• Collegamento a Facebook
  • Collegamento a Youtube
  • Collegamento a X
  • Collegamento a Pinterest
  • Collegamento a Instagram
info@andreatemporelli.com
Profezia privata
  • HOME Andrea Temporelli
  • SCRITTURA
    • AUTORE
      • PROFEZIA
      • AUTORITRATTO
    • SCRIVANIA
      • ZIBALDONE
      • OFFICINA
    • SCAFFALE
      • LIBRI
      • ATELIER
  • SCUOLA
    • INVENTARE
      • FINESTRA
      • LIM
    • INSEGNARE
      • LAVAGNA
      • CATTEDRA
    • APPRENDERE
      • QUADERNO
      • ZAINO
  • ARGOMENTI A-Z
    • APPUNTI
    • ARCHIVIO ATELIER
    • ARTICOLI E SAGGI
    • BIBLIOTECA SCOLASTICA
    • DIDATTICA
    • LIBRI
    • LEZIONI
    • MATERIALI MULTIMEDIALI
    • MATERIALI DIDATTICI
    • POESIE E RACCONTI
    • PROMESSI SPOSI
    • SCUOLA CREATIVA
    • TEMPORELLI
  • SCRIVI
  • POLICY
  • Fare clic per aprire il campo di ricerca Fare clic per aprire il campo di ricerca Cerca
  • Menu Menu
Nicola Vitale, fotografia di Dino Ignani

Poeti contemporanei: Nicola Vitale

21 Aprile 2017/0 Commenti/in ARTICOLI E SAGGI/da Andrea Temporelli

(La fotografia in copertina è di Dino Ignani.
Cliccare sull’immagine per la visualizzazione completa)

È una fenomenologia dell’esperienza individuale a farsi carico della coralità suggerita dal titolo Progresso nelle nostre voci, esito preminente di un lavoro lungo quindici anni (che ha trovato espressione anche in un’altra raccolta, minore e speculare: La forma innocente). Per riprendere un termine che ritorna quasi ossessivamente, soprattutto all’inizio, è una serie di «affetti», familiari e personali (gli amici, la gente comune) a filtrare nei capitoli che delineano gli stati attraversati dal poeta. La coralità evocata è implicita soprattutto nelle dinamiche della coscienza, della sua ricerca di una dimensione esistenziale pacificata con le cose. Le figure che a tratti si affacciano in queste pagine, infatti, si parificano alle evenienze del mondo. Non per il peso della loro storia individuale sono chiamate in causa le altre persone, ma in quanto partecipi di quel soggetto collettivo, il corpo dell’umanità afflitto dalla malattia dell’essere e in viaggio verso una dimensione (utopica?) di integrità. Perciò si alternano con naturalezza testi in cui l’io campeggia e altri in cui risulta indistinto nella realtà carpita per via di riflessione con raziocinante anelito di oggettività.

Il viaggio intrapreso è insieme metafisico e cronologicamente scandito. Al tempo ciclico della natura, con l’attraversamento delle stagioni e in particolare il passaggio dalla primavera all’estate, si sovrappongono il tempo dell’io storico («A cinque anni i segni di tutto / ho battezzato / e per timore che svanissero / ho legato gli alberi uno ad uno. / Sei… sette… otto… / il tempo della terra / poi la stagione della prima coscienza / e un affanno: il crescere, / desiderare: terribile sventura. / Ma infine la comprensione: / lavoro e preghiera / il canto modesto dell’ape / precetto antico dell’ordine. / “Dove andrò ora?” / Ancora ritorna la domanda…») e il tempo ideale, direi quasi filosofico, che la coscienza investigatrice fa emergere: tempo dell’essere, sogno o illusione di eternità che regge la dizione sospesa e ferma della poesia. Anche la struttura del libro pare un compromesso fra queste differenti opzioni temporali.

