Tag Archivio per: MERLIN

Senza aspettarsi niente (di Matteo Marchesini)

la sua è una figura senz’altro emblematica […] una figura in cui affiorano in maniera nitida e direi didascalica alcune contraddizioni tipiche di una larga fetta della generazione dei trentenni

Chi volesse ritrarre i letterati nati negli anni Sessanta in un breve fumetto, potrebbe intitolarlo I manager con le scarpe da tennis. Gli toccherebbe abbozzare per rapide pennellate una serie di personaggi pignoli come esperti di marketing, ma anche sportivi e alla mano come i compagni delle scuole superiori: gente che condivide volentieri le partite di calcetto o i concerti metal, ma considera pomposa ogni discussione sulla vecchia cultura umanistica, citata sempre con doveroso understatement. Continua a leggere

Il duplice respiro (di Matteo Veronesi)

Temporelli «scrive per uccidere». Vengono in mente […] certi versi dell’ultimo Wilde, quello della Ballata del carcere di Reading: «Ognuno uccide la cosa che ama».

Due libri, l’uno di poesia, l’altro di critica (Il cielo di Marte, Einaudi, Torino 2006, e Nodi di Hartmann, Atelier, Borgomanero 2006), giungono fra le nostre mani, direbbe Renato Serra, come un «dono», come un frutto puro, limpido e fresco, madido della stessa linfa vitale e vivificante che pervade i due risvolti e i due dominî (contrassegnati e marcati dalla distinzione, o dall’indistinzione, dell’identità una e duplice – quasi ricoeuriana dialettica di ipse e idem – suggerita dal binomio di pseudonimo e nome) in cui si manifesta e si articola una autentica esperienza esistenziale e creativa. Continua a leggere

Quando il critico è anche poeta (di Carlo Cipparrone)

la sua produzione letteraria infatti non è mai gioco esibizionistico, compiaciuto exploit di erudito specialismo fine a se stesso, ma impegno totale, in cui si coglie etica e sentimento, slancio e conoscenza, profondità e disciplina tecnica, confessione e gusto della rappresentazione.

È accaduto spesso in passato che vari autori assumessero uno pseudonimo, usandolo stabilmente per firmare le proprie opere (vedi, per limitarci al Novecento letterario italiano, Svevo per Schmitz, Palazzeschi per Giurlani, Aleramo per Faccio, Moravia per Pincherle, Silone per Tranquilli, Banti per Lopresti, Fortini per Lattes, ecc.). Difficile era invece, fino a qualche tempo addietro, Continua a leggere

Nel cuore pulsante dell’epoca (di Massimo Morasso)

E lo fa, tutto questo, con un candore radicale, quasi a riprendere, al di là del suo finora unico, “attrezzatissimo” volume di saggistica, lo strenuo corpo a corpo con l’idea della poesia che va inseguendo da anni nei suoi donchisciotteschi editoriali pubblicati su «Atelier»

Di questi tempi, ciò che salta agli occhi di fronte agli affondi militanti sulla poesia delle ultime generazioni in Italia è lo sforzo che la critica compie per consolidare un’autorità, dando per acquisito, ormai, l’oltrepassamento di quella “linea epocale” oltre la quale si va da anni preannunciando un al di là del Novecento (e del novecentismo). Continua a leggere

Un insieme di saggi creativi (di Gian Ruggero Manzoni)

E Merlin, in definitiva, seppur si dica poeta prestato alla critica, è, sempre a mio avviso, un ottimo critico, seppure sui generis

Nodi di Hartmann-Sonnambulismi critici, di Marco Merlin, Ed. Atelier, nella collana curata da Giuliano Ladolfi, novembre 2006. Mi piace definirlo “un insieme di saggi creativi sul come fare critica letteraria” (dal 1995 al 2004) quest’ultimo libro dato alle stampe da Merlin, che, come uomo, pare abbia ritrovato una sua misura, dopo alcune fibrillazioni di percorso, esistenzial-artistiche, che, un paio di anni fa, gli vennero sottolineate, più o meno furentemente, anche dal sottoscritto… poi, e infine, il tempo credo abbia stemperato, così che se non tanto il personale, quanto l’opera, abbia, fra noi, il modo ancora di poter dire. Continua a leggere

