Lo scrittore Giulio Mozzi

Generazioni a confronto (3/3)

Generazioni a confronto
Convegno nazionale di Firenze (18 febbraio 2005)
a cura di Gianluca Didino

Parte Terza e ultima

Marco Merlin: Un primo giro, anche abbastanza ampio ci ha portato a gettare a vasto raggio molte problematiche. Ora invito a stringere di nuovo il cerchio ritornando sul testo di discussione, con una nuova tornata di interventi, il primo dei quali sarà di Giulio Mozzi, il quale potrà riprendere il tema Generazioni a confronto secondo una lettura molto libera e personale. Cedo, pertanto, la parola a Giulio Mozzi (e sottolineo che abbiamo cercato volutamente di coinvolgere persone non strettamente legate in modo univoco al mondo della poesia). È nato nel 1960, è autore di libri di racconti soprattutto: Questo è il giardino (Milano, Mondadori 1993), La felicità terrena (Torino,Einaudi 1996), Il male naturale (Milano, Mondadori 1998); prossimo anche l’esordio come romanziere. Si occupa di scrittura creativa: Parole private dette in pubblico (Roma, Theoria 1997); il titolo eliotiano già ci stuzzica sulle connessioni tra narrativa e poesia. Si occupa delle edizioni Sironi, altra sigla editoriale di spicco e di culto, che ha svolto anche un ruolo molto importante nel lancio di giovani autori esordienti. Cediamo a lui la parola perché con il testo di discussione possa offrire anche lui qualche osservazione. Continua a leggere

Il poeta e critico Franco Buffoni

Generazioni a confronto (2/3)

Generazioni a confronto
Convegno nazionale di Firenze (18 febbraio 2005)
a cura di Gianluca Didino

Parte Seconda

Marco Merlin: Ringrazio Roberto e comincio a raccogliere un po’ di spunti dopo ogni relazione, che saranno poi fruttuosi in un secondo giro. Voglio raccogliere dalle parole sue questo senso che sembra inizialmente riduttivo e che invece io sento appropriato e proficuo: mi sembra utile non parlare strettamente di generazione, ma del modo in cui la giovinezza può diventare il punto d’origine, l’imprinting per molti scrittori, quel quid di formativo che essa contiene. E credo sia importante cogliere questo aspetto in riferimento alla sua conclusione. Se ha senso parlare di giovinezza come molla importante per la letteratura, è bene coltivarla, ma non fino all’eccesso: forse Tondelli doveva superare questo limite. La giovinezza deve anche essere sacrificata, superata. Il discorso generazionale è fruttuoso finché è pretestuoso, serve per poi andare oltre, perché, se si resta ancorati ad esso, diventa poi degradante, limitante come riferimento. E, per quanto riguarda l’editoria (pensiamo alle tante antologie uscite), c’è il sigillo del giovanilismo: il pericolo cioè che lo stimolo della giovinezza venga sfruttato come giovanilismo e che, quindi, nel fare un’antologia di giovani si cela il rischio, che va corso, di cadere sotto una marca editoriale per lanciare prodotti, facilmente smascherabile come operazione commerciale. Continua a leggere

Il critico Roberto Galaverni

Generazioni a confronto (1/3)

Generazioni a confronto
Convegno nazionale di Firenze (18 febbraio 2005)
a cura di Gianluca Didino

Parte Prima

Giuliano Ladolfi: Buon giorno a tutti e benvenuti al convegno Generazioni a confronto. Dopo poco più di un anno dall’organizzazione dell’incontro, svolto il 5 dicembre 2003 a Palazzo Vecchio sul tema Oltre il Novecento, i cui atti sono stati pubblicati sul n. 32 della nostra rivista, «Atelier» e l’Associazione «Sguardo e sogno» hanno avvertito l’esigenza di promuovere nel salone della Regione Toscana, grazie all’impegno di Paola Lucarini Poggi, un ulteriore dibattito. Continua a leggere

Cesare Viviani

Una generazione di anarchici e di autolesionisti (di Cesare Viviani)

Con questo capitale articolo di Cesare Viviani, pubblicato sul tredicesimo fascicolo di Atelier, avvio un periodo a tema. Nell’arco di questa e della prossima settimana (con una piccola appendice anche su quella successiva) riprenderò infatti interventi relativi al tema della generazione. Il fatto è che domenica 24 luglio sarò coinvolto a Rimini in un incontro, nato per riconsiderare l’esperienza dell’opera comune, e mi si chiederà ragione anche della mia svolta, che mi ha portato a imboccare un lavoro più individuale.