Detto ciò, basterebbe citare i titoli delle suddivisioni interne (Poesie di primavera, Canti della trasformazione, L’attesa, La città interna, Canto delle nazioni, Epigrammi, Alta quota, Progresso nelle nostre voci) per istigare il dubbio di avere a che fare con un sotteso repertorio di motivi e di immagini in qualche modo di matrice orfica, ricco di suggestioni mitiche. Eppure, proprio per la particolare pronuncia del poeta e del suo rigoroso lavoro stilistico, non si potrà parlare, al contrario, che di azzeramento dell’orfismo. C’è una lucidità e un’estrema volontà di chiarezza che ha fatto più volte pensare a Magrelli. E che sia innegabile una certa filiazione dal poeta romano, coetaneo di Vitale seppure di più precoce espressione, lo dimostrano non solo l’orientamento stilistico di fondo ma certi componimenti centrati sull’osservazione, quasi alienata, del proprio corpo, sulla fenomenologia della malattia o, ancora, su un’analoga descrizione dell’ambiente domestico circostante. Ecco un rapido e indicativo campionario: «Non è sempre pulito questo corpo / sano o fresco / come le prime carnagioni vissute accanto ai fiori. / È iniziato il viaggio / e si travasa ogni cosa / perché in fondo sia custodita / e accolta. / A sera rivedo i miei piedi / hanno camminato / sono appena un poco segnati, / attraverso le forze complesse / della città / mi hanno portato come un uomo / che tra le cose respira / e ora che è notte / nella stanchezza del suo corpo / dorme»; «Accade che il malessere / mi prenda / come un influsso di luna / e la quieta visione si increspi. / Perdo forza / si restringe il mondo / i miei passi cadono in acqua / disperdono il cielo / la luna bianca. / Nulla farò / fermo come una nuvola / attenderò un altro tempo / e il vento / che porta sulla via del sole»; «Ora che sono di nuovo nella casa / cerco un movimento / che si affianchi / al compito di essere in transito / una meta che stanotte / è grande come il cielo / posato di pensieri forti / di corpi che un uomo / sogna come pianeti lucenti. / Dormire nel movimento del cielo / è accostare i fratelli / che hanno saputo darne / considerevole prova / e qui giacciono le voci / in cui si rasserena / nostro, un sentimento».

Nonostante questi puntuali raffronti, va subito precisato che anche nelle concomitanze più appariscenti, la differenza fra Vitale e Magrelli è sostanziale. Mancano al primo la lucida nevrosi, il materialismo, l’arguzia illuministica e il manierismo del secondo; la malattia ha connotazione più vaga, è figura mentale, metafora di una condizione storica ed esistenziale. Lo sguardo, pur così teso a una «quieta visione» delle cose, è meno narcisistico, maggiormente estroflesso. Meno araldica e smaltata è questa poesia, che però sussume una magrelliana capacità di “partecipazione nel distacco” con la quale azzera, si diceva, una serie di suggestioni poetiche (e pure l’analisi delle varianti evidenzierebbe la volontà di abbassare costantemente il tono e di espungere gli echi e le reminiscenze via via additate dai critici). L’opera di umiliazione degli accenti per rarefare e svuotare le parole (azzeramento della stessa personale tradizione di riferimento) consiste nel sottoporre a usura un lessico circoscritto e caratterizzante e avvicina la poesia di Vitale a quella dell’amico Riccardi. Ma se quest’ultimo si serve delle percussioni ossessive su un determinato campo semantico fortemente connotabile anche dal punto di vista morale, Vitale opera su materiali meno opachi. Manca il senso riccardiano di un morso atavico sulle parole, a vantaggio di una maggiore serenità dentro a «una predilezione aggettivale petrarchesca – limpido, docile, dolcezza, fresca, tiepida, chiara, gentile –» (A. Donati). Anche qui le concomitanze più appariscenti (soprattutto nella sezione di Epigrammi, dove il concentrarsi della forma acuisce la somiglianza di tratti poetici) rivelano un telos affatto diverso. Se in Vitale è l’io a farsi portavoce di un’ideale coralità, in Riccardi al contrario è un’epica definita a farsi carico del simulacro dell’io. Forse persino la maggior concentrazione ermetica di un titolo riccardiano (La veglia interna), rispetto a due titoli di Vitale (L’attesa e La città interna) si può addurre a esempio.

