Articoli

Milo De Angelis (foto di Viviana Nicodemo)

Milo De Angelis

Si ragionava, ieri, della difficoltà nel mondo della scuola di raccontare l’esperienza poetica contemporanea. È il problema, ormai annoso, della mancanza di un canone di riferimento. 

Nel contesto di quella che a suo tempo – quando mi ero impegnato in un lavoro critico proprio su questo margine – definii fine della tradizione, mi piace riproporre qui un vecchio saggio che riguarda uno dei poeti che non potrà mancare in qualsiasi storia della poesia italiana di fine Novecento-primi decenni del XXI secolo. Si tratta di Milo De Angelis.

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Restare vergini o vendersi (di Tiziano Scarpa)

Tiziano Scarpa risponde alla lettera aperta di Davide Brullo in merito al mio romanzo. La risposta di Tiziano era stata pubblicata il 19 dicembre su ilprimoamore.com, precisamente qui

Caro Davide,
non ci conosciamo, non ci siamo ancora incontrati di persona, e forse anche per questo mi stai mitizzando. Ma io mi sento inadempiente. Non riesco a stare dietro a tutto. Ci sarebbe da impegnarsi su mille fronti, sono tante le situazioni insoddisfacenti, nell’editoria, nella cultura, nella politica: sento spesso un impulso a fare da supplente, in tante cose, ma ovviamente non ce la faccio, perché non sono in grado, non ho le forze né le competenze; e, soprattutto, credere di essere utile a troppe cose è un sintomo di megalomania: “Il primo fondamento dell’essere apparecchiato in giuste occasioni a spendersi, è il molto apprezzarsi” (Leopardi). Continua a leggere

Fuori tutti! (di Davide Brullo)

Nel suo romanzo Andrea Temporelli mette in crisi il mondo dei letterati con il tutù, sconfigge i poeti laureati frollati nell’invidia. E scandisce una pazzesca dichiarazione di poetica

Se fossimo in un Paese normale, non si parlerebbe d’altro. In Tutte le voci di questo aldilà Andrea Temporelli mette a soqquadro il claustrofobico continente della poesia italiana. Anzi, squarta i totem della letteratura tutta. A pagina 125 appare Alessandro D’Avenia, a pagina 143 è citato Alessandro Baricco («è una brava persona, ti convinci, amabile»), a pagina 134 il «panciuto signore con barba e occhiali» che si inalbera all’urlo di Non sa chi sono io, è l’«illustre ospite» Umberto Eco, che se la prende con un tizio che ha dipinto «un enorme sesso femminile» nel bagno dell’albergo. Ci sono anche i poeti, ovvio: a pagina 150 due liceali citano «Zanzotto, Cazzotto o quel diavolo che è» mentre discettano dei loro amorazzi; a pagina 163 Giuseppe Conte (a cui Mondadori ha appena dedicato un Oscar) è citato insieme a Maradona («finora avevo sentito solo due uomini parlare di se stessi in terza persona»: loro); a pagina 176, invece, è citato Milo De Angelis, ma la citazione più bella riguarda Gabriella Sica, «ha uno stile davvero originale, provi a sentire: “Se vado troppo a lungo in bicicletta, / Mi fa poi un po’ male la cosetta”». Sono citati anche poeti più giovani e meno noti al tronfio pubblico come Alessandro Rivali e Riccardo Ielmini (a pagina 94); «il mio amico Simone Cattaneo», invece, è a pagina 163 (è quello che fa la battuta su Conte) ed è forse quello che conta più di tutti. Cattaneo, poeta scoperto da Andrea Temporelli nel 2001, quando per le edizioni della rivista “Atelier” gli ha pubblicato la prima raccolta poetica, Nome e soprannome, si è ucciso, gettandosi dal suo appartamento a Saronno, nel 2009. Continua a leggere

Atelier, ultimo progetto

Atelier – L’ultimo progetto

Copertina della rivista Atelier, n. 63

Atelier 63settembre 2011 (monografia: Antonio Riccardi) – Cercansi opere di solitudine e profezia  Continua a leggere

Dettaglio su numeri della rivista Atelier

Atelier – Un passo oltre

Copertina della rivista Atelier, n. 41

Atelier 41marzo 2006 – L’urgenza della contemporaneità Continua a leggere

La rivista Atelier

Atelier – La guerra dei talenti

Copertina della rivista Atelier, n. 25

Atelier 25marzo 2002 – Lo scisma della poesia  Continua a leggere

Atelier – L’opera comune

Copertina della rivista Atelier, n. 13

Atelier 13marzo 1999 – Letteratura come atto “politico”  Continua a leggere

Marco Merlin, Poeti nel limbo (2005)

La generazione da trovare (di Paolo Febbraro)

Generazione è proprio il termine su cui Merlin scommette molto, e non da oggi.

Sono tutt’altro che convinto del fatto che, per trovare un og­getto sfuggente, occorra allargare i fori del setaccio. Accanto al­le imprese antologiche, il 2004 ci ha consegnato due volumi cri­tici dedicati alla poesia degli ultimi decenni. In maggio è appar­so Sotto la superficie. Letture di poeti italiani contemporanei (1970-2004) (Fratelli Bocca), un volume curato da Gabriela Fantato, che in dieci raggruppamenti tematici propone ottantasette autori, ognuno col suo ritratto critico di due-tre pagine, a cura di critici co­me Mauro Ferrari, Edoardo Zuccato, Flavio Santi, Simone Giu­sti, Sandro Montalto o Luigi Cannillo. A dicembre è giunto inve­ce il volume che Marco Merlin ha dedicato ai Poeti nel limbo, con un sottotitolo che recita Continua a leggere