Tariffe di una casa di tolleranza

Marchettificio letterario

Cultori delle Belle Lettere, candidi lettori, ingenui principianti, vergini studentelli, professori perbenisti, venerati maestri, scalpitanti pretendenti, ferventi educande, consapevoli mestieranti & Compagnia Bella, ponete mente allo stato dell’arte:

  • profluvio di testi senza pretese destinati scientemente al macero
  • traduttori sottopagati
  • autori fantasma serenamente alienati
  • celebrità con l’uzzolo del libro per acquistare, finalmente, anche un’identità intellettuale
  • logiche di puro profitto a determinare la scelta delle opere
  • critici autistici
  • coautori che non si conoscono né hanno motivo di stimarsi
  • flosci redattori di recensioni che sono parafrasi infiocchettate dei comunicati stampa
  • autori piacioni e segugi di tendenze
  • corifei delle più svariate lobby
  • baroni universitari che approfittano di schiere di zelanti compilatori
  • geni perversi che non avendo nulla di sostanzioso da dire ricamano il nulla perculando i lettori
  • mediocri pennivendoli che con incondizionata dedizione ai commerci umani sono ascesi all’olimpo delle voci autorevoli
  • sprovveduti dilettanti che si credono autori strapagandosi vanesi servizietti editoriali
  • vittimisti esperti nel genere della lamentazione e teorici del complottismo contro il proprio genio
  • … (l’elenco prosegue ad libitum)

Poi, aver messo bene a fuoco la situazione, qualunque sia il vostro prossimo gesto (entrare in libreria, valutare un’opera, scrivere un capolavoro, espletare un servizio editoriale, regalare un libro, semplicemente cercare di carpire l’anima una pagina), guardatevi prima allo specchio e assumetevi, serenamente, ma fino in fondo, le vostre responsabilità.

 

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