanza / fra la gioia e il dolore, senza fretta.”?

R: La poesia prende spunto da un fatto reale: un furto avvenuto in casa di una ragazzina (mentre lei dormiva), che fino all’anno scorso era mia allieva (io insegno alle medie). Ho sovrapposto l’immagine del ladro ai sogni di una fanciulla, al desiderio d’amore che si prova a quell’età, acceso anche dalla paura delle emozioni e delle esperienze nuove che si preannunciano. La mano del ladro è così sfumata fino a diventare quella del “principe azzurro”. Lo spazio fra la gioia e il dolore rappresenta, dunque, la specola da cui una ragazza sogna, trepidante, l’amore che la renderà donna.

D: “Né amore né insegnamento” presenta il tema del tradimento: cosa pensi insomma dell’amore?

R: È un tradimento solo ironico, per carità. Sono affezionatissimo ai ragazzi cui insegno, mi sento un po’ il loro fratello maggiore e l’ambiente in cui svolgo la mia professione facilita la formazione di un rapporto personale tenero e sincero, nei casi più felici. Ci gioco un po’, col fatto di essere un giovane insegnante in mezzo a creature “angeliche”. Niente di più. Per carità…

D: Se ti chiedessero qual è la tua poesia più rappresentativa, cosa risponderesti?

R: Quella che non ho ancora scritto. Sono ancora così giovane e proiettato verso me stesso, e così voglioso di superarmi… Conosci te stesso, prescrivevano gli antichi. Diventa te stesso, diceva Kant. Ora siamo al progetta e costruisci te stesso. No, non è proprio tempo di prendermi le misure, sarebbe un peccato troppo grave, contro la vita anzitutto. Un peccato d’orgoglio molto adolescente, direi.

R: Oggigiorno si sente spesso dire che la poesia in rima è superata, tu cosa ne pensi?

D: Spero di poter smentire certe affermazioni attraverso le mie poesie, più che attraverso riflessioni astratte – che in effetti non mi interessano. Se, in linea di principio, uno può essere coerente a una visione filosofica della vita molto complessa e valida, all’interno della quale attribuisce un senso particolare alla poesia per cui ritiene che essa debba assumere determinate forme e posizioni nei confronti del mondo, questo è del tutto irrilevante per l’esperienza della poesia, che è sempre miracolosa, improgrammabile, perché la poesia pone le leggi del suo stesso farsi mentre si fa (chi è proprio malato di filosofia, in proposito si legga Pareyson).

D: Scusa la prosaicità della domanda: che consigli ti sentiresti di dare ai poeti più giovani di te, quelli che non si accontentano di leggere le loro poesie agli amici ma vorrebbero pubblicare in volume? Qual è stata la tua esperienza con le case editrici?

R: Mi imbarazza dover dare consigli. Da una parte non sono nessuno, e forse anche la sapienza di un grande maestro sarebbe inutile per un giovane, che deve farsi la propria strada, come sempre, da solo. Dall’altra parte, però, so di non essere l’ultimo arrivato e di avere precise convinzioni. Dunque, che direi? Leggere tutto (non solo poesia e non solo letteratura), vivere molto, scrivere solo quando uno si sente di farlo, non temere di dover gettare via quasi per intero ciò che scriverà prima dei trent’anni (e magari anche per tutto il resto della sua vita). Cercare il contatto con i propri coetanei e con quelli che ritiene i propri maestri, imparando soprattutto a dialogare con loro a distanza, senza cercare di far comunella. Seguire le riviste, non sporadicamente. Cercare consigli (testuali, dettagliati) da tutti, senza soffrire mai dei suggerimenti (“Chi soffre non è profondo”, recita un verso di De Angelis). Ricordarsi di dover interrogare soprattutto il grande libro della vita, in modo diretto, senza mai lasciarsi imprigionare, nonostante le tante letture e gli studi, in un rapporto intellettualistico con il mondo. Imparare a scrivere bene in metrica, in strutture chiuse, prima di lanciarsi nei presunti versi liberi, che vengono dopo la sapienza “artigianale”, la attraversano. Non avere fretta di pubblicare. La mia esperienza con le case editrici è che sono pochissime quelle “serie”. Il loro tratto distintivo è che non chiedono soldi all’autore, per cui consiglio di non pubblicare mai a pagamento, non serve, non serve proprio, nemmeno se chi fa la proposta ha un certo nome (piuttosto, consiglierei di andare da un tipografo, confezionarsi il libro come più desidera, risparmiare e avere tutte le copie che effettivamente gli spettano, da far girare ai critici e agli amici senza troppe righe di accompagnamento). Convincersi, infine, che un grande poeta deve sentirsi in grado davvero, in ogni istante, di rinunciare per sempre alla poesia, liberandosi così da tutte le proprie aspettative egoistiche – per poi scoprire che è la poesia a cercarlo, e di non avere potere su questo. E accettare la visita della poesia con umiltà, con leggerezza, senza fissarsi in un’immagine tragica, che sarebbe l’estremo rivincita dell’ego.

