suCcesso, installazione di Simona Vanetti

Piuttosto per sempre sfigato e sconosciuto

(L’opera scelta come copertina è di Simona Vanetti.
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In questi giorni mi è capitato di abbozzare un ragionamento intorno al successo letterario. Come non citare questa pagina del libro di Tiziano Scarpa?

Inizio del capitolo Incontenibili sussulti interiori,
da Il brevetto del geco di Tiziano Scarpa

Morpio aveva un metodo per tenere a bada l’invidia. Faceva così. Si chiedeva: che cosa ti importa veramente? Le opere. Tutto il resto non conta. Che Mauro Giaccame esponga a Londra guadagnando carriole di sterline può farti dimenticare che quelle che fa sono orride puttanate? Che Gianna Belfrate sia la più celebre artista italiana nel mondo, può cancellare il fatto che ha avuto una sola idea e l’ha ripetuta in mille salse da vent’anni in qua? Eccetera. Continua a leggere

The Adventures of Jack Namuh, immagine da un video di Fulvio Rottichieri

Appello per la liberazione di Santi

(L’opera scelta come copertina – tratta da questo video – è di Fulvio Rottichieri.
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Flavio Santi è un talento sprecato per il giallo.

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sucCesso, installazione di Simona Vanetti

Le cinque vie del successo

(L’opera scelta come copertina – cliccare sull’immagine per la visualizzazione completa – è di Simona Vanetti)

Nell’epoca dei talent show se c’è un fatto evidente a tutti è la nostra incapacità di valorizzare i talenti. Prendiamo proprio l’esempio del mondo dello spettacolo, con più lustrini e coriandoli di quello letterario. Dove sono finiti i cantautori? Semplicemente, non hanno la possibilità di emergere, sono schiacciati dal sistema, che funziona secondo regole spietate che nulla hanno a che vedere con la reale promozione del talento. Proviamo a spiegarle.
Oggi nessuno si sogna di far quattrini vendendo CD. Le case discografiche puntano allora tutto su determinate canzoni, preconfezionate, di repertorio, oppure scritte da chi è parte del giro che conta. E poi che accade? Bisogna promuoverle nelle radio e nelle tivù, così che esse paghino la Siae, che a sua volta pagherà le case discografiche. Quindi si organizzano i talent show, per prendere il fantoccino di turno, gettarlo nell’arena, sfruttarlo per un paio di anni. Poi gli si permetterà di girare qualche pubblicità, magari della TIM, e in seguito si vedrà se sarà disponibile qualche trasmissione di riciclo. Altrimenti, chi s’è visto s’è visto. Sostenendo peraltro l’ultima catena della filiera: gli psicologi di alto rango, pronti a soccorrere i nuovi, illustri e giovani depressi (agli psicologi di rango inferiore resta invece da sfangare tutti i vari problemi legati all’emergenza educativa del nostro Paese, con i vari disturbi di apprendimento annessi).
Lo spiegavo in questi giorni ai miei studenti: “Amate la musica? Cercate gli autori di cui nessuno parla, sostenete chi cerca di trovare una via di fuga dalle fauci onnivore del Mercato, lasciatevi attrarre dai nomi sconosciuti”.
E in letteratura, invece? Quali sono le strade percorribili per ottenere non tanto il successo (e bisognerebbe chiarirsi sul termine – ma questo, un’altra volta. All’immagine di copertina demando lo spernacchiamento del fantoccio), ma la creazione di un circuito virtuoso che permetta l’eventuale valorizzazione del talento? A me ne vengono in mente cinque. (Se qualcuno ne conosce altre, le indichi pure nei commenti: prenderò nota). Continua a leggere

Simone Martini, Annunciazione tra i santi Ansano e Margherita, proveniente dal Duomo di Siena, Galleria degli Uffizi di Firenze, 305x265 cm

Luzi: Viaggio terrestre e celeste

Dopo l’analisi di Per il battesimo dei nostri frammenti e di Frasi e incisi di un canto salutare, ecco l’analisi di Viaggio terrestre e celeste di Simone Martini (nell’immagine, l’Annunciazione, opera del pittore; cliccare sull’immagine per vederla per esteso)

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Anche il canto salutare si rigenera. Non esistono approdi nell’incessante creazione e la sorpresa, di fronte alla tensione all’oltranza di un poeta all’apice della propria esperienza, diventa presto un’attesa conferma della veridicità dei suoi assunti. Il rilancio della posta è ormai la sua indole, la croce a cui lo condanna la raggiunta, e mai scontata, naturalezza. Non c’è più nemmeno un’intenzionalità rigida in questo, semmai un vigile abbandono, una folgorante apertura al proprio destino.

Si tratta di una disponibilità assoluta, dalla quale molto si ha da apprendere, oltre la lettera. Continua a leggere

Mario Luzi (2008) di Paolo Del Giudice, olio su cartone, 90 x 50

Frasi e incisi di un canto salutare

Dopo la lettura di Per il battesimo dei nostri frammenti, proseguiamo con l’analisi dell’ultima stagione poetica di Mario Luzi.