Non mancano nemmeno qui, è chiaro, certe impennate verticali, sezioni più ardue di altre dove lo scontro fra l’autore e la propria materia diventa frontale, ma in genere domina quel diaframma che rende quieto il travaglio del vivere. Il poeta si veste dei panni dell’antropologo che indaga i fondamenti dello stare al mondo dell’uomo contemporaneo cercando «il vivo sentimento / di congiungere alla terra / la presenza del corpo». Non così incombente è la tragedia nel desiderio di avere «la forza della cometa / e la voglia di stare / nelle questioni della vita», o almeno essa risulta anestetizzata dalla atonalità complessiva. Si veda come a un attacco deciso corrisponda spesso un finale scontato o prosaico o viceversa, attutendo la portata gnomica di un testo già di per sé privo dei tradizionali contrassegni poetici. Sliricato per estenuazione, è un tepore di convalescenza che sottrae peso alle cose per conferire loro una dolcezza febbrile, come se il paesaggio, la città e le sue figure filtrassero attraverso una finestra nella pace ovattata di affetti rassegnati alla loro consunzione, piegati in una tristezza crepuscolare e domestica (non è un caso che la città sia detta interna). Mentre Riccardi cerca di portare la storia dentro le mura domestiche, scoprendo in parte il dramma, rendendo più agonica la mancanza di presa diretta sulle vicende personali, Vitale in qualche modo ci racconta sull’altro crinale della parola lo stesso vuoto storico, la stessa mancanza di esperienze forti e veramente corali di una generazione, alla quale non resta forse che ricordare o attendere un’esperienza decisiva, che si faccia sostanza di una parola meno intimamente consunta.

(da Poeti nel limbo)

 

Tags: POESIA CONTEMPORANEA
Condividi questo articolo
  • Condividi su Facebook
  • Condividi su X
  • Condividi su WhatsApp
https://www.andreatemporelli.com/wp-content/uploads/2016/12/Vitale.jpg 586 800 Andrea Temporelli https://www.andreatemporelli.com/wp-content/uploads/2015/09/andrea-temporelli-logo-header-website.png Andrea Temporelli2017-04-21 07:00:452017-04-20 12:20:05Poeti contemporanei: Nicola Vitale
Potrebbero interessarti
Foresta incantata, di Silvia Rossi, acrilico su tavola, 80x110 cm E la voce diventa un coro
Il libro dei poeti estinti Mappa immaginaria della poesia italiana contemporanea
Atelier – L’opera comune
Moltitudinegratuito da pexels.com L’elenco dei poeti italiani
Abissi Dare una possibilità ai capolavori del presente
Aftermath, di Marcella Savino (2015, fotografia digitale, cm 70x100x10) Liaison
Giancarlo Pontiggia, fotografia di Dino Ignani Poeti contemporanei: Giancarlo Pontiggia
Albinati, Sintassi italiana Edoardo Albinati (poeta)
0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Sentitevi liberi di contribuire!