Una generazione di anarchici e di autolesionisti
di Cesare Viviani

Una vocazione autentica, quella della nostra generazione. Continua a leggere

Don't speak, di Erica Dal Maso, acquarello, cm 45x30

L’arte di addomesticare farfalle

(L’opera scelta come copertina è di Erica Dal Maso.
Cliccare sull’immagine per la visualizzazione completa)

Avrò presto il piacere di rivedere Andrea Ponso. Così vado a riprendermi le sue poesie, per rileggerle. Mi imbatto anche in questo vecchio articolo…

“Un ago che lavora sottile, senza l’asilo di altre scritture,
nel vuoto del foglio è costretto a sparire: l’ego riempie
l’alveo, segue la traccia e la vena… parlare davvero,
diceva, è come addomesticare farfalle…………………” Continua a leggere

Riflessi, di Giulietta Cavallotti, 2010, tecnica mista su tavola, cm 70x50

Il lavoro paziente del verso

(L’opera scelta come copertina è di Giulietta Cavallotti.
Cliccare sull’immagine per la visualizzazione completa)

Non ho saputo amare
per questo lascio andare il tuo cuore modesto,
per idiozia e per volere meglio
la terra che ci chiama.
Brucia chiaramente
il fuoco dei tuoi fianchi, il seno eretto
non manca nulla, nulla
solo il mio cuore tace, macchinetta
stremata dalle lacrime.
E sperdimi di letizia,
sono solo l’untore, il passeggero
col biglietto sfondato del suo viaggio. Continua a leggere

Il sapore della birra, di Alfonso e Nicola Vaccari, olio su tela, cm 80x120, 2012

Se c’è qualcosa oltre la birra

(L’opera scelta come copertina è di Alfonso e Nicola Vaccari.
Cliccare sull’immagine per la visualizzazione completa)

Dio sottinteso
che non hai mai chiarito
se esista e cosa dietro ciò che si vede
Dio dell’orzo, del luppolo
e del malto tostato
non so se c’è qualcosa
oltre la birra, se esiste un modo Continua a leggere

Yves Bonnefoy (Tours, 24 giugno 1923 – Parigi, 1 luglio 2016) è stato un poeta, traduttore e critico d'arte francese.

Yves Bonnefoy

Sono morti in questi giorni due giganti della poesia del nostro tempo: Geoffrey Hill, poeta britannico classe 1932, ci ha lasciati il 30 giugno; il 1 luglio invece è toccato a Yves Bonnefoy (nato nel 1923), che possiamo considerare, per intenderci, il Mario Luzi francese (i due tra l’altro erano amici e non mancano grandi analogie nel loro percorso poetico).

Continua a leggere

Poeti della giovinezza

(L’opera scelta come copertina è di Micaela Marconi.
Cliccare sull’immagine per la visualizzazione completa)

d’estate
nella pineta
vicino al mare
io e mio padre
dicevamo quel poco
dietro tutte le cose
che percorreva
la ruota nel suo girare
di traverso alla canna
seguivo nel mio sangue
l’attenzione delle cose

Filippo Neri

La poesia sta alla giovinezza come l’innamoramento sta all’amore. Essere poeti della giovinezza o addirittura, leopardianamente, poeti della giovinezza mancata, è possibile soltanto da adulti (per quanto giovinezza e maturità siano soglie mentali, più che anagrafiche). Continua a leggere

Opera di Alessandra Cimatoribus (ritaglio)

La preghiera della letteratura

(L’opera scelta come copertina è di Alessandra Cimatoribus.
Cliccare sull’immagine per la visualizzazione completa)

Sbarazziamoci subito di un paio di possibili equivoci, intorno allo studio di Andrea Caterini dal titolo La preghiera della letteratura. Sulla misericordia, il bene e la fede (Fazi, 2016): Continua a leggere