(Intervista ad Andrea Temporelli, a cura di Massimo Acciai, per la rivista on-line «Porpore» (n. 2, ottobre 2002): http://www.porpore.com/numero2/fr_letture_n2.html, poi in http://www.segretidipulcinella.it/sdp3/interviste%20letterarie.htm)

Tags: IL CIELO DI MARTE, INTERVISTE
Condividi questo articolo
  • Condividi su Facebook
  • Condividi su X
  • Condividi su WhatsApp
https://www.andreatemporelli.com/wp-content/uploads/2002/10/Comola-Il-sogno.jpg 701 800 Andrea Temporelli https://www.andreatemporelli.com/wp-content/uploads/2015/09/andrea-temporelli-logo-header-website.png Andrea Temporelli2002-10-02 17:32:362015-09-05 14:03:53Intervista di Massimo Acciai
Potrebbero interessarti
Andrea Temporelli, Il cielo di Marte e Terramadre La voce fuori dal limbo (di Luca Cignetti)
Il cielo di Marte (Einaudi, 2005) Una sorta di sobrio vangelo personale (di Paolo Febbraro)
Stregone o magogratuito da pexels.com Autodafè dello stregone
Il cielo di Marte (Einaudi, 2005) Una discendenza europea (di Salvatore Ritrovato)
Incontro di Ettore con Andromaca, dipinto di Gaspare Landi (1756-1830) Visioni della battaglia gloriosa
Andrea Temporelli Il baricentro del Novecento. Intervista su Luzi
Andrea Temporelli, Il cielo di Marte e Terramadre Senza alibi (di Matteo Marchesini)
Il cielo di Marte (Einaudi, 2005) Una poetica inattuale (di Guido Mazzoni)
0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Sentitevi liberi di contribuire!

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

L’amore e tutto il resto

Tag

ANEDDA ATELIER BUFFONI CAPRONI CRITICA LETTERARIA CUCCHI DE ANGELIS DIARIO ESORDI FIORI GIUDICI GRAMMATICA IL CIELO DI MARTE INTERVISTE L'AMORE E TUTTO IL RESTO LEOPARDI LETTERATURA LETTERE APERTE LUZI MAGRELLI MANZONI MAPPE CONCETTUALI MERLIN MONTALE NARRATIVA CONTEMPORANEA PASOLINI PENSIERO POESIA CONTEMPORANEA POETICA POLEMICHE E PROPOSTE PUSTERLA RABONI RICCARDI SCARPA SCRITTURA SCUOLA SERENI SMARCAMENTI TEMPORELLI TEORIE DELLA DIDATTICA TERRAMADRE TUTTE LE VOCI DI QUESTO ALDILA' VITA DA PROF VIVIANI ZANZOTTO

Download

AUTORE

Marco Merlin
MRLMRC73D04B019R
c/o Web’s River
Via Santa Maria 7
28010 Barengo [NO]

SCRITTURA

Pangea
Zibaldone
Il primo amore
Teatro delle Selve
Letteratura on-line

SCUOLA

Don Bosco Borgomanero
Life Skill's Italia
Rai Scuola
Educare.it
Nodemos
Istituto Luce

WEB AGENCY

© Copyright - Andrea Temporelli
  • Collegamento a Facebook
  • Collegamento a Youtube
  • Collegamento a X
  • Collegamento a Pinterest
  • Collegamento a Instagram
Collegamento a: Come scritti su un lucido vetro ghiacciato (di Roberto Roversi) Collegamento a: Come scritti su un lucido vetro ghiacciato (di Roberto Roversi) Come scritti su un lucido vetro ghiacciato (di Roberto Roversi)Dieci poeti italiani (2002) Collegamento a: L’estremismo della consapevolezza (di Matteo Marchesini) Collegamento a: L’estremismo della consapevolezza (di Matteo Marchesini) Marco Merlin - Andrea Temporelli: libriL’estremismo della consapevolezza (di Matteo Marchesini)
Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto

Questo sito utilizza i cookie. Continuando a navigare nel sito, accetti il l'utilizzo dei cookie.

LEGGIAPPROFONDISCIACCETTO

Cookie and Privacy Settings



Come usiamo i cookie

Ti chiediamo che i cookie siano accettati sul tuo dispositivo. Utilizziamo i cookie per sapere quali siano le interazioni col nostro Sito Web, per arricchire e valorizzare l’esperienza di navigazione e per personalizzare il tuo rapporto con il nostro sito web.

Clicca sui titoli delle categorie per saperne di più. Puoi anche modificare alcune delle tue preferenze. Tieni presente che il blocco di alcuni tipi di cookie potrebbe influire sulla tua esperienza nel nostro sito Web e sui servizi ad esso connessi.

Cookie essenziali del sito Web

Questi cookie sono strettamente necessari per fornirti i servizi disponibili nel nostro sito Web e per utilizzare alcune delle sue funzionalità.

Poiché questi cookie sono strettamente necessari per fornire il sito Web, non è possibile rifiutarli senza influire sul funzionamento del nostro sito. È possibile bloccarli o eliminarli modificando le impostazioni del browser e imporre il blocco di tutti i cookie su questo Sito Web.

Cookie di Google Analytics

Questi cookie raccolgono informazioni che vengono utilizzate in forma aggregata per aiutarci a capire come viene utilizzato il Sito Web o l’eventuale efficacia delle nostre campagne di marketing o per aiutarci a personalizzare il Sito e la tua applicazione al fine di migliorare la tua esperienza.

Se non vuoi che monitoriamo la tua visita sul nostro sito puoi disabilitare il monitoraggio nel browser qui:

Altri servizi esterni

Usiamo anche diversi servizi esterni come Google Webfonts, Google Maps e fornitori di video esterni. Poiché questi fornitori possono raccogliere dati personali come il tuo indirizzo IP, ti consentiamo di bloccarli qui. Tuttavia sii consapevole del fatto che questo potrebbe ridurre pesantemente la funzionalità e l'aspetto del nostro Sito. Le modifiche avranno effetto una volta ricaricata la pagina.

Impostazioni di Google Webfont:

Impostazioni di Google Map:

Video Vimeo e Youtube incorporati:

Privacy Policy

Per ulteriori informazioni e dettagli sulle impostazioni e in merito alla privacy leggi la nostra informativa estesa.

Privacy e Policy del sito di Andrea Temporelli

Accettare le impostazioniNascondi solo la notifica