La fine del dialetto

(L’opera scelta come copertina è di Tiziano Masini.
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Can da l’ostie d’une storie buiace di sang e di mierde,
storie cangure d’int ch’al sclope te pisse!
Al duarm in me l’anim d’un bombarûl
là ch’io cjati sui mûrs “Berluska vafancûl”
ma no, purtrop no nu’ baste ‘ne bombe…
e a favelâlu par italian
a stress tajâ i genoi
a chei che an digià poches cocules par cjaminâ Continua a leggere

Sillabare il mondo

settembre che ho spezzato . tra te e l’urlo lungo dentro il mare .
dentro giorni a sangue nudo . che mi hai fatto respirare .
per resistere all’inferno . alle mani sulle tombe . ai muri armati a niente .
per restare e fare il pane . Continua a leggere

La nostalgia del tutto

(L’opera scelta come copertina è di Sandro Frinolli Puzzilli.
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[…]
tu sei quel mondo che dentro di te si accumula con la
materia di questo pianeta cresciuta in me    fino a darmi
la morte incredibile di chi non è ancora vissuto poi Continua a leggere

Uno stupore che continua

(L’opera scelta come copertina è di Barbara Ghisi.
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“Il miracolo è che il cielo
non scivola di un dito, che il mare
non trabocca nella conca
su cui pende – questi colori, Continua a leggere

Bucando l’aura letteraria

(L’opera scelta come copertina è di Micaela Marconi.
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non se ne può più della poesia poesia
ma anche della poesia autentica
se è per questo
non si può più fare della poesia, con la poesia
basta con i libri di poesia Continua a leggere

Sul Nobel della letteratura a Dylan

E va bene, adesso partirà l’ovvio, calcolato, strabordante dibattito mediatico (ovvero il moltiplicarsi planetario dei monologhi) intorno al premio Nobel della letteratura, assegnato da poche ore, per la prima volta, a un cantautore.

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La colpa di non essere madre

Non vedo l’ora di ricavarmi un attimo di tregua dagli impegni scolastici, per godermi la lettura del nuovo libro di Francesca Serragnoli, Aprile di là. Ma si sta lavorando davvero molto, e al momento mi accontento di andare a riprendere una piccola, inadeguata riflessione sui versi di quest’autrice, un’anima che sento per tanti motivi sorella.

(L’opera scelta come copertina è di Monia Perrone.
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Quando un bambino
di pochi mesi
con i riccioletti sudati
con un puntino rosso di zanzara sulla fronte
ride
mi si sgretola il corpo
la testa gira come la Terra
il cuore si contrae come una spugna

Francesca Serragnoli Continua a leggere

Un’improvvisa timidezza

(L’opera scelta come copertina è di Tobia Anzanello.
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Sono qui i maschi abbrustoliti dalla strada,
i più arrendevoli sposi, i padri vinti
che la morte astuta decima col sonno
di colpo sui viadotti, o per lenta cirrosi: Continua a leggere

Liaison

(L’opera scelta come copertina è di Marcella Savino.
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E alla svelta, premendo:
l’acqua mi fa strada,
e ansiose le gambe sbirciano
di fuori. Ed entra,
tu mi bisbigli entra,
e sul tuo orecchio dipano baci
come piccole fruste, e stringo il fiato,
e sfiorami, dici (di corsa sono sceso,
la voce gonfia di bava); ed entra, entra,
tu mi bisbigli, e sfiorami, dico, Continua a leggere

Dove inizia la poesia contemporanea?

Un concetto che andrebbe veramente ripensato è quello di poesia contemporanea. Che cosa si intende davvero, infatti, per poesia contemporanea? Qual è l’evento linguistico, culturale, antropologico da seguire, che fa di un gesto creativo un atto veramente contemporaneo?

Certamente, ci saranno temi suggeriti dai tempi, ma probabilmente ciò che risulta determinante è la qualità dello sguardo, l’orientamento ontologico con cui ci si rivolge alla storia. In ogni caso, la percezione che ci siano gesti poetici contemporanei e gesti non contemporanei, nonostante l’anagrafe, è indice di una tensione trasformativa alla quale ci è richiesto di aderire. Continua a leggere