poesia

Parola a me vicina (per Aldo Ferraris)

Aldo Ferraris (novarese del 1951, che ora abita nella Costa Flegrea) è un poeta di lungo corso, che ha pubblicato da giovane per la rivista “Niebo” e che ho avuto il piacere di ospitare anche sulla rivista “Atelier”, tanto per citare due estremi significativi della sua biografia. È anche una bella persona, di una squisitezza e di una modestia rare, in questo mondo in generale e nel mondo della poesia in particolare.

Ha appena pubblicato una antologia che documenta 36 anni di poesia, intitolata Parola a me vicina. Poesie 1972-2008 (Giuliano Ladolfi Editore), che merita attenzione e che segnalo agli eventuali critici di poesia (ne esistono ancora?). Continua a leggere

Magia Bianca, di Paola Ruggieri - 2015. Tecnica mista su tavola 60x80

La forma minima della felicità

(L’opera scelta come copertina è di Paola Ruggieri.
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Francesca Marzia Esposito è una strega. Con il suo romanzo d’esordio, La forma minima della felicità, ha tentato la prima pozione magica.

Il segreto di una pozione è il perfetto equilibrio degli ingredienti e non sono certo che questo equilibrio sia stato raggiunto in modo perfetto, ma la verifica degli effetti richiede tempo – ed è già questo, a ben vedere, un tema della storia. Di certo, le streghe generano sospetto e paura ed è con questi sentimenti che in futuro, se mi capiterà, mi avvicinerò a una sua seconda prova. Continua a leggere

Lo scrittore Edoardo Albinati

Edoardo Albinati (poeta)

Tra i diversi romanzi che mi sono ripromesso di leggere in questi mesi (domani, salvo imprevisti, una nuova recensione), al momento non ho messo a tiro La scuola cattolica di Edoardo Albinati, di cui molto si parla. Non c’è una ragione precisa. Magari scatterà in seguito un ripensamento e si creeranno le condizioni per la lettura di quest’opera monumentale. Del resto, di questo autore mi sono già occupato, analizzando nello specifico la sua produzione poetica. Continua a leggere

Michelangelo Buonarroti, La Sibilla Delfica, particolare, Cappella Sistina

La Sibilla con me sbagliò la profezia

Posso esserne fiero: con me la Sibilla ha sbagliato. Stando alla sua profezia, avrei dovuto essere annoverato nella classe dirigente d’Italia per i decenni in corso, in particolare nell’ambito della poesia. Meglio così: ho un rapporto molto conflittuale con il potere. Qui sotto, adduco la documentazione in oggetto.

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planisfero e tombino

Globale e locale in poesia

Per quanto possa essere suggestionato da un’idea planetaria della letteratura, è ovvio che qualsiasi tradizione sussiste solo nella pluralità dialettica delle tradizioni e niente meglio dell’arte dimostra il principio per cui è il particolare la radice dell’universale.

Così, ben vengano le iniziative per promuovere le linee regionali della poesia (il poeta Gianni Priano, per esempio, in questi giorni andava pubblicando immagini di studi sulla “linea ligure e genovese”) o la rilettura di scrittori poco noti. E ho già più volte ribadito la nobiltà intrinseca anche della poesia minore. Continua a leggere

Andrea Temporelli

Il baricentro del Novecento. Intervista su Luzi

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Ringrazio Emiliano Ventura, della Fondazione Mario Luzi, che ha voluto dedicarmi questa intervista, e patrialetteratura.com che l’ha ospitata. Con questa testimonianza chiudo (almeno per ora), la mia “monografia” a puntate sul poeta fiorentino.

Andrea Temporelli è poeta, saggista e insegnante, è stato per tanti anni, quasi venti, direttore di una rivista di poesia Atelier, ora è editore e curatore di un bel sito internet che accoglie gran parte della poesia italiana del Novecento. Tra i tanti poeti non manca Mario Luzi, anzi al poeta toscano Andrea sta dedicando ampio spazio e visibilità. Nel giro di un mese ha pubblicato diversi contributi che idealmente vanno a formare una vera e propria monografia a puntate sull’ultima stagione poetica di Mario Luzi; ad ogni contributo si unisce anche un’immagine del poeta resa da un artista diverso ogni volta. Si tratta di un’operazione raffinata e al tempo stesso di contenuto teoretico importante.

Andrea la tua tesi di laurea è stata su Mario Luzi, mi piacerebbe conoscere il contesto, la scelta e l’argomento del tuo studio. Continua a leggere

"Abbandono", di Giulia Gellini, 70x100x3 cm

Scandalo senza scandalo. ‘Cella’ di Gilda Policastro

(L’opera scelta come copertina è di Giulia Gellini.
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Romanzo atroce, scomposto, di non semplice interpretazione, Cella di Gilda Policastro procede per rilanci, strappi, ondate, senza tuttavia che tale dinamismo sia dovuto alla trama. Le vicende risultano infatti scandite da una voce monologante che consegna i passaggi della storia alla fissità del dramma, al senso di una perenne ineluttabilità. Ciò che accade, è come se non accadesse. Ciò non significa che manchino sviluppi o colpi di scena, ma questi risultano come soggiogati ad altro. Il senso dei rilanci è infatti dovuto a elementi che in un primo momento parrebbero quasi incongruenze, come se il testo crescesse sulla base di superfetazioni o innesti. Si tratta di discrasie che si misurano a vari livelli: nei registri espressivi (improvvisi scarti verso la psicanalisi o il diario, senza trascurare l’imprevista inserzione nel testo di immagini), nella mimesi psicologica (parla una donna non istruita, che a tratti però sembra quasi colta), nella rilevanza dei temi e delle ossessioni (a un certo punto esplode per esempio il tema del nome, che si aggruma soprattutto in una porzione del romanzo anziché svilupparsi in modo organico lungo tutta la trama), e così via. Continua a leggere

Ritratto di Mario Luzi, di Nino Lupica

Conversazione con Mario Luzi

(L’opera scelta come copertina è di Nino Lupica.
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Questa conversazione si è tenuta a Firenze il 4 maggio 1998, nell’appartamento del poeta in via Bellariva.

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Atelier (scaffali, pitture, tracce a muro)

Imparare a bottega (4)

Questa è l’ultima serie di lettere, scelte come campione dall’esperienza di Atelier, per documentare il formarsi di una poetica attraverso l’esperienza diretta della lettura e del confronto con il testo.

24 aprile 2003

Gentile ***,

nessun fastidio, mi creda, per la sua olimpica risposta: sono abituato a sfoghi del genere. Piuttosto,  mi irretisce far fatica a insegnare la grammatica per mestiere e aprire libri con troppi strafalcioni. Idiosincrasia mia, per carità… Continua a leggere

Pennelli e attrezzi da lavoro (atelier)

Imparare a bottega (3)

Prosegue la pubblicazione di lettere avviate ieri.

27 febbraio 2000

Gent.ma Maria Pia,

[…] In onore di neve è un libretto che mi ha sorpreso. Potrà forse immaginare quanti libri semiclandestini riceviamo in redazione e quanto sia difficile, solitamente, trovare in essi qualcosa di interessante. (Ma ho sbagliato termine: tutti sono interessanti in quanto aprono a un nuovo rapporto, sono un piccolo incontro e una testimonianza, nel senso forte di trasposizione ad altri di un pezzo della propria vita. Intendevo dire, con interessanti, libri che oltre alla vita riescono a essere partecipi anche di un altro ordine di cose: la letteratura). Continua a leggere