Edoardo Albinati (poeta)

Tra i diversi romanzi che mi sono ripromesso di leggere in questi mesi (domani, salvo imprevisti, una nuova recensione), al momento non ho messo a tiro La scuola cattolica di Edoardo Albinati, di cui molto si parla. Non c’è una ragione precisa. Magari scatterà in seguito un ripensamento e si creeranno le condizioni per la lettura di quest’opera monumentale. Del resto, di questo autore mi sono già occupato, analizzando nello specifico la sua produzione poetica. Continua a leggere

Globale e locale in poesia

Per quanto possa essere suggestionato da un’idea planetaria della letteratura, è ovvio che qualsiasi tradizione sussiste solo nella pluralità dialettica delle tradizioni e niente meglio dell’arte dimostra il principio per cui è il particolare la radice dell’universale.

Così, ben vengano le iniziative per promuovere le linee regionali della poesia (il poeta Gianni Priano, per esempio, in questi giorni andava pubblicando immagini di studi sulla “linea ligure e genovese”) o la rilettura di scrittori poco noti. E ho già più volte ribadito la nobiltà intrinseca anche della poesia minore. Continua a leggere

Il baricentro del Novecento. Intervista su Luzi

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Ringrazio Emiliano Ventura, della Fondazione Mario Luzi, che ha voluto dedicarmi questa intervista, e patrialetteratura.com che l’ha ospitata. Con questa testimonianza chiudo (almeno per ora), la mia “monografia” a puntate sul poeta fiorentino.

Andrea Temporelli è poeta, saggista e insegnante, è stato per tanti anni, quasi venti, direttore di una rivista di poesia Atelier, ora è editore e curatore di un bel sito internet che accoglie gran parte della poesia italiana del Novecento. Tra i tanti poeti non manca Mario Luzi, anzi al poeta toscano Andrea sta dedicando ampio spazio e visibilità. Nel giro di un mese ha pubblicato diversi contributi che idealmente vanno a formare una vera e propria monografia a puntate sull’ultima stagione poetica di Mario Luzi; ad ogni contributo si unisce anche un’immagine del poeta resa da un artista diverso ogni volta. Si tratta di un’operazione raffinata e al tempo stesso di contenuto teoretico importante.

Andrea la tua tesi di laurea è stata su Mario Luzi, mi piacerebbe conoscere il contesto, la scelta e l’argomento del tuo studio. Continua a leggere

Scandalo senza scandalo. ‘Cella’ di Gilda Policastro

(L’opera scelta come copertina è di Giulia Gellini.
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Romanzo atroce, scomposto, di non semplice interpretazione, Cella di Gilda Policastro procede per rilanci, strappi, ondate, senza tuttavia che tale dinamismo sia dovuto alla trama. Le vicende risultano infatti scandite da una voce monologante che consegna i passaggi della storia alla fissità del dramma, al senso di una perenne ineluttabilità. Ciò che accade, è come se non accadesse. Ciò non significa che manchino sviluppi o colpi di scena, ma questi risultano come soggiogati ad altro. Il senso dei rilanci è infatti dovuto a elementi che in un primo momento parrebbero quasi incongruenze, come se il testo crescesse sulla base di superfetazioni o innesti. Si tratta di discrasie che si misurano a vari livelli: nei registri espressivi (improvvisi scarti verso la psicanalisi o il diario, senza trascurare l’imprevista inserzione nel testo di immagini), nella mimesi psicologica (parla una donna non istruita, che a tratti però sembra quasi colta), nella rilevanza dei temi e delle ossessioni (a un certo punto esplode per esempio il tema del nome, che si aggruma soprattutto in una porzione del romanzo anziché svilupparsi in modo organico lungo tutta la trama), e così via. Continua a leggere

Conversazione con Mario Luzi

(L’opera scelta come copertina è di Nino Lupica.
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Questa conversazione si è tenuta a Firenze il 4 maggio 1998, nell’appartamento del poeta in via Bellariva.

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Luzi: verso il celestiale appuntamento

(L’opera scelta come copertina è di Fiorella Nuti.
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Altro intervento sulla poesia di Luzi, la cui opera ora è letta alla luce del tema del sacro.

VERSO IL «CELESTIALE APPUNTAMENTO» [1]

Oh abbondante grazia ond’io presunsi
ficcar lo viso per la luce etterna,
tanto che la veduta vi consunsi!
Dante Continua a leggere

Etica dell’acquario di Ilaria Gaspari

(L’opera scelta come copertina è di Alessandro Vascotto.
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È un reato tornare nei luoghi dove si è stati felici e Ilaria Gaspari è colpevole, perché con il suo romanzo d’esordio racconta la città di Pisa e l’ambiente universitario, canta la giovinezza e l’amore. Ma, consapevole della propria colpa, decide di rovesciare l’idillio e di mostrare come la felicità sia spesso una maschera dell’orrore.

Non esiste giovinezza senza tragedia, non esiste amore a vent’anni senza il morso futuro del rancore. Lo stesso sistema educativo, che costringe le menti più brillanti a mortificare gli anni dell’iniziazione alla vita adulta, ci insegna essenzialmente a trarre profitto da questo sacrificio, a sublimare la rabbia e la frustrazione. Ma se la vita adulta ne risultasse a questo punto irrimediabilmente invelenita, o addirittura falsificata? Continua a leggere

Il peccato originale di Luzi

Prosegue la pubblicazione di materiali dedicati a Mario Luzi. In questo caso, propongo uno scritto un po’ polemico, che cerca di smascherare alcuni pregiudizi intorno all’autore. Provo anche a dimostrare come le analisi compiute da Mengaldo su Mario Luzi e su Vittorio Sereni siano in gran parte sovrapponibili, ma il giudizio sia opposto – perché, in fondo, ogni interpretazione si basa su una poetica, su alcuni assiomi impliciti. Una volta si parlava di “gusto” letterario; oggi, che di buon gusto ce n’è poco, i critici più seguiti sono quelli di Masterchef.

(L’opera scelta come copertina è di Anna Cecchetti.
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Il peccato originale di Luzi Continua a leggere

Frantumi di stelle (Intervista a Borgna)

Se in questi anni sto virando sempre più decisamente le mie letture verso la narrativa (ma ho davvero tanto terreno da recuperare), la mia formazione si è basata soprattutto sulla poesia, sulla critica letteraria e sulla saggistica (la più varia). Certo, ormai viviamo in un’epoca in cui la complessità del sapere ha raggiunto livelli tali per cui è impensabile raggiungere una formazione veramente integrale, umanistica se volete (laddove il termine “umanistico” abbraccia feconda e stimola il versante “scientifico” del sapere) e tuttavia credo sia bello e necessario avventurarsi anche fuori dai propri ambiti di competenze, caricandosi in spalla il proprio fagotto di ignoranza, che ci accompagnerà sempre, anzi crescerà insieme alla nostra acquisizione di sapere. Credo anzi che sia intrinsecamente poetico mettere in crisi e dover ristrutturare il linguaggio e il sistema simbolico che ci dà forma, per inventare nuove approssimazioni a una risposta e generare, quindi, una nuova domanda. Mi piace, in quest’ottica, recuperare una mia vecchia intervista a Eugenio Borgna, che all’epoca mi venne commissionata per una rivista ma che rimase inedita, prima di trovare ospitalità presso «Il Segnale» (a. XVII, n. 50, giugno 1998).

FRANTUMI DI STELLE. Il senso dell’esperienza psicotica Continua a leggere

Fra me e Franzen

A inizio mese avevo rilanciato una recensione a Franzen, relativa a Le correzioni, il libro che avviò il suo successo planetario. Ora i più sono immersi nella lettura di Purity, che invece io sto rimandando, sia perché ho deciso di dar la precedenza a vari libri di autori italiani contemporanei, sia perché rispetto a certi colossi, a certe letture “dovute”, nutro una sorta di disagio, per cui mi piace affrontarle “fuori tempo”, quando ormai gli echi (positivi o negativi) che le accompagnano si sono affievoliti o spenti del tutto. Continuo questa pratica di distanziamento e ripropongo un’altra recensione, di Edoardo Gino, comparsa sul numero 65 di “Atelier”, sempre relativa a Le correzioni.

Ma quali libri ho frapposto fra me e Franzen? Ho appena letto (e recensito su questo sito) Il brevetto del geco di Tiziano Scarpa, La primavera tarda ad arrivare di Flavio Santi e Il grande animale di Gabriele Di Fronzo, mentre ora sto leggendo Etica dell’acquario di Ilaria Gaspari. Seguiranno (in ordine sparso), oltre a vari libri in formato digitale che ho sul desktop: La rancura di Romano Luperini, L’amore ai tempi di Batman di Massimiliano Parente, Una storia quasi solo d’amore di Paolo Di Paolo, L’addio di Antonio Moresco, Cella di Gilda Policastro, Cade la terra di Carmen Pellegrino, Le tartarughe tornano sempre di Enzo Gianmaria Napolillo, Non adesso, per favore di Annalisa De Simone, Conforme alla gloria di Demetrio Paolin, L’argine di Deborah Gambetta, Un terremoto a Borgo Propizio di Loredana Limone, Unico viaggio di Danilo Laccetti, La vita a rovescio di Simona Baldelli, La forma minima della felicità di Francesca Esposito, Maria di Ísili di Cristian Mannu, Dalle rovine di Luciano Funetta… Continua a leggere