Vecchi libri

Oggi si legge ancora poesia?

È la domanda che ci eravamo posti all’inizio dell’avventura di Atelier (qui di seguito, ecco il saggio di Giuliano Ladolfi che tentava una risposta), ma che ha senso ripetersi ancora oggi.

Oggi si legge ancora poesia?
di Giuliano Ladolfi

Agli inizi degli Anni Sessanta in Italia si sviluppò un interessante dibattito sulla funzione della poesia nella civiltà industriale. Questa iniziativa ebbe il merito di spingere gli studiosi a riflettere sulla funzione di quest’arte all’interno di una società che rapidamente stava cambiando volto. Continua a leggere

La musica dei pensieri

La musica dei pensieri

Tartari, Usbechi, Samoiedi,
e il popolo ucraino tutto,
tedeschi del Volga compresi,
aspettano chi li traduca.

E in questo momento può darsi
che un giapponese magari
stia volgendo in turco i miei versi
e mi rovisti nell’anima.

Osip Mandesl’štam Continua a leggere

Room01, di Tobia Anzanello, 80x60cm, oil on canvas

Dal ronzio della vita, al canto

(L’opera scelta come copertina è di Tobia Anzanello.
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Seguire la poesia contemporanea è pratica nobile e raffinata, ma inseguirla nei tracciati sorgivi degli autori più giovani, nel circuito sommerso della piccola editoria, è gesto da innamorati: e speriamo che siano legione. Leggere poesia fino a rintracciarne gli zampilli primi e nascosti è infatti compiere un rito che chiama in causa qualcosa di autentico che fermenta in noi e cerca corrispondenza, condivisione, sacrificio. Continua a leggere

Lo scrittore Eraldo Affinati

Eraldo Affinati

Criticare il Premio Strega è da anni ormai un genere letterario specifico e molto frequentato. Chi volesse un aggiornamento sulla questione, legga per esempio ciò che ha scritto Antonio Moresco.  Un giorno, forse, mi cimenterò anch’io su un ragionamento intorno ai premi, ma la mia sintesi è semplice: il problema è stare nel sistema, senza appartenere al sistema. Questo è il solo modo per mandarlo in tilt. Credo che, in tal senso, Moresco ci abbia provato, anche se il suo sfogo finale lo riconsegna alla schiera dei contestatori del sistema, che in fondo non fanno altro che alimentare il sistema stesso. Non che sia facile, sia chiaro.  Continua a leggere

Paul Celan, pseudonimo del poeta di lingua tedesca Paul Antschel (Cernăuti, Bucovina, 1920 - Parigi 1970)

Paul Celan

Se mi si chiedesse, a bruciapelo, di segnalare un paio di titoli di poesia davvero importanti usciti in Italia negli ultimi 5 anni, credo che risponderei: nessuno. Ricordo diversi buoni libri, certo, ma nessuno che lasci il segno, nessuno che apra una prospettiva nuova quantomeno per l’autore stesso.

Se mi sono perso qualcosa, rimedierò quanto prima. Intanto, in assenza di segnali di creatività poetica, rallegriamoci per la prontezza di Dario Borso nel tradurre La sabbia delle urne di Paul Celan, in assoluto uno dei più grandi poeti del Novecento. Continua a leggere

Dell'Amore e di altri Demoni, di Giuliana Iannotti, 30x160cm

Autenticare la solitudine

(L’opera scelta come copertina è di Giuliana Iannotti.
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Parlare in termini generazionali non è un trucco per ritagliarsi un posto nella repubblica delle lettere, ma una pratica che può – se gestita con la dovuta cautela – tramutarsi in un’occasione di crescita. Creare una rete di rapporti, passarsi di mano in mano le raccolte inedite, generare attese oppure sensi di disaffezione rispetto a talune opzioni stilistiche (e quindi umane), insomma porre un orizzonte di riferimento, seppur problematico, garantisce un incremento di consapevolezza. Continua a leggere

Di un libro che non avrete mai (per Danilo Laccetti)

Questa volta vi lascio un assaggio da un libro che non avrete mai. Si tratta di Unico viaggio. Sinfonia di racconti, prose e divagazioni per voce sola, di Danilo Laccetti. È stato stampato in 50 copie non venali, in questo 2016. Io ne conoscevo già parzialmente i contenuti e sarò tra i pochi privilegiati che potranno godersi quest’opera sublime.

Prima o poi, un discorso molto più articolato sul genio di Danilo dovrò abbozzarlo; e un discorso altrettanto articolato intorno alla nefasta incapacità del nostro mondo editoriale di accogliere e valorizzare i veri talenti letterari andrà a sua volta imbastito e pazientemente sviluppato (ma è per me un discorso vecchio; anzi, più che un discorso, è stato un lavoro di cambiamento tentato per più lustri).

Intanto, investito del privilegio di una lettura preziosa e segreta, condivido almeno in parte il dono, riproponendo un pezzo incluso nella sezione Presto, prestissimo (le altre si intitolano Arioso con lentezza, Adagio con calore e fuoco, Allegro ma non troppo, Allemanda fantasiosa, con qualche tremore, Vivace, con furore mesto). Continua a leggere

Scorcio della mia biblioteca

Per una letteratura sostenibile

Si sta allestendo l’iconografia
di massimi scrittori e presto anche
dei minimi. Vedremo dove hanno abitato,
se in regge o in bidonvilles, le loro scuole
e latrine se interne o appiccicate
all’esterno con tubi penzolanti
su stabbi di maiali, studieremo gli oroscopi
di ascendenti, propaggini e discendenti,
le strade frequentate, i lupanari se mai
ne sopravviva alcuno all’onorata Merlin […]
E. Montale Continua a leggere

Roscigno Vecchia. Murature antiche

Cade la terra (di Carmen Pellegrino)

Ha ragione Andrea Di Consoli quando afferma che «Cade la terra è un tassello romanzesco importante della grande letteratura meridionale novecentesca. Che venga pubblicato ora, in altro secolo, è solo la dimostrazione che gli orologi non sempre indicano l’ora esatta».

Del resto è la stessa autrice, Carmen Pellegrino, a definire nella sua nota conclusiva la costellazione di riferimenti letterari di cui si nutre questo romanzo, che per certi versi si potrebbe intendere proprio come un compendio di storie raccontate con quel particolare tono asciutto, privo di compiacimento, che dà forma nella “grande letteratura meridionale” all’epica di vite reiette, di sconfitti e di dimenticati dalla storia. Continua a leggere

La vita breve dei libri

(L’opera scelta come copertina è di Andrea Lazzarotto.
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Quando si parla di libri, viene spontaneo pensare ai classici. Se si parla di biblioteca, e persino di biblioteca contemporanea, ci si forma probabilmente nella testa un’immagine statica di libri che, per quanti possano essere, compongono un universo ancora dominabile, rassicurante. Ma questa immagine è falsa. Continua a leggere