Dove appoggia la scala della ragione?

Pilastri educativi: Ragione

Ragione, religione e amorevolezza: sono questi i tre pilastri del sistema educativo salesiano.

Ho sempre apprezzato che, in un prete nato nell’anno della Restaurazione, in una delle regioni più anticlericali d’Italia, la religione fosse accompagnata da due poderosi guardiani, uno a destra e uno a sinistra. Senza ragione e senza amorevolezza, qualsiasi dottrina diventa pericolosa.

Scrive Pietro Stella, in merito:

L’appello alla «ragione» trovava la sua forza nella rivendicazione che di essa aveva fatto il secolo dei lumi e che comunque era un’istanza che ormai compenetrava la cultura moderna. In don Bosco tuttavia il tema «ragione» appare radicato più negli schemi mentali preilluministi di un Charles Rollin o di un Ludovico Antonio Muratori, che non in quelli della mentalità scientista ottocentesca, propugnata in particolare dai maestri e fautori del positivismo. (Pietro Stella, Don Bosco, il Mulino, Bologna, 2001, p. 61)

Si tratta insomma di un appello a una ragione ragionevole, non certo a un idolo assolutizzato. E non è il caso, qui, di riaprire l’antica disputa medievale intorno ai rapporti tra la fede e la ragione, ciascuno troverà da sé il punto di equilibrio tra una fase cauta e propedeutica, diciamo pure di sano scetticismo, con cui l’uomo avvia la propria ricerca esistenziale, e il salto qualitativo preteso dalla mistica. Piuttosto, ci limitiamo laicamente a ricordare che, oggi come oggi, ogni discorso di fede maturo non può prescindere da un confronto con la scienza – e si intende ovviamente la visione scientifica più aggiornata, a partire magari dai dilemmi proposti dalla quantistica.

Ma, in senso spiccio, come si traduce questo richiamo alla ragione, in un approccio educativo? Credo che significhi soprattutto rispetto delle facoltà intellettive dell’alunno. Occorre insomma motivare sempre ogni scelta e ogni argomento, partendo dal punto di vista e dalla logica del ragazzo. Ovviamente, ciò deve favorire un aggancio tra le ragioni del ragazzo e le ragioni del docente-educatore, in virtù del quale poter “tirar su”, far evolvere, l’orizzonte di chi si apre a un processo di apprendimento motivato, quindi motivante.

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