A viso nudo nel mondo (di Davide Brullo)

non è tanto un libro di critica letteraria, quanto di teoria poetica

Da un’idea della letteratura come terra felice, quasi parallela al mondo dei mortali, alla scrittura come battaglia da fare in trincea, esposti a viso nudo nel mondo. Nodi di Hartmann, il volume di Merlin che inaugura la nuova collana delle Edizioni Atelier “900 e oltre” (Borgomanero, NO, 2006, pp. 172, € 15,00), mettiamo i puntini dove bisogna, non è tanto un libro di critica letteraria, quanto di teoria poetica. Continua a leggere

In difesa del valore della poesia (di Giuliano Ladolfi)

Merlin ha avuto il merito di catalizzare e di indirizzare il dibattito critico nazionale su una serie di fronti come il rapporto con la tradizione, la generazione dei quarantenni da lui chiamata “invisibile”, la scoperta dei giovani poeti a lui coetanei, la questione del canone, la moralità nelle pubblicazioni e nelle recensioni, l’omertà della critica

«Il Novecento letterario potrebbe essere definito, a buon diritto, il “secolo delle riviste”, allo stesso modo in cui si discorre di “cultura accademica” o di “età delle corti” con riferimento, cioè, ai luoghi di volta in volta deputati all’elaborazione, ricezione e fruizione delle opere, sulle quali esercitano una forte azione omologante. Nel corso del Novecento, o per un buon tratto almeno, le riviste hanno saputo assolvere così egregiamente queste funzione, catalizzando l’intera vita letteraria, che nessun bilancio attendibile del secolo potrebbe prescindere senza danno da una valutazione del loro apporto. Continua a leggere

Una pietra sopra il decennio appena trascorso (di Martino Baldi)

Merlin scopre alla vista pubblica scorci e ragioni interne del proprio fare, così come ribadisce posizioni di critica e poetica già passionalmente sostenute, costituite sull’imperativo categorico dell’attraversamento del Novecento

Le edizioni Atelier hanno salutato l’anno appena trascorso con un fuoco d’artificio inaspettato e tutto rivolto al futuro. Ha visto la luce, infatti, proprio nelle ultime settimane dell’anno il primo volume di una nuova collana di critica letteraria, intitolata 900 e oltre e diretta da Giuliano Ladolfi. Continua a leggere

Un tentativo di bonifica (di Francesco S. Mangone)

Marco Merlin tenta di bonificare, col suo lavoro, il pantano in cui sono “sommersi” questi nostri poeti contemporanei

Viviamo in un’epoca tragica, sospesa tra l’inessenzialità della parola (il suo svuotamento) e l’impossibilità di intravedere all’orizzonte un sistema di senso altro, radicalmente altro (mi verrebbe da dire) che la possa rinsanguare.

È in questa ferita aperta che si muove lo studio di Marco Merlin “Poeti nel LimboContinua a leggere

Frontalità dell’antinovecentismo (di Giampiero Marano)

il segno distintivo della generazione perduta pare essere proprio l’assenza di comunità

Poeti nel limbo di Marco Merlin (ed. Interlinea, Novara 2005) è un documentato studio di trecento pagine sulla «generazione perduta»: quella che, situata anagraficamente a metà strada fra la generazione del ‘68 (De Angelis, Conte, Cucchi, Viviani, Magrelli) e i poeti nati negli anni Settanta, è stata secondo l’autore trascurata sia dalla critica militante sia dalla critica accademica e ha trovato alla fine «tutti gli spazi occupati». L’attento lavoro di Merlin, Continua a leggere