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

L’amore e tutto il resto

Tag

ANEDDA ATELIER BUFFONI CAPRONI CRITICA LETTERARIA CUCCHI DE ANGELIS DIARIO ESORDI FIORI GIUDICI GRAMMATICA IL CIELO DI MARTE INTERVISTE L'AMORE E TUTTO IL RESTO LEOPARDI LETTERATURA LETTERE APERTE LUZI MAGRELLI MANZONI MAPPE CONCETTUALI MERLIN MONTALE NARRATIVA CONTEMPORANEA PASOLINI PENSIERO POESIA CONTEMPORANEA POETICA POLEMICHE E PROPOSTE PUSTERLA RABONI RICCARDI SCARPA SCRITTURA SCUOLA SERENI SMARCAMENTI TEMPORELLI TEORIE DELLA DIDATTICA TERRAMADRE TUTTE LE VOCI DI QUESTO ALDILA' VITA DA PROF VIVIANI ZANZOTTO

Download

AUTORE

Marco Merlin
MRLMRC73D04B019R
c/o Web’s River
Via Santa Maria 7
28010 Barengo [NO]

SCRITTURA

Pangea
Zibaldone
Il primo amore
Teatro delle Selve
Letteratura on-line

SCUOLA

Don Bosco Borgomanero
Life Skill's Italia
Rai Scuola
Educare.it
Nodemos
Istituto Luce

WEB AGENCY

© Copyright - Andrea Temporelli
  • Collegamento a Facebook
  • Collegamento a Youtube
  • Collegamento a X
  • Collegamento a Pinterest
  • Collegamento a Instagram
Collegamento a: Paradigma Atelier Collegamento a: Paradigma Atelier Paradigma AtelierLa rivista Atelier Collegamento a: Poeti contemporanei: Gabriele Frasca Collegamento a: Poeti contemporanei: Gabriele Frasca Gabriele Frasca, fotografia di Dino IgnaniPoeti contemporanei: Gabriele Frasca
Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto

Questo sito utilizza i cookie. Continuando a navigare nel sito, accetti il l'utilizzo dei cookie.

LEGGIAPPROFONDISCIACCETTO

Cookie and Privacy Settings



Come usiamo i cookie

Ti chiediamo che i cookie siano accettati sul tuo dispositivo. Utilizziamo i cookie per sapere quali siano le interazioni col nostro Sito Web, per arricchire e valorizzare l’esperienza di navigazione e per personalizzare il tuo rapporto con il nostro sito web.

Clicca sui titoli delle categorie per saperne di più. Puoi anche modificare alcune delle tue preferenze. Tieni presente che il blocco di alcuni tipi di cookie potrebbe influire sulla tua esperienza nel nostro sito Web e sui servizi ad esso connessi.

Cookie essenziali del sito Web

Questi cookie sono strettamente necessari per fornirti i servizi disponibili nel nostro sito Web e per utilizzare alcune delle sue funzionalità.

Poiché questi cookie sono strettamente necessari per fornire il sito Web, non è possibile rifiutarli senza influire sul funzionamento del nostro sito. È possibile bloccarli o eliminarli modificando le impostazioni del browser e imporre il blocco di tutti i cookie su questo Sito Web.

Cookie di Google Analytics

Questi cookie raccolgono informazioni che vengono utilizzate in forma aggregata per aiutarci a capire come viene utilizzato il Sito Web o l’eventuale efficacia delle nostre campagne di marketing o per aiutarci a personalizzare il Sito e la tua applicazione al fine di migliorare la tua esperienza.

Se non vuoi che monitoriamo la tua visita sul nostro sito puoi disabilitare il monitoraggio nel browser qui:

Altri servizi esterni

Usiamo anche diversi servizi esterni come Google Webfonts, Google Maps e fornitori di video esterni. Poiché questi fornitori possono raccogliere dati personali come il tuo indirizzo IP, ti consentiamo di bloccarli qui. Tuttavia sii consapevole del fatto che questo potrebbe ridurre pesantemente la funzionalità e l'aspetto del nostro Sito. Le modifiche avranno effetto una volta ricaricata la pagina.

Impostazioni di Google Webfont:

Impostazioni di Google Map:

Video Vimeo e Youtube incorporati:

Privacy Policy

Per ulteriori informazioni e dettagli sulle impostazioni e in merito alla privacy leggi la nostra informativa estesa.

Privacy e Policy del sito di Andrea Temporelli

Accettare le impostazioniNascondi solo la notifica