(L’opera scelta come copertina – cliccare sull’immagine per la visualizzazione completa – è di Paolo del Giudice)

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Il successivo Frasi e incisi di un canto salutare riprende i motivi e i moduli stilistici ravvisati in Per il battesimo dei nostri frammenti. Di primo acchito, anzi, il libro si offre con sembianze più unitarie, fin dall’articolazione meno complessa, che ordina i temi in modo netto, dopo l’ouverture di Auctor, nelle sezioni Genia (23 poesie), Angelica (cinque raggruppamenti rispettivamente di 5, 14, 7, 6 e 4 poesie), Decifrazione di eventi (bipartita in 10 poesie più 15), Il corso dei fiumi (16), Prodigalità (17), Incitamenti (4 più 6 testi) e Nominazione (16), per un totale di 7 sezioni più l’introito (139 poesie). Come si può vedere, i capitoli interni oscillano, relativamente, entro una misura di variabilità limitata. Che il poeta abbia chiuso i conti con la materia e possa insediarsi al centro sapienziale del proprio universo? Continua a leggere

Jonathan Franzen (Western Springs, 17 agosto 1959), scrittore statunitense

Jonathan Franzen

Jonathan Franzen da alcuni è considerato ormai il più grande scrittore americano vivente, ma queste sigle vanno prese per quello che valgono: pezze giornalistiche per scribacchiare un pezzo che per un pezzo convincerà qualche pazzo in più ad affrontare il prezzo del libro che impazzerà a priori nelle classifiche. Io provengo soprattutto da letture di poesia e di saggistica varia, ma sto affrontando la narrativa in modo sempre più sistematico, per cui quest’anno farò il mio compitino e leggerò anche Purityil suo nuovo, recente titolo. È già qui accanto che mi aspetta. Ma sono così diligente che nel frattempo mi predispongo all’incontro con Franzen rileggendo le considerazioni di un caro amico in merito alle Correzioni, il romanzo che lo ha reso celebre.

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Poveri professori

Poveri professori

Questo è un brano espunto dal mio romanzo. Ne ero particolarmente affezionato, ma ogni potatura comporta i suoi sacrifici. Vediamo se l’innesto a spacco su questa pagina funziona.

Poveri professori. Una volta erano delle autorità. In paese si salutavano con ossequio: «Professore, buongiorno!», con la parola detta solennemente, per esteso, con la stessa deferenza con cui si salutava un medico o un avvocato. Se un professore si trovava a passare in un locale, nel bel mezzo di una discussione, lo si coinvolgeva per ottenere la soluzione della disputa, e tutti ascoltavano ammirati e anche coloro i quali si scoprivano dalla parte del torto assentivano come bambini ubbidienti. Una volta l’insegnamento era una professione ambita e i genitori ascoltavano le parole degli insegnanti dei loro figli come quelle di un luminare. Continua a leggere

Cesare Viviani

Cesare Viviani

È da poco uscito un nuovo libro di poesia di Cesare Viviani. Si intitola Osare dire e prosegue una fervida stagione creativa di un autore dal percorso veramente singolare e straordinario. Si tratta di un altro poeta imprescindibile di questi anni e in suo onore riprendo un mio saggio, ormai datato, che si interrompe proprio all’avvio della ricerca portata avanti dai suoi libri più recenti, caratterizzati da una chiarezza che, stando agli esordi, si sarebbe detta impossibile. Credo tuttavia che questo mio lavoro critico sia ancora utile per interpretare il percorso compiuto da Viviani e innescare la lettura delle ultime raccolte.

LA TERZA PERSONA DI VIVIANI

«È la terza persona che salva»: con questo verso, all’inizio del settimo degli otto canti in cui è suddivisa L’opera lasciata sola [1], si definisce una svolta decisiva per la poesia di Viviani. All’interno del poema si è appena attuato il passaggio grammaticale dalla prima alla terza persona (la voce narrante compie riflessioni astratte o chiama a esprimersi imprecisati attanti), mentre all’interno di tutta la sua opera si sancisce il passaggio da una ricerca prettamente ‘linguistica’ a una fase ‘filosofica’ (ricorrendo, per ora, a qualche formula generica di approssimazione: va da sé che si tratta di distinzioni insensate, a livelli più profondi di analisi). Continua a leggere

Mario Luzi, di Tullio Pericoli, 1995, pencil on paper, cm 29,5x21

Per il battesimo dei nostri frammenti, di Mario Luzi

Avviamo la lettura dettagliata di alcuni dei libri dell’ultima produzione luziana, cominciando ovviamente da Per il battesimo dei nostri frammenti.

(Il disegno scelto come copertina – cliccare sull’immagine per la visualizzazione completa – è di Tullio Pericoli)

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Cartelli stradali: quale direzione?

Ambivalenza dell’opera

Ieri, scrivendo a proposito del romanzo di Tiziano Scarpa Il brevetto del geco, sono tornato più volte sull’idea di ambivalenza. Avevo già scritto qualcosa in merito, quando mi ero occupato di una raccolta poetica di Alberto Cellotto:

 

Resto fermo. Mi piace
questo inizio, se rimane
un vento di schermo
e entra negli anfratti. Continua